Picking significato: la guida completa

11 Agosto 2020 Alex

Picking significato: la guida completa da seguire passo per passo per capire una volta per tutte questo diffusissimo termine.

Picking significato: ecco tutto ciò che c’è da sapere in merito

Il picking, per chi non ne avesse ad oggi mai sentito parlare, non è altro che una delle molte attività che vengono messe in atto nel settore della logistica del magazzino, significa selezionare. In pratica è un parziale prelievo di materiale da un’unità di carico originale ad altre unità, dopo che il tutto è stato ripartito.

Picking significato

Entrando nello specifico, questo genere di smistamento di cui vi stiamo parlando di materiale può avere come destinazione sia altre strutture che altri comparti interni al magazzino.

In quali settori è utilizzato il Picking?

Tutto può essere messo in atto in numerosi settori dell’industria. E’ logicamente consigliato che i materiali siano conteggiabili in tutta facilità, questo perché il numero dei prelievi e invii verso probabili altre destinazioni dev’essere chiaro e sicuro.

Se ad esempio si parla di magazzino e si sente parlare di Picking tutto va a collegarsi ad un genere di attività che viene svolta manualmente. In caso di picking manuale infatti, i materiali devono avere un certo peso cosi da rispettare le norme riguardanti l’ergonomia.

Ci sono ad oggi anche molti magazzini automatizzati, magazzini con elevatori, verticali, orizzontali o rotanti. In queste circostanze il personale che fa il picking va a limitarsi solamente a prelevare il materiale che scorre in maniera meccanica.

Confezionamento e imballaggio nel picking

Di solito all’interno di un magazzino l’attività di picking viene spesso abbinata ad ulteriori attività quali per l’appunto confezionamento e imballaggio. Se si vuole restringere tutto si può fare affidamento a qualche principale intervento di attività logistica dentro un magazzino, l’ordine temporale da seguire è il seguente:

  • Picking
  • Imballaggio e confezionamento dei vari prodotti
  • Conservazione e stoccaggio
  • Consegna e distribuzione al cliente finale

Conclusioni

Il picking è molto utile per chi ha un magazzino. Per gestire il tutto è comunque consigliato l’utilizzo di programmi appositi che vi facilitano di gran lunga le operazioni. Fra i tanti noi personalmente vi consigliamo Softshop che potete scaricare al seguente indirizzo e dove potete constatare voi stesso le numerose funzionalità che offre.

Magazziniere cosa fa: i principali compiti

10 Agosto 2020 Alex

Magazziniere cosa fa? E’ questa una delle domande più diffuse ad oggi. Ecco tutto ciò che c’è da sapere in merito.

Magazziniere cosa fa? Tutti i compiti principali di questa importante figura

Per chi fino a questo momento non ne era a conoscenza, il magazziniere è una figura fondamentale per la gestione di un magazzino e movimento della merce presente al suo interno.

Il magazziniere è un lavoro ad oggi ben pagato contrariamente a quanti pensano. Lo scopo principale di tale figura è semplice: gestire le merci in uscita e ingresso del magazzino, compilazione e controllo dei vari documenti fiscali, smistamento ecc…

Il compito del magazziniere, detto in parole povere, è quello di prendersi briga delle merci che arrivano nel magazzino: riceve camion, rimorchi ecc… controllando ogni prodotto per vedere la corrispondenza delle documentazioni e fatture di trasporto allegate.

La figura di cui vi stiamo parlando in ambito magazzino svolge una quantità importante di mansioni. Il magazziniere controlla che i prodotti arrivati siano perfettamente integri, e rifiuta gli oggetti danneggiati. Una volta che la consegna dopo un attento controllo è stata accettata, il magazziniere si prende la responsabilità di firmare le varie pratiche amministrative e gli scontrini.

Il magazziniere logicamente svolge anche altri lavori come l’uscita dei prodotti dal magazzino. Prepara dettagliatamente ogni spedizione assicurandosi che esca puntuale.

Il magazziniere ha anche il compito di utilizzare macchinari come ad esempio i carrelli elevatori per spostare i prodotti da una scaffale e l’altro. Dev’essere una persona del quale ci si può affidare e che rispetti il posto in cui lavora, la merce e i colleghi.

Ci troviamo davanti ad una figura professionale che deve far funzionare nel miglior modo il magazzino. Le aziende di una certa importanza ne hanno più di uno. Sicuramente un lavoro stancante ma che al tempo stesso è ben retribuito.

Giudizio finale

Il magazziniere è un lavoro che richiede molte energie fisiche e mentali ma ne vale veramente la pena provare se si vuole essere pagati a dovere a fine mese. Tale figura eventualmente può pianificare il proprio lavoro anche utilizzando appositi software di gestione che lavorano per lui. Fra i migliori troviamo Softshop che potete scaricar qui e dando voi stesso uno sguardo a tutte le funzioni che propone. Che state aspettando?

