Prestazione occasionale: quale il suo significato

autore articolo Veronica Balzano data articolo 19 Ottobre 2020 commenti articolo 0 commenti

Nel mondo del lavoro esistono diversi tipi di inquadramenti professionali. In linea di massima è possibile distinguere il lavoro dipendente o subordinato da quello autonomo. In ogni caso esistono tantissime variabili che fanno in modo che questa definizione sia più specifica in base al tipo di mansione svolta. Quando parliamo di lavoro autonomo è necessario fare riferimento ad una lunga serie di fattori che specificano determinate denominazioni. Nel caso di prestazione occasionale dobbiamo fare particolare attenzione.

prestazione occasionale

Prestazione occasionale

Quando si parla di lavoro occasionale si fa riferimento ad una tipologia di contratto di lavoro che sancisce una collaborazione tra committente e collaboratore la quale non prevede determinati vincoli tipici del lavoro dipendente.

Si tratta nello specifico di una collaborazione saltuaria che prevede il pagamento per determinate performance sancite in un determinato tempo. Tale modalità di lavoro viene specificata all’interno di un contratto ove si specificano le parti che entrano in causa in tale collaborazione e i termini entro i quali il lavoro in questione sarà portato a compimento.

Il freelance

Generalmente colui che si sottopone ad un contratto per prestazione occasionale prende il nome di freelance. Questa formula di contratto è molto utilizzata soprattutto nel caso di lavoratori che sono all’inizio della propria attività lavorativa e non possiedono ancora partita iva.

Il compito del freelance, oltre a portare a termine il lavoro prestabilito all’interno del contratto è quello di rilasciare una ricevuta non fiscale. Questa serve ad attestare che il lavoro è stato svolto entro i termini prestabiliti e che il pagamento per la prestazione è stato portato a termine. Per essere più specifici potremmo dire questo modello prende il nome di ritenuta d’acconto.

Grazie al contratto per prestazione occasionale entrambe le parti che entrano in accordo si tutelano da eventuali truffe.

 

La ritenuta d’acconto

Si è detto che per certificare l’avvenuto scambio prestazione/pagamento tra le due parti è necessario compilare una ritenuta d’acconto. Questo è un modulo con valenza non fiscale all’interno del quale si dovranno inserire i seguenti dati:

  • dati personali del freelance
  • dati del committente
  • la data e il numero della ricevuta in questione
  • la cifra del pagamento
  • una marca da bollo di due euro se il compenso supera i 77 euro.

Insomma, in questo modo, rispettando tutte queste regole sarà possibile ottenere uno scambio equo e soddisfacente. Lavorare secondo queste predisposizioni comporta i suoi vantaggi ma anche eventuali rischi. Ovviamente non stiamo parlando di un lavoro dipendente, quindi per questo motivo bisogna ricordare che non è concessa alcuna sicurezza o continuità. Nel caso in cui si voglia lavorare nel mondo dei freelance è necessario proporre ai possibili clienti una performance di qualità e soprattutto proporsi ai giusti acquirenti.

Per questo motivo è importante crearsi un nome e assicurarsi la giusta pubblicità. Solo in questo modo si avrà la possibilità di lavorare come freelance.