Firma digitale: cos’è e a cosa serve. Alcune informazioni

autore articolo Veronica Balzano data articolo 21 Ottobre 2020 commenti articolo 0 commenti

La firma digitale non è altro che un’associazione tra un numero binario e un documento informatico. Quest’ultimo rappresenta un atto giuridico o rilevante a determinati fini costituito da un insieme di bit. Tale firma è fondamentale al fine di fornire validità ad alcuni documenti e serve per sottoscrivere determinate tipologie di atti. Entriamo più nel vivo di questa questione e evidenziamo quali siano i suoi elementi caratterizzanti.

firma digitale

Cos’è la firma digitale?

Prima di tutto forniamone una definizione. Iniziamo col chiarire che non si tratta del corrispettivo elettronico di una firma tradizionalmente intesa. Essa è piuttosto una particolare tipologie di firma nata da una serie di meccanismi realizzati da chiavi crittografiche che si incontrano tra loro. Questa firma può riferirsi ad un unico soggetto e la sua scrittura sancisce la validazione di un documento o un atto. Essa ha il medesimo valore di una firma fatta a mano.

La funzione di questa firma è quella di conferire una speciale validità a determinati documenti che altrimenti avrebbero significato nullo.

I concetti su cui si basa la firma digitale

Tale firma deve rispondere a diverse prerogative. Per questo motivo è importante affermare che una firma digitale si fondi su specifici concetti quali:

  • autenticità: fondamentale poiché in questo modo si certifica che colui che ha posto il proprio nome su un documento di avvale di determinate responsabilità.
  • integrità: che serve a conferire valore unico al documento in questione. Grazie a questa firma è possibile sancire che l’atto in questione non è stato affatto modificato.
  • non ripudio: questo è un’altro concetto fondamentale sul quale si basa la firma elettronica. Colui che ha firmato un documento non può disconoscerlo.

Come funziona?

Per poter avere tale validità, la firma digitale deve essere realizzata mediante due chiavi elettroniche le quali vengono assegnate ai destinatari da un soggetto che ne possiede l’autorità. Le due chiavi in questione sono rispettivamente, pubblica e privata. La chiave privata è conosciuta solo dal suo possessore e viene custodita all’interno di un microchip e può essere sbloccata solo tramite una password.

Per poter firmare, il titolare delle chiavi deve servirsi di uno speciale software. Quest’ultimo riconosce l’impronta digitale del documento. Affinché ciò avvenga è necessario che a ciascun documento venga associata una firma. Ciò avviene di volta in volta mediante diversi formati.

 

La fatturazione elettronica

Uno dei contesti in cui viene maggiormente utilizzata la firma digitale è la fatturazione elettronica. In questo caso, tale firma viene utilizzata per sancire la provenienza e l’integrità della fattura. Grazie a questa speciale firma è possibile fornire maggiore sicurezza al documento.

In questo medesimo contesto è importante parlare anche del sigillo elettronico. Questo ha una funzione simile a quella della firma elettronica e serve per garantire l’origine e l’integrità dei dati associati all’interno dell’atto in questione.

In ogni caso, ottenere la firma digitale richiede l’uso di uno specifico device. Solitamente ci si riferisce ad una smart card che contiene al suo interno un certificato che garantisce la validità della firma.

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