Cosa fa un magazziniere

6 Agosto 2020 Alex

In tanti ad oggi si pongono la seguente domanda: cosa fa un magazziniere? Andiamo a scoprilo insieme grazie a questo nuovo articolo.

Cosa fa un magazziniere: tutto quello che c’è da sapere a riguardo

Per chi fino ad oggi non lo sapesse, il magazziniere non è altro che una figura importantissima per quanto riguarda la gestione di qualsiasi magazzino e movimentazione della merce presente.

Il magazziniere è un lavoro faticoso ma ben retribuito. L’obiettivo principale di tale figura è quello di gestire al meglio delle proprie possibilità le merci in ingresso e uscita del magazzino, lo smistamento, compilazione e controllo di ogni documento fiscale e amministrativo correlato come bolle, ricezione e via dicendo.

Cosa fa un magazziniere

Il magazziniere, in pratica, va ad occuparsi delle merci che arrivano all’interno del magazzino: riceve rimorchi, furgoni, camion, e controlla che ogni prodotto in arrivo vada a corrispondere alla documentazioni e fatture di trasporto allegate.

Sono davvero tanti i lavoro che svolge questa figura nell’ambito magazzino. Il magazziniere controlla le merci per assicurarsi che siano integre, e rifiuta i carichi rotti secondo le regole dell’azienda. Una volta che una consegna viene accettata, firma gli scontrini e ogni pratica amministrativa.

Il magazziniere ovviamente si occupa anche di altre mansioni come l’uscita della merce dal magazzino. Preleva i vari prodotti e va a posizionarsi nell’area di carico preparando nel dettaglio le spedizioni. Si assicura che tutta quanta la merce sia pronta all’ora pianificata.

Il magazziniere sa utilizzare correttamente e rapidamente i macchinari come carrelli elevatori, sia motorizzati che manuali, per spostare la merce dagli scaffali e non solo. Dev’essere tra l’altro una persona affidabile e precisa, rispettare qualsiasi norma antinfortunistica per proteggere se’ stesso e i colleghi.

La figura in questione è un profilo professionale per far funzionare e girare al meglio il magazzino. Ogni azienda ne ha uno o più. Si tratta sicuramente di un lavoro che stanca e non poco a livello fisico e mentale.

Conclusioni

Saper svolgere il lavoro di magazziniere è comunque un gioco da ragazzi. Quest’ultimo volendo per programmare al meglio il proprio lavoro può anche affidarsi a degli ottimo programmi che lavorano per lui. Avete mai sentito parlare di Softshop? Andate a scaricarlo da qui e controllate voi stesso tutte le ottime funzionalità che offre.

Software gestione magazzini: il migliore di tutti, ecco qual’è

17 Luglio 2020 Alex

Software gestione magazzini qual’è il migliore fra tutti? Cerchiamo di scoprirlo insieme in questo nuovo e dettagliato articolo.

Software gestione magazzini: fondamentale per un’attività di successo

In circolazione ad oggi ci sono una marea di programmi di gestione magazzini che aiutano e non poco a svolgere tantissime mansioni e a pianificare le cose nel miglior modo. Fra i tanti presenti in commercio noi personalmente vi consigliamo di puntare su Softshop che sulle spalle vanta una solidità e completezze sul campo senza eguali. E’ sulla piazza da più di 10 anni e ad oggi è stato scaricato da tantissime persone.

Entrando nello specifico, la gestione del magazzino è senz’altro un’attività fondamentale se si vuole far filare correttamente una qualsiasi azienda. Softshop vi aiuta in tutto questo un programma perfetto per tutti che ha un unico obiettivo, ovvero: ottimizzare i prezzi di gestione del magazzino. Cerchiamo di capirne di più.

Software gestione magazzini: cosa sono realmente?

Tutte le attività presenti al mondo come classici negozi, bar, officine e via dicendo hanno necessità di riuscire a gestire al meglio delle proprie possibilità il magazzino. Stare al passo con tutti i prodotti è un qualcosa che richiede concentrazione e tempo per questo è semplice fare errori che possono costare cari. In questa schermata faremo vedere come Softshop oltre alla gestione del magazzino presenza anche la possibilità di gestire il negozio Online, in modo da poter vendere i prodotti direttamente sul vostro sito web personale, il negozio Online è presente sia nella versione gratuita con un dominio di prova oppure nella versione Advanced di softshop in versione completa, una volta acquistato il pacchetto Advanced, avrete incluso nel prezzo anche un dominio (.it/.com/.net) incluso di anche di spazio per caricare la vostra Merce.

Softshop è il vostro aiutante migliore. Un super software per gestire il proprio magazzino in tutta facilità e velocità.

Softshop perché è migliore degli altri?

Il programma è stato premiato diverse volte grazie alla sua interfaccia strutturata per essere capita anche dal meno esperto di tecnologia.

Softshop il programma per la gestione del magazzino migliore che ci sia. Non serve utilizzare manuali o domandare assistenza. Il suo utilizzo è basilare. Non a caso è fra i più scaricati nel nostro paese il che la dice lunga sulla sua qualità e servizi che offre.

