Lettore codici a barre: come scegliere

autore articolo Roberta Fabozzi data articolo 5 Giugno 2020 commenti articolo 0 commenti

Lettore codici a barre: come sai se stai scegliendo quello giusto? Abbiamo raccolto le info necessarie per aiutarti nell’acquisto. Ma prima, partiamo dalle basi.

Un lettore di codici a barre è una tipologia moderna di scanner di codici QR. Se già gestisci un’attività commerciale, sai bene quanto sia importante il prodotto. Se invece stai pensando di aprirla, hai bisogno di una guida all’acquisto.

Senza indugiare oltre, ti diamo il benvenuto all’articolo guida sull’acquisto del migliore lettore codici a barre.

Come funziona un lettore di codici a barre?

Prima di tutto, partiamo dalle basi. Analizziamo più da vicino un lettore di codici a barre per scoprire come si costituisce e come funziona!

Si tratta di uno strumento di fondamentale importanza per la decodifica dei codici a barre, ovvero una sequenza di linee di diverso spessore che siglano ogni prodotto in giacenza. Ogni sequenza è diversa, ed è costituita da un’alternanza di linee nere e spazi che il nostro lettore scannerizzerà al momento dell’acquisto.

Ogni lettore a sua volta è collegato ad un computer o a un registratore di cassa, e grazie alla tecnologia laser riescono a leggere, e appunto decodificare, i vari codici.

 

Nascita dei codici a barre

Correva l’anno 1973, il 3 aprile per essere precisi. Alcuni manager di aziende statunitensi che operavano nel settore dei beni di largo consumo si accordarono per siglare un unico standard nella tecnica dell’identificazione della merce. Fu così che nacque il codice a barre l’allora UPC, oggi meglio conosciuto come GS1.

Iniziava così una vera rivoluzione nel settore che avrebbe velocizzato il sistema di identificazione dei prodotti al momento dell’acquisto, a dispetto di code alla cassa nonché errori umani nel pagamento dei prodotti.

Al giorno d’oggi, i codici a barre rappresentano il linguaggio globale del business, abbattendo barriere geografiche e culturali in virtù di una lingua comune.

Curiosità –> Da dove viene l’idea del barcode?La leggenda narra che gli ideatori del codice a barre, Bernard Silver e Norman Joseph Woodland, si stessero godendo una bella giornata di mare quando ebbero l’idea, disegnando sulla spiaggia linee e simboli prendendo spunto dal codice Morse.

Tipologie di codice a barre

Se abbiamo detto che ogni codice è diverso dall’altro, la domanda che sorge spontanea è: quanti tipi di codici a barre esistono e come funzionano? Ci sono molti esempi di codici a barre, ma in questa sede ti porteremo i più famosi.

Innanzitutto, è bene distinguere fra i codici a barre discreti dai codici a barre continui.

Nel primo caso, si tratta di codici che contengono solo l’alternanza di barre nere, nascondendo quindi l’informazione.

Nel secondo caso, si tratta di codici che contengono l’informazione, ovvero sono caratterizzati anche da sequenze alfanumeriche oltre le barre nere.

Ovviamente, nemmeno la sequenza di barre è sempre uguale.

La logica che guida l’organizzazione delle informazioni contenute nei codici a barre può chiamarsi standard, e fra quelli più famosi, ci sentiamo di citare almeno:

  • codebar
  • code 39
  • code 128
  • EAN

Di cui, rispettivamente, i codebar sono utilizzati per la maggior parte nelle banche del sangue e nelle biblioteche. Il code 39 è uno standard internazionale, regolarizzato dalla normativa ISO/IEC 16388:2007.

In particolare, il code 39 è formato da un’alternanza di 43 codici alfanumerici e caratteri speciali per delimitare l’inizio e la fine del codice. Ogni carattere consta di 9 elementi (5 barre + 4 spazi).

Curiosità –> Origine del nome Code 39

Il codice a barre code 39 prende il nome dalla sua stessa costituzione. Infatti, ogni carattere che la compone raggruppa 9 barre verticali di cui 3 sono spesse ed equivalenti al simbolo binario 1, e le altre 6 sono strette ed equivalenti al numero binario 0.

Il codice a barre 128 è ancora uno standard internazionale regolarizzato dalla normativa ISO/IEC 15417:2007. La sua particolarità è che contiene tutti e 128 i caratteri ASCII, ed è utilizzato largamente nel settore logistico. Specificamente, si utilizza per identificare i container e i pallet nella catena di distribuzione.

Il code 128 si compone di 5 parti:

  1. Carattere di start
  2. Codifica dei dati
  3. Codice di controllo
  4. Carattere di stop
  5. Quiet zone (spazio fra il codice a barre e le altre linee verticali)

Curiosità –> Cos’è il codice ASCII?

Il codice ASCII ( Codice Standard Americano per lo Scambio di Informazioni) serve a decodificare i caratteri. Si basa su uno schema a 7 bit che solitamente è usato nelle calcolatrici.

In genere i codici a barre EAN e le sue declinazioni ((EAN 2, EAN 5, EAN-8, EAN-13) sono generalmente usati per identificare la vendita al dettaglio, ma anche per periodici e libri, confermandosi come i codici a barre tuttora più utilizzati.

Come scegliere un lettore di codice a barre?

Visti nel dettaglio a cosa serve un lettore, cosa sono e come si compongono i codici a barre, passiamo adesso a capire come scegliere un buon lettore di codice a barre. La domanda che dovrai porti sarà la seguente: quali caratteristiche un lettore deve possedere affinché valga la pena acquistarlo?

Cercheremo di rispondere insieme.

  • La prima cosa che dovrai controllare è se il codice da scannerizzare è provvisto di barre lineari o bidimensionale.
  • La seconda caratteristica riguarda il luogo di lettura: avverrà in cassa o in altro contesto?
  • Il lettore dovrà essere da appoggio o da incasso?

Conoscere queste caratteristiche è necessario al fini della scelta, in quanto esistono diversi modelli specifici per ciascuna necessità.

Ad esempio, se la lettura avverrà o no in cassa è funzionale all’acquisto di un lettore provvisto di una certa lunghezza del filo. Allo stesso modo, sapere se il lettore serve da appoggio o da incasso richiamano due tipologie diverse che puoi visionare qui per l’appoggio e qui per l’incasso.

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Conclusioni

Siamo giunti alla fine del nostro articolo su come scegliere un buon lettore di codice a barre; abbiamo analizzato insieme le caratteristiche principali e siamo scesi più nel dettaglio delle sue funzioni, ripercorrendo la nascita dello standard nella codificazione dei prodotti fino ai nostri giorni.

Ma adesso vogliamo conoscere la tua opinione!

Se l’articolo ti è piaciuto condividilo dove vuoi e scrivici nel box in basso, raccontaci la tua esperienza con i codici a barre e i lettori.

Continua nei commenti sulle caratteristiche che secondo te un buon lettore di codice a barre deve possedere!