Lean management: principi guida e tecniche per PMI snelle ed efficienti.

autore articolo admin data articolo 27 marzo 2018 commenti articolo 0 commenti

lean management

Cos’è il lean management: 5 principi chiave

Un’azienda è come un corpo umano: per migliorare le sue prestazioni deve essere agile, snella, efficiente. E ciò significa eliminare gli sprechi nella produzione e/o nell’erogazione dei suoi servizi. Gli sprechi per un’impresa sono come i famosi “kg di troppo” degli individui.

Solo che la “dieta” a cui un’azienda deve sottoporsi si chiama lean management. Gestione snella. E questa gestione snella è anche flessibile, ossia sia adatta ad attività di ogni tipologia: aziende manifatturiere, società di servizi e pubblica amministrazione. Inoltre il lean management coinvolge tutte le risorse umane di un’attività, dal dirigente all’ultimo degli operatori.

Ma in cosa consiste, più nel dettaglio questa gestione aziendale snella ed efficiente collaudata per la prima volta dalla Toyota nel 1940?

Innanzitutto, il lean management è guidato da 5 principi chiave:

  1. chiedersi cosa il cliente sia davvero disposto a pagare per il prodotto/servizio e quindi quanto esso debba valere dalla sua prospettiva
  2. identificare il flusso di valore di azioni che portano al prodotto/servizio finale
  3. far sì che queste azioni diventino processi, ossia parte di un flusso ininterrotto di attività, senza sosta né pause. Come una corrente che, inarrestabile, sfoci al successo.
  4. realizzare un’attività solo quando il processo lo richieda. Questa è la logica “pull”, secondo cui è il risulto finale che “traina” l’attività finalizzata ad esso.
  5. puntare alla perfezione continua del processo di attività aziendali e del risultato finale

Tecniche di lean management.

Il lean management, affinché possa entrare efficacemente in azienda, dev’essere figlio del lean thinking. Dal “pensare snello” scaturiscono le seguenti tecniche di gestione che renderanno più efficiente e rapido il tuo business.

La tecnica delle 5S

La più nota tecnica di lean management è quella delle 5S, dove le “s” in questione sono le iniziali di 5 parole giapponesi scritte in alfabeto latino. Vediamo insieme questi cinque concetti che, scaturiti dalla sapienza orientale, guideranno la tua attività:

  1. Seiri: consiste nel separare attrezzature, procedure e, in generale, risorse utili da quelle inutili. Le seconde verranno eliminate. Parola d’ordine del seiri è “sgomberare” l’azienda dal superfluo.
  2. Seiton: ossia il collocare le risorse (tecniche, umane, finanziare, etc.) al loro posto. Ciò le renderà più funzionali al loro scopo.
  3. Seiso: ossia “pulizia”, “igiene”. Questo principio vale non solo per le aziende di produzione, ma anche per quelle società di servizi per cui degli uffici puliti sono un must.
  4. Seiketsu: consiste nel ripetere queste prime tre fasi (organizzazione, ordine e pulizia) ad intervalli frequenti e programmati.
  5. Shitsuke: il fare di organizzazione, ordine, pulizia e programmazione (tramite il seiketsu) una prassi standard.

La regola delle 5S, per farla breve, rende l’azienda ciò che dovrebbe essere: un paradiso imperituro di ordine, pulizia e soprattutto efficienza.

Visual Management o Gestione a vista

La gestione a vista permette di tenere sotto controllo l’andamento delle attività aziendali. Ciò permette di gestire le crisi in tempo reale e di risparmiare tempo nel prendere decisioni. La gestione a vista consente infatti di saltare fasi come la programmazione preventiva e di risolvere il problema “in loco”.

FMEA (Failure Mode and Effects Analysis)

Metodologia di problem solving ideata dall’industria aerospaziale negli anni ’70 e poi adottata in tutto il mondo in aziende di altri settori produttivi. Gli obiettivi della FMEA sono i seguenti:

  1. individuare i problemi che un prodotto può riscontrare durante il suo ciclo di vita
  2. individuare le cause di questi problemi effettivi o potenziali, dovuti a difetti di fabbricazione o progettazione
  3. prevedere le conseguenze di questi difetti di fabbricazione/progettazione sui consumatori
  4. decidere se la gravità del problema è tale da anteporsi alle altre fasi di produzione
  5. studiare e mettere concretamente in pratica la soluzione di questo problema
  6. riportare le procedure di problem solving del problema in questione come promemoria per il futuro, nel caso la crisi dovesse ripetersi.

A seconda dell’origine del guasto vengono effettuati due tipi di FMEA:

  1. FMEA di progetto (un’analisi del guasto operata dal progettista e da rintracciare nel progetto)
  2. FMEA di processo (effettuata invece dal tecnologo e che indaga i guasti determinati dalle tecnologie di produzione)

Entrambi i tipi di FMEA vengono effettuati in gruppo.

TPM (Total Productive Maintenance)

Il TPM o Manutenzione Produttiva Totale consiste nella manutenzione delle attrezzature atte alla produzione, e nel mantenimento e miglioramento del processo produttivo. Il TPM elimina eventuali sprechi e tempi morti che possono affliggere le attività. Essa è una tecnica in uso soprattutto nelle aziende manifatturiere che investono grandi capitali sugli impianti produttivi.

L’obiettivo principale della TPM? Fornire ai clienti prodotti di alta qualità, a basso costo costo e in tempi abbastanza brevi da soddisfare la domanda del mercato.