Conclusioni

Davvero tante le funzioni che mette a disposizione Softshop. Le potete trovare tutte elencate alla seguente pagina dove è anche possibile scaricare il software su PC o telefono. Buon download a tutti!

Programma gestionale gratis: come gestire il magazzino più facilmente

16 Luglio 2020 Alex

Chi ha un magazzino di solito passa il suo tempo a cercare un programma gestionale gratis. In circolazione c’è ne sono davvero tanti ma noi oggi in questo nuovo articolo ve ne presenteremo uno fra i migliori in circolazione. Pronti a scoprire qual’è e cosa offre? Vi invitiamo a continuare al lettura.

Programma gestionale gratis: scopriamo il migliore di tutti

Entrando nello specifico, la gestione del magazzino è senz’altro un’attività fondamentale e difficile da gestire per qualsiasi tipo di azienda. Il programma che vi stiamo proponendo è Softshop che è in grado di farvi gestire il vostro magazzino al meglio delle possibilità. Ci troviamo davanti ad un software perfetto nel vero senso della parola perché vi consente facilmente e velocemente di ottimizzare tutti i costi di gestione che può avere un magazzino.

Programma gestionale cosa è realmente?

Tutte le attività presenti in una comune città, come bar, negozi di alimentare, abbigliamento ecc… devono tassativamente gestire nel miglior modo il magazzino. Bisogna controllare tutti i prodotti che si hanno a disposizione, movimentazione e tanto altro cosi da non commettere alcun tipo di errore.

Softshop è il gestionale magazzino che vi consente di eseguire passo per passo qualsiasi operazione. Difficilmente sbaglia o si blocca, un software perfetto che svolge un lavoro impeccabile a 360 gradi.

Perché scaricare Softshop per gestire il magazzino?

La risposta è molto semplice, da un’attenta analisi dell’Università di Pisa il programma è stato premiato come migliore della propria categoria. Questo perché presenta una grafica chiara e intuitiva in ogni sua parte.

Softshop si può usare anche se poco esperti di tecnologia o altro, non c’è bisogno di leggere manuali o domandare aiuto. E’ considerato fra i programmi di gestione del magazzino migliori che ci siano in circolazione. Tra le altre cose, è più di 10 anni sul campo ed è completo in tutto e per tutto. Perché non provarlo?

Potete scaricarlo da qui dovete sono visibili anche tutte le funzionalità del software.

Logistica e trasporti: come organizzarsi in magazzino

15 Luglio 2020 Alex

Logistica e trasporti in un magazzino come funziona? Cerchiamo di scoprirlo insieme in questo nuovo e dettagliato articolo .

Quando si sente parlare di logistica e trasporti tutto fa riferimento al movimento degli articoli disposti dentro un magazzino. Contrariamente a quanti pensano, la logistica non è facile come si crede, essa infatti è molto più che un semplice trasporto merci. Per capirne di più vi invitiamo a continuare la lettura dell’articolo.

Logistica e trasporti: tutto ciò che c’è da sapere a riguardo

Di cosa si occupa esattamente la logistica? La logistica di un’azienda è un processo difficile che va fatto al meglio. Prima di tutto ha l’obiettivo di occuparsi dell’approvazione dei prodotti, del loro stoccaggio dentro il magazzino e in particolar modo del rifornimento dentro i reparti.

Allo stesso tempo, la logistica deve occuparsi di imballare le merci e del loro trasporto. Per avere successo bisogna programmare tutto nel minimo dettaglio.

La logistica cosa è?

La logistica, detto in parole povere, non è altro che un’insieme di tutti quanti qui processi che servono per portare avanti ottimamente un magazzino. Si inizia dalla programmazione, disponibilità fino ad arrivare alla distribuzione finale delle merci.

Ci troviamo davanti ad un processo di pianificazione.. Tutto con un obiettivo ben preciso, ovvero: accontentare il più possibile le necessità del cliente.

Detto ciò, risulta più che evidente che la logistica non va a comprendere solamente il trasporto merci ma c’è molto di più. Si vanno alla fin dei conti a mettere in gioco settori più ampi di questo. Dalle materie prime alla distribuzione della merce, processo di ordine e gestione del reso, approvvigionamento delle materie prime. Tutti gli aspetti appena menzionati, senza volerlo, vanno cosi a influire su tutti gli altri.

Riepilogando, stando a quanto detto fino ad ora è possibile dunque differenziare la logistica in base al processo di proprio interesse. Avremo dunque:

  • Logistica interna: riguarda qualunque tipo di operazione di smistamento di merce, interni e gestione del personale;
  • Logistica distributiva o trasporti: ha il compito di gestire la rete di distribuzione delle merci in base all’accordo preso fra il cliente e l’azienda;
  • Logistica inversa o ritorno: si prende la briga di recupero dei resi, del loro smistamento e trasporto;
  • Logistica in entrata o ingresso: va ad occuparsi della gestione del magazzino, cercando di curare al meglio i rapporti con i fornitori e controllando le scorte di pezzi e varie materie prime;

Conclusioni

Una logistica ben pianificata può portarvi al successo. Deve prendere in considerazione tutti i parametri che vi abbiamo appena menzionato, cosi da poter ottimizzare ogni processo andando al tempo stesso a diminuire in maniera significativa i costi della stessa logistica.

