Smart working: In cosa consiste e come funziona

autore articolo Lucia Di Noi data articolo 18 Luglio 2019 commenti articolo 0 commenti

Lo smart working è la nuova frontiera frontiera del lavoro che permette di stabilire l’ equilibrio più adatto tra vita privata, sociale e lavorativa del dipendente.

Smart working significa “lavoro intelligente” e permtte al lavoratore di collaborare come e quando preferisce. Solitamente consiste nella possibilità di lavorare da casa o da dove ci trova meglio.

Due sono gli obietti dello smart working:

  • A favore del lavoratore, che concilia meglio vita lavorativa e personale;
  • A favore dell’impresa, che riduce costi di produzione e spese di affitto aumentando la produttività.


La legge, definisce lo smart working come una modalità di svolgimento del lavoro subordinato dove le parti si accordano in modo tale che la prestazione lavorativa sia svolta in parte all’ esterno dell’azienda e in parte all’ interno, senza vincoli di orari.
Queste disposizioni si applicano anche si lavoratori subordinati, assunti a tempo determinato o indeterminato, part time o full time.
Il dipendente gestisce le proprie ore lavorative, rispettando comunque le ore contrattuali.
Il rapporto di lavoro può essere a tempo determinato o indeterminato (art. 19). Se il contratto è a tempo indeterminato, bisogna rispettare
il termine di preavviso di trenta giorni per il licenziamento.
Inoltre la retribuzione deve essere uguale a quella dei lavoratori in azienda.

Il datore di lavoro deve pagare il contributo INAIL anche per il lavoratore in smart working. Il dipendente è assicurato contro i possibili infortuni durante il tragitto di andata e ritorno da casa al luogo dove lavora.

L’azienda che assume un dipendente in smart working, ogni anno deve consegnare un’informativa sulle modalità di lavoro ed i rischi connessi.

Il regolamento prevede:

  • Le linee guida dello smart working;
  • L’ attivazione dello smart working;
  • I rischi;
  • L’alternanza lavoro;
  • Modalità di controllo;
  • I dispositivi tecnologici;
  • La sicurezza;
  • Gli inadempimenti del dipendente;
  • Il recesso;

Quali sono i vantaggi e quali gli svantaggi?


Per il lavoratore

  • Possibilità di gestire l’orario lavorativo;
  • flessibilità;
  • gestire la pause;
  • meno stress;
  • Aumento dell’efficienza ;
  • Risparmio dei costi di trasporto.

Per il lavoratore ci sono alcuni svantaggi:

  • Nessun confronto diretto;
  • Lasciare che il lavoro si amalgami troppo con la vita personale.

Per l’azienda?

  • Abbattimento dei costi;
  • Aumento della produttività del lavoratore;
  • Un lavoratore più produttivo.


Non sembrerebbero esserci svantaggi per l’azienda e dopotutto ci sono molti lavori che non hanno bisogno di un immediato controllo di un supervisore a cui comunque si può ovviare tramite i moderni sistemi informatici.

Pubblica amministrazione e smart working

Il pubblico impiego è interessato smart working: la Direttiva 3/2017 del Presidente del Consiglio dei Ministri pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 165/2017, prevede la concessione di questa modalità di lavoro ad almeno il 10% dei dipendenti pubblici richiedenti.

Secondo la direttiva gli enti dovranno:

  • Fissare obiettivi annuali ;
  • Sperimentare nuove tempistiche delle attività;
  • Responsabilizzare i dipendenti;
  • Riprogettare gli spazi di lavoro;
  • Dare la possibilità di conciliare vita e lavoro.

Lo svolgimento di smart working può essere richiesto o si può essere direttamente assunti con questa modalità. L’accettazione da parte dell’azienda deve avvenire per iscritto ed espletare tutte gli aspetti in gioco:

  • L’orario di lavoro;
  • La cadenza di programmazione dell’attività;
  • Le fasce orarie di disponibilità;
  • La retribuzione;
  • I dispositivi tecnologici assegnati;
  • I controlli e le norme disciplinari;
  • La tutela e la sicurezza.

Siamo già nel futuro del lavoro?

Lo smart working è il modo in cui lavoreremo nel futuro ed è una modalità di lavoro dipendente, svolto tipicamente da casa. La legge 81 del maggio 2017 fornisce un quadro normativa ad un fenomeno in netto sviluppo per via contrattuale soprattutto nelle grandi aziende. Lo smart work ha avuto successo come riforma perché rifletteva le tendenze economiche del tempo.

Negli accordi aziendali sullo smart work oltre a rendere più semplice conciliare vita e lavoro, permette di valorizzare le nuove tecnologie e l’informatica. Questo appare piuttosto ovvio, in particolare, se pensiamo agli spazi ristretti delle nostre città dove anche lo spazio più piccolo costa caro.

Come incentivare il lavoro agile?. In Italia l’orario di lavoro è calato del 10% negli ultimi 30 anni per effetto della contrattazione, non della legge. Alcuni paesi hanno optato per una riduzione dell’’orario per legge commettendo un costoso errore dato che poi si ritrovano a dover compensare le ore in meno. In Italia potrebbe presentarsi una situazione analoga con l’ introduzione del salario minimo o la riduzione dell’orario lavorativo per decreto. Questo causerebbe la morte dello smart work che invece vive grazie ai contratti.

L’innovazione dell’organizzazione concertata in azienda creerebbe nuovi posti di lavoro.