Consulente del lavoro: chi è? Alcune informazioni

autore articolo Veronica Balzano data articolo 16 Ottobre 2020 commenti articolo 0 commenti

Chi è il consulente del lavoro? Che tipi di mansioni svolge? Ecco presentata una figura professionale che si occupa di gestire il personale di un’azienda o impresa. Si occupa principalmente di regolare le relazioni con i Centri per l’impiego, l’INPS o l’INAIL. Principalmente viene inquadrato come un libero professionista che si preoccupa di risolvere problemi relazionali all’interno dei team di lavoro. E per questo motivo si presenta come una figura essenziale all’interno di un’azienda. Questo professionista possiede le giuste competenze per amministrare il personale subordinato e parasubordinato.

consulente del lavoro

Consulente del lavoro: le sue mansioni

Sembra chiaro che una simile figura svolga un compito davvero importante e per questo motivo la sua azione è necessaria all’interno di un’azienda. Principalmente questo professionista si occupa di fornire un inquadramento lavorativo dei dipendenti all’interno dell’azienda. Ma si occupa anche di adempiere ad operazioni di tipo assicurativo e previdenziale. Elabora paghe e contributi per i dipendenti, offre consulenza tecnica in ufficio e si occupa di segnalare eventuali contenziosi o abusi.

Abilità e conoscenze

Una volta identificato quali siano le mansioni che questo professionista deve svolgere è possibile identificare quali siano le abilità e le conoscenze del consulente. Questi deve essere preparato in termini di diritto pubblico e privato, deve conoscere nozioni di economia aziendale ed elementi di ragioneria. Non possono mancare conoscenze in termini di diritto del lavoro. A tutto ciò si aggiunge la necessità che il consulente del lavoro conosca le procedure per la gestione del personale più idonee, nonché tecniche di gestione contabile.

Come diventare consulente del lavoro

Esiste un percorso specifico per diventare consulente del lavoro? Sicuramente è necessario possedere una laurea in ambito economico o giuridico. Non esiste un’indirizzo universitario specializzato, ma è possibile seguire questo iter: titolo universitario, praticantato o tirocinio e successivamente esame di Stato. Dopo questo ultimo step sarà possibile procedere con l’esercizio dell’attività.

In ogni caso si potrà decidere se scegliere un indirizzo universitario giuridico, quindi i classici 5 anni di giurisprudenza, oppure scegliere economia aziendale o scienze economiche. In ogni caso, una volta terminati gli studi bisognerà proseguire con il praticantato. Questo step è fondamentale poiché è ciò che consente ai neolaureati di immettersi all’interno del mondo del lavoro iniziando a fare pratica.

Si ricorda che questa professione rientra a pieno titolo all’interno di una categoria professionale e per questo motivo, per poter iniziare ad esercitare è necessario superare il cosiddetto esame di Stato.

 

Insomma, ricapitolando, stiamo parlando di una figura professionale indispensabile all’interno della gestione di un’azienda. Professione senza la quale non è possibile far funzionare in modo corretto le varie parti dell’azienda.