Se volete gestire al meglio il vostro magazzino vi invitiamo a scaricare il nostro programma Softshop. Non ve ne pentirete!

Gestire documenti: come fare per un magazzino in ordine

10 Luglio 2020 Alex

Gestire documenti all’interno di un magazzino è fondamentale. Contrariamente a quanti pensano, la gestione del magazzino è un’attiva molto importante per ogni azienda se vuole fare le cose al meglio. Andiamo a capirne di più.

Gestire documenti: l’importanza di farlo per la propria attività

Gestire documenti

Entrando nello specifico, ciò che stiamo cercando di farvi capire è che una gestione del magazzino fatta tanto per fare o completamente sbagliata può avere grosse conseguente sulla propria attività. Può far perdere un sacco di soldi, detto in parole povere.

Per gestire nel miglior modo un magazzino bisogna valutare moltissimi parametri. Solo cosi è possibile gestire con oculatezza e la massima efficienza il tutto.

Fatta questa doverosa premessa, cosa importantissima per qualsiasi magazzino è il saper gestire documenti. Ci troviamo di fronte ad un qualcosa essenziale, uno dei tanti punti chiave che vanno assolutamente rispettati se non si vuole perdere denaro.

La gestione dei documenti in cosa consiste?

In molti trascurano la gestione dei documenti in un magazzino ma sappiate che non c’è niente di più sbagliato. Le varie scartoffie sono la croce che ogni azienda deve portarsi dietro questo è poco ma sicuro, ma i documenti servono non solo per quanto concerne i fini fiscali o qualcosa del genere ma sono una fonte di info importantissima che se si riesce a sfruttare a dovere consentono di migliorare in maniera notevole la gestione del proprio magazzino.

Quali sono i documenti più importanti del magazzino?

Fatture di acquisto e vendita

Aldilà dell’utilità che hanno a livello fiscale, tutto serve per operazioni e conteggi di scarico e carico della merce che si ha in magazzino. Se si parla di realtà strutturata in magazzino non si avrà alcuna fattura ma solamente i DDT e le fatture saranno gestite interamente dall’amministrazione.

DDT

Con questo termine definiamo il documento di trasporto previsto dalla legge per il trasporto di merci. Tutto è essenziale e rammenta sempre che il DDT deve riportare una serie di dati ben specifici e, qualora si tratti di cessioni di beni, dev’essere seguito da tanto di fattura che deve essere fatta entro il 15 del mese successivo a quello effettivo di consegna dei vari prodotti.

Inventario, l’importanza di averne uno

E’ fondamentale avere un elenco costantemente aggiornato di ogni prodotto che si possiede all’interno del magazzino e del valore che ha, utile tra le altre cose a tenere sotto controllo la situazione e verificare se si hanno scorte o meno di un determinato oggetto.

Comande e ordini, attenzione potreste perdere clienti

Una cosa banale ma che viene spesso sottovalutata, tutto può far perdere clienti. L’avere una gestione troppo superficiale delle comande e ordini è sbagliatissimo.

Conclusioni

Ulteriori consigli che vi diamo sono i seguenti:

  • Controllate sempre la merce in arrivo
  • Fate l’inventario con scadenze fisse e frequenti se possibile
  • Coordinate arrivi e partenze della merce del magazzino
  • Osservate la merce danneggiata o mancante

Infine, una menzione importante va fatta alla possibilità di utilizzare un apposito programma per gestire il magazzino a 360 gradi. L’utilizzo di un programma può rendere molto più facile ogni attività di magazzino, velocizzare ogni operazione di scarico e carico delle merci, errori e molto altro. Noi personalmente vi consigliamo di provare Softshop ad oggi molto scaricato e fra i migliori della categoria. Potete scaricarlo al seguente indirizzo.

Gestione del magazzino dell’officina

7 Luglio 2020 Roberta Fabozzi

Gestione del magazzino dell’officina meccanica. Un argomento molto sfidante quanto delicato, che richiede molto lavoro ed estrema dedizione. Chiunque abbia un’officina meccanica sa che mantenere l’ordine è di vitale importanza. Talvolta, però, questa si dimostra un’impresa più ardua del solito, e allora nascono i problemi.

Sappiamo bene quanto possa essere duro questo tipo di lavoro, ce lo avete detto voi: abbiamo ricevuto molte vostre richieste su come ottimizzare il magazzino di un’officina meccanica, e se Softshop sia in grado di supportarlo.

Ringraziandovi tutti dei vostri messaggi privati, vi rispondiamo pubblicamente non con un semplice articolo, ma una vera e propria guida completa sulla gestione del magazzino dell’officina meccanica.

