Aprire una SAS: guida in pillole per la costituzione

autore articolo admin data articolo 10 agosto 2018 commenti articolo 0 commenti

La Società in accomandita semplice, comunemente chiamata SAS, è una società di persone commerciale o no, composta da due differenti categorie di soci: il socio accomandatario e il socio accomandante. Il socio accomandatario risponde delle obbligazioni contratte dalla società limitatamente alla quota conferita, mentre il socio accomandante risponde solidalmente ed illimitatamente per le obbligazioni sociali e spesso ad essi è attribuita l’amministrazione, nonché la rappresentanza della società.

La costituzione della SAS, si fa attraverso un atto pubblico o una scrittura privata stipulata di fronte ad notaio,che comporta un atto costitutivo e lo statuto societario. Nell’atto costitutivo saranno presenti: le generalità dei soci, le indicazioni dei soci accomandatari e accomandanti, la sede principale ed eventualmente quelle secondarie, l’ammontare del capitale sociale e i conferimenti dei soci, i criteri di ripartizione di utili e perdite, la durata della società e l’oggetto sociale. Nello Statuto, invece, saranno presenti tutte le regole che regolamentano la società.

La ragione sociale deve contenere accanto all’indicazione del rapporto sociale (s.a.s.), il nome di almeno uno dei soci accomandatari. Le decisioni sono prese tra i soci all’unanimità, a maggioranza o disgiuntamente in ragione del sistema di amministrazione prescelto. Non è previsto nessun organo assembleare.

Dopo aver stipulato, sarà necessario iscrivere la società nel Registro delle Imprese della Camera di Commercio entro 30 giorni dall’atto. Inoltre sono indispensabili l’apertura della partita IVA, la registrazione dell’atto all’Ufficio del Registro e la vidimazione dei libri contabili.

Tra i costi relativi alla costituzione ritroviamo: le spese notarili, l’iscrizione di tutti i soci alla gestione INPS alla quale pagheranno circa 3.500 euro di contributi fissi fino a 15.500 euro di reddito; superata tale soglia si pagherà, per la differenza, una percentuale di contributi con aliquota di circa il 22% fino ad una soglia di 42.000 euro oltre la quale si pagherà di più, le spese bancarie per l’apertura e la gestione del conto corrente. La costituzione della SAS non richiede un capitale minimo e i soci possono conferire in denaro, in crediti, in beni in natura o attraverso opera propria. Se conferiscono denaro, questo viene versato in un conto corrente intestato alla società.

Per quanto riguarda la gestione della SAS per il regime fiscale, le scritture contabili possono essere redatte in due diversi modi: in contabilità ordinaria, dove è necessario redigere libro giornale, libro inventari, scritture ausiliarie, scritture ausiliarie di magazzino, libri sociali obbligatori; in contabilità semplificata, dove è necessario redigere registro delle somme percepite e delle spese sostenute e i registri IVA.

La SAS è una società che è considerata una via di mezzo tra le società di persone e quelle di capitali, perché il socio accomandante è un “socio di capitale” che si limita ad apportare il capitale ma non partecipa in modo attivo alla gestione dell’impresa la quale è lasciata ai soci accomandatari.

Questo tipo di società viene di solito costituita quando la compagine sociale è differenziata per competenze, disponibilità finanziarie e mansioni da svolgere.

Ma quali sono i vantaggi e gli svantaggi relativi alla costituzione di una SAS? Ve li riportiamo di seguito.

Tra i vantaggi troviamo: i costi di gestione e di avvio ridotti, la responsabilità al solo capitale conferito per gli accomandatari, il capitale sociale minimo non richiesto, il regime sociale contabile in forma semplificata e gli organi sociali non richiesti, l’amministrazione associata ai soli soci accomandanti e il rendiconto senza particolari formalità. Tra gli svantaggi, invece, troviamo: la responsabilità illimitata e solidale dei soci accomandatari, le scelte e i processi decisionali più complessi, i soci e la società sono soggetti al fallimento e la tassazione elevata sui soci in caso di utili elevati.

Una delle cose più importanti da tenere presente nel momento in cui si vuole costituire una Società in Accomandita Semplice (SAS) è la mancanza dell’autonomia patrimoniale: in questo caso, ci si riferisce alla differenza tra il patrimonio della società e il patrimonio dei soci e le conseguenze che si possono verificare in caso di fallimento. Infatti, in caso di fallimento di una Società in Accomandita Semplice i creditori hanno diritto di intaccare il patrimonio personale dei soci.

In caso di insoluti, la SAS può essere sottoposta a procedura fallimentare, che comporta anche il fallimento dei soci accomandatari ma non di quelli accomandanti. La SAS si scioglie quando si verifica una delle cause previste nei patti sociali o dalla legge, come la mancanza di soci accomandatari o accomandanti. I soci devono formalizzare lo scioglimento con apposita decisione e procedere alla nomina di un liquidatore da pubblicare sul registro imprese.

Anche nella fase di liquidazione i soci accomandanti conservano la limitazione della responsabilità per le obbligazioni sociali e, come tale, se i creditori non sono stati soddisfatti nella liquidazione della società possono far valere i propri diritti nei confronti degli accomandanti, limitatamente alla quota di liquidazione da loro percepita. Alla fine delle operazioni di liquidazione, il liquidatore stesso provvederà a cancellare la SAS dal registro.