Guida completa sulla gestione del magazzino dell’officina meccanica

Da parte nostra, potevamo noi non prendere a cuore il caso? Ecco perché vi consigliamo di seguire i nostri consigli, affinché nella vostra officina fili tutto liscio come l’olio!

C’è un gran da fare in officina, fra archiviare i documenti dei clienti, relazionarsi con i vari fornitori e fare l’inventario di tutta la marce basata in magazzino. Anche lì non manca il lavoro: è necessario controllare le scadenze delle manutenzioni di ogni singolo prodotto, tracciare la merce e chi ne ha più ne metta.

Sarà necessario utilizzare un sistema di gestione del magazzino dell’officina strategicamente organizzato, in modo da garantire più spazio a disposizione risparmiando tempo e ottimizzando i costi di gestione.

Il mercato attuale è molto competitivo, e richiede aggiornamenti sempre costanti; ecco perché sono principalmente due i parametri su cui strutturare l’interno sistema aziendale: velocità del prelievo della merce e zero errori.

Ecco perché le aziende si stanno orientando sempre di più verso sistemi robotizzati per ciò che riguarda la gestione del magazzino.

Come funziona un sistema robotizzato nella gestione del magazzino dell’officina meccanica?

Se vi state chiedendo come s’intenda per sistema robotizzato, mettetevi comodi e godetevi il nostro articolo. Ecco come gestire il magazzino di un’officina meccanica nel 2020.

Perché passare ad un sistema robotizzato?

Il motivo è molto semplice: i sistemi tradizionali non riescono più a stare al passo con l’innovazione costante che il mercato ci richiede, rendendo necessaria l’implementazione di procedimenti snelli e soprattutto rapidi.

Da qui il grande successo dei sistemi robotizzati, ovvero l’impiego di impianti nella gestione delle macchine aziendali. E sa un punto di visto operativo, i robot sono indispensabili nella logistica, ecco che se vuoi che la tua officina sia sempre ottimizzata sotto ogni punto di vista, hai bisogno di un buon software gestionale.

Quali sono le caratteristiche di un software gestionale?

Affinché il vostro magazzino sia sempre ottimizzato, hai proprio bisogno di un buon software gestionale. Ma ecco quali sono le caratteristiche che deve possedere, e che dovrete controllare prima della scelta:

Appuntamento con i clienti

Il programma deve essere in grado di creare per voi un calendario in cui gestire tutti gli appuntamenti con i tuoi clienti, salvare un database e ricercare facilmente il nominativo che vi servono all’istante.

Rapporto con i fornitori

Stesso discorso vale per i fornitori. Assicuratevi di avere un database aggiornato con tutti i nomi dei tuoi fornitori e le info riguardo consegne, in modo da non restare mai allo sbaraglio: la pianificazione è tutto.

Gestione magazzino

Entriamo adesso più nel vivo della questione. Infatti, il software che sceglierete dovrà lasciarvi visualizzare lo stato di ogni singolo prodotto che avete nel magazzino che avrete precedentemente tracciato. E tramite il codice di identificazione, assicuratevi che il sistema riesca rimandarvi subito al prodotto che stavate cercando.

Nondimeno, vi fornirà tutte le info riguardo la quantità dei prodotti in giacenza, in modo da non restare mai a secco. Questo è un elemento essenziale, poiché si tratta di stabilire qual è il vostro punto di riordino, e perciò quando contattare i fornitori per farvi mandare le scorte.

Carico prodotti

Avete innanzitutto bisogno di caricare i tuoi prodotti; talvolta ci sono dei limiti nel numero, ma ovviamente tanti più il sistema vi consente di caricare e meglio sarà per voi, fino all’inserimento illimitato.

Gestione categorie

Tanto più grande è il vostro magazzino, tanta più merce potrà contenere, e questo può fare rima con confusione estrema. Ogni prodotto, invece, va categorizzato in base a parametri vari, come affinità, scadenza manutenzione.. Insomma, se il criterio di suddivisione è altamente personalizzabile, è il principio di creare delle categorie che conta, per garantire a voi e a tutto il vostro staff ordine e precisione, anche se sarete gli unici ad interpretarle.

Libro cassa

La parte di contabilità non piace mai, eppure è fondamentale. Un buon software deve riuscire a catalogare tutte le fatture sia in entrata che in uscita, calcolare l’IVA da pagare ogni trimestre e su ogni prodotto scaricato dal magazzino.

Prova gratuita

L’acquisto di un software gestionale è una scelta importante che può fare la differenza nel tuo business. Ecco perché se non siete ancora convinti su dove investire il tuo budget, una prova gratuita fa sempre comodo. Potete scaricare la nostra qui.

Assistenza tecnica

Semmai doveste avere problemi di natura tecnica per cui avete bisogno di assistenza, sarà necessario che abbiate a disposizione un servizio clienti sempre reperibile ed efficiente. Noi vi garantiamo un’assistenza totalmente gratuita per il primo anno con i nostri tecnici professionisti, che sapranno aiutarvi in tutte le vostre necessità.

Statistiche

Conoscere l’andamento del vostro magazzino in termini di report è il modo più sicuro e affidabile per restare aggiornati su tutto ciò che succede nella vostra officina. Farete il punto della situazione sui vari prezzi della merce (sia per il prezzo di vendita che per il prezzo unitario) e controllare le giacenze in ordine temporale.

Tutte le caratteristiche elencate finora esistono già, e sono in possesso di Softshop. Non lasciatevi sfuggire l’occasione di provare il software gestionale magazzino che rivoluzionerà il vostro business. E se siete arrivato fin qui, vuol dire che avete a cuore il vostro investimento.

Ma adesso siamo curiosi di conoscere la vostra opinione.

Scriveteci nei commenti cosa ne pensate, e quali sono secondo la vostra esperienza le caratteristiche migliori che un buon software gestionale deve possedere per emergere sul mercato e vincere la concorrenza!

Controllo vies: cosa c’è da sapere?

6 Luglio 2020 Roberta Fabozzi

Controllo vies? Niente paura, con la nostra guida avrai a portata di mano tutto quello che c’è da sapere aggiornato al 2020!

L’articolo di questa settimana tratteremo un argomento delicato e al contempo importante: i controlli vies. Chiunque abbia aperto una Partita IVA ha dovuto farci i conti, in quanto si tratta del sistema di controllo circa le fatturazioni per tutti i lavoratori autonomi a p.i.

Nel caso in cui ci siano ancora zone d’ombra sul suo funzionamento, ecco le good news: sei atterrato sul blog giusto! Abbiamo raccolto tutte le info utili per fare chiarezza su cosa siano i controlli vies, in cosa consistano e come funzionano. Bando alle ciance e cominciamo subito con tutto quello che c’è da sapere in merito al controllo vies. Come sempre, iniziamo dalle basi:

Cos’è un controllo vies?

Si tratta di un sistema d’interscambio d’informazioni sull’IVA che, nel caso di scambi internazionali che restano nell’ambito dell’UE, fa capo alla Commissione Europea. Non si configura, perciò, come una banca dati, piuttosto come una sorta di motore di ricerca che prende informazioni dalle banche nazionali. E la ricerca può dare due tipologie di risultato: valido (nel caso di informazioni esistenti) e non valido (nel caso di informazioni non esistenti).

Se la ricerca effettuata porta alla prima tipologia di risultato, ovvero nel caso delle informazioni esistenti, significa che tutte le informazioni valide, appunto, riguardo quella specifica p.i. saranno visualizzate dal sistema e non ci sono problemi.

Le cose possono complicarsi se il motore di ricerca dà come risultato la seconda tipologia, ovvero le informazioni non valide. In questo caso, i motivi per cui il sistema non trova le informazioni necessarie possono variare. Le possiamo riassumere così:

  • La p.i. è inesistente
  • La p.i. non è attiva per i controlli nell’UE
  • Ci sono problemi con la registrazione della p.i. (es., non ultimata). In questo caso il sistema la percepirà come inesistente.

Più raro ma non per questo unico, è il caso invece di una p.i. esistente ma non letta dal sistema. Se dovesse verificarsi questo errore, verreste indirizzato a compiere gli appositi controlli presso le autorità fiscali nazionali per verificare sia la validità della p.i. che l’associazione a una ragione sociale o indirizzo.

L’abilitazione ad eseguire gli scambi al di fuori del proprio territorio nazionale si può richiedere o in fase di apertura p.i., oppure in un secondo momento telematicamente. Ovviamente, resta un’opzione che puoi decidere eventualmente di disattivare in qualsiasi momento tu voglia ma solo telematicamente.

Come funziona l’inclusione nell’archivio VIES?

Per essere abilitati a scambi liberamente in tutta l’Unione Europea è necessario iscriversi nell’archivio VIES, ma come funziona il sistema d’inclusione? Scopriamolo insieme.

Innanzitutto, sfatiamo qualche mito: non solo le partite IVA hanno la possibilità di iscriversi all’archivio VIES ma chiunque svolga un’attività in proprio, e non è obbligatorio iscriversi in generale all’archivio VIES se non fattura all’estero.

Di conseguenza, chiunque svolga un’attività professionale di arte o impresa in uno Stato o che hanno un’organizzazione stabile in dato territorio nazionale dovrà iscriversi.

Per fare richiesta d’iscrizione, non è strettamente necessario essere quindi residenti in dato territorio statale, purché si presenti una dichiarazione per l’identificazione della p.i. oppure è possibile delegare un rappresentante legale. L’iscrizione avviene automaticamente.

Come si accede alla registrazione VIES?

L’iscrizione all’archivio VIES è un po’ come la carta d’identità valida per l’espatrio; non è obbligatorio richiederla, ma se si vuole lasciare il proprio paese allora sì. Allo stesso modo, non è obbligatorio iscriversi all’archivio VIES e si può richiedere la revoca in qualsiasi momento, ma è anche vero che quest’ultima diventa indispensabile nel caso di operazioni commerciali al di fuori del proprio Stato.

Perciò, conviene sapere come funziona la registrazione, per essere sempre preparati! E adesso vediamo come si fa.

Richiedere l’iscrizione al VIES è molto semplice, e si può richiedere sia al momento dell’apertura della partita IVA oppure in un secondo momento. Facciamo però una distinzione fra i soggetti che posseggo già la partita IVA e chi non la possiede ancora. Infatti, nel secondo caso richiederla è possibile; basta compilare la sezione dedicata “Operazioni Intracomunitarie” dei modelli AA7, quadro 1 (nel caso dei soggetti diversi dalle persone fisiche); modelli AA9 (nel caso di imprese individuali e lavoratori autonomi), casella C, quadro A.

Per tutti i p.i. che richiedono in un secondo momento l’iscrizione VIES dovranno attivarla telematicamente collegandosi al sito dell’Agenzia dell’Entrate (anche tramite deleghe a rappresentanti che dovranno consegnare comunque una copia al delegante).

Lo stesso procedimento è valido anche nel caso in cui si volesse disattivare tale opzione, e quindi collegandosi sempre al sito web dell’Agenzia dell’Entrate.

Perché un software gestionale ti può aiutare con il controllo Vies?

Se le transazioni estere sono facoltative, qualora decidessi che per il tuo business sono una buona occasione per spiccare il volo, dopo esserti iscritto all’archivio Vies, assicurati di essere preparato al meglio per accogliere e soprattutto gestire l’eventualità. Per questo motivo, il nostro consiglio è di affidarsi ad un buon software gestionale che ti consente di mantenere tutto sotto controllo, magari tramite la corretta organizzazione delle fatture elettroniche con cui individuare sia eventuali fornitori che i vostri stessi clienti.

Anche tutto ciò che concerne l’ottimizzazione dell’invio/ ricezione delle stesse fatture è un aspetto importante, che un software gestionale dovrà essere in grado di garantire.

Ogni giorno noi entriamo in contatto con beghe burocratiche e gestionali interne alle aziende; ecco perché ci sentiamo di consigliarti soprattutto Softshop Advanced, in modo da avere in solo software sia la creazione di del sito web che la gestione della tua attività. Cosa aspetti a espandere il tuo business?

Conclusioni

Siamo arrivati alla fine del nostro articolo sul controllo Vies; abbiamo visto come funziona, qual è la procedura abilitante, perché serve iscriversi e come fare per disattivare l’opzione in caso di bisogno.

Se l’articolo ti è piaciuto, condividilo dove vuoi e con chi vuoi, e lasciaci un commento nel box in basso: siamo sempre contenti e curiosi di conoscere le tue opinioni!

Se vuoi restare sempre aggiornato con le nostre guide e news, non perdere di vista il nostro blog!

Ritenuta d’acconto: come si calcola?

29 Giugno 2020 Roberta Fabozzi

Ritenuta d’acconto: come funziona? Come si calcola?

Affrontiamo oggi una bella gatta da pelare. L’argomento di questa settimana sarà infatti come calcolare la ritenuta d’acconto. Se anche tu stai cercando di raccapezzarti per capire come funziona, siamo lieti di informarti che sei atterrato sul sito web giusto: ecco tutto quello che c’è da sapere sulla ritenuta d’acconto, cos’è e come calcolarla!

Anche questa settimana ci avete scritto in moltissimi per proporci nuovi argomenti da trattare sul blog, e di questo vi ringraziamo infinitamente; ci fa sempre molto piacere ricevere i vostri feedback, conoscere le vostre opinioni e cerchiamo di rispondere pian piano a tutti.

Chi ci segue da un po’ magari potrebbe aver notato che avevamo già trattato l’argomento in un altro articolo dedicato; nel caso te lo fossi perso, ecco il link per rimediare! Ebbene, abbiamo visto che si tratta di un topic che vi sta particolarmente a cuore, per questo motivo abbiamo deciso di tornarci su e ampliare il discorso.

Senza indugiare oltre, vi presentiamo l’articolo di oggi: come calcolare la ritenuta d’acconto?

Ritenuta d’acconto: una definizione

Ne abbiamo sentito parlare tutti, ma non sempre abbiamo chiaro il suo significato. Parliamo della ritenuta d’acconto, alias uno dei metodi attualmente offerti dall’ordinamento italiano per la riscossione dei tributi. Si tratta di una sorta di anticipo sulle tasse che il cliente (in burocratese equivale al “soggetto erogatore”) deve allo Stato; questa percentuale deve trattenerla dal compenso pattuito per i servizi erogati.. con te!

In sostanza, è una trattenuta Irpef (nel caso dei redditi delle persone giuridiche) oppure Ires (nel caso di persone giuridiche e società).

Scendendo più nel dettaglio del caso, è bene specificare che non esiste una sola tipologia di ritenuta d’acconto.

Di seguito, elenchiamo le tipologie regolarizzate in Italia:

  • redditi da lavoro autonomo
  • redditi da lavoro dipendente
  • redditi da capitale
  • altri redditi soggetti a ritenuta d’acconto

In questa sede prenderemo in considerazione le 2 più diffuse:

  • La ritenuta a titolo di acconto:

In questo caso specifico, la percentuale di ritenuta applicata equivale al 20%. Rispetto al al compenso stimato in lordo (es, 1000€ per un lavoratore autonomo a Partita Iva) si deve sottrarre – il 20%, (es, per un totale netto di 800€), poiché i 200€ di differenza corrispondono ai tributi dovuti allo Stato sul totale lordo versato.

  • La ritenuta a titolo di imposta:

La ritenuta vale sempre il 20% sul totale, e non serve aggiungere altro contributo sulle tasse previste dallo Stato.

Quali sono i campi in cui è possibile applicarla?

La ritenuta d’acconto si applica per determinate classi di lavoratori sia autonomi che dipendenti, e il discorso vale sia nel caso dei rapporti fra datori di lavoro/ clienti privati che con le banche o istituti di credito, e in generale per tutte le tipologie di reddito consentite dall’ordinamento italiano.

Pillole di diritto tributario —> Tipologie di reddito



In diritto tributario, qualsiasi incremento del patrimonio si configura come fonte di reddito. Vi rientrano le prestazioni occasionali, per esempio, in relazione ad una tipologia di lavoro svolto saltuariamente, non costituendosi come fonte primaria di reddito, e per questo motivo, secondo quanto stabilito dall’ordinamento attuale, non può superare in termini di compenso un tetto massimo di 5000€ l’anno.

Esistono anche i cosiddetti redditi di capitale, che riportiamo qui di seguito:

– Gli interessi provenienti da mutui, depositi, conti correnti, obbligazioni (e simili)
– Le rendite perpetue e le prestazioni annue perpetue
– I compensi derivanti da prestazioni secondo fideiussione o di altra forma di garanzia
– Gli utili societari e enti Ires
– Gli utili derivanti da associazioni in partecipazione
– I compensi derivanti dalla gestione di masse patrimoniali
– I compensi derivanti da contratti di riporto su titoli e valute

E dopo questa schema di approfondimento sulle tipologie di reddito inquadrate dal diritto tributario, appare chiaro che le ritenute, in qualità di anticipazioni sulle tasse, possono applicarsi sia per i libri professionisti che dipendenti.

Come si calcola la ritenuta d’acconto?

Per calcolare la ritenuta d’acconto dobbiamo innanzitutto fare una divisione fra quelle stimate per:

  • I lavoratori autonomi:

Questo è il caso dei liberi professionisti (a Partita Iva o tramite collaborazioni occasionali). Il modello da seguire in fase di pagamento fattura è l’F24 (codice tributo 1040 – Irpef). Il beneficiario, quindi il lavoratore, si vedrà accreditato il totale al netto della percentuale (l’Iva è in genere al 20%*).

* Vale per i liberi professionisti residenti in Italia che cercano prestazioni d’ingegno; sale al 23% per sportivi dilettanti; sale al 30% per i liberi professionisti non residenti in Italia o che richiedono prestazioni d’altro genere.

Il calcolo è semplice, e si può applicare per l’importo lordo e netto (in questo caso però dovrai trasformarla prima in totale lordo).

Lordo: Prendi l’importo –> moltiplicalo per 0.2 Netto: Prendi l’importo –> moltiplicalo per 0.8 (lo trasformi in lordo) –> dividi per 0.25

Et voilà: hai la ritenuta d’acconto!

  • Professionisti senza cassa:

Sono i lavoratori autonomi non iscritti alla cassa previdenziale. Il calcolo della ritenuta funzionerà in questo modo: totale lordo + rivalsa (facoltativa) INPS, mentre l’Iva non inciderà sul netto.

La rivalsa corrisponde al 4% sul totale lordo che il professionista esercente può scegliere di applicare ai suoi clienti.

  • I lavoratori dipendenti:

In questo caso, sarà il datore di lavoro che tramite modello F24 verserà i contributi secondo questo schema:

Erario –> Imposte statali INPS –> contenuti previdenziali Altri Enti previdenziali e assicurativi –> contributi assicurativi INAIL Regioni –> addizionali regionali ICI e altri tributi locali –> addizionali comunali

Non oltre il 31 marzo dell’anno successivo dovrà far pervenire il CUD in cui saranno indicate tutte le ritenute d’acconto versate.

  • I redditi di capitale:

Si tratta di soggetti che posseggono redditi di capitale (ne abbiamo parlato nelle pillole su!). In questo caso, dovrà sempre compilare il modello F24 –> erario –> codice tributo.

Conclusioni

Siamo arrivati alla conclusione del nostro articolo sulle ritenute d’acconto. Abbiamo visto in cosa consistono, come si differenziano e come si calcolano in base alle proprie specificità.

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Ti sei già trovato alle prese con la ritenuta d’acconto? Sono state utili le nostre info? Scrivici nei commenti!