Le rimanenze di magazzino: Come effettuare il calcolo?

autore articolo Lucia Di Noi data articolo 31 Agosto 2019 commenti articolo 0 commenti

Le rimanenze di magazzino rappresentano costi sostenuti per l’acquisto o la produzione di determinati beni.

Parlare di rimanenze di magazzino presuppone l’aver raggruppato i beni in rimanenza in categorie omogenee:

  • per natura, merceologicamente uniformi;
  • per valore, compreso in una banda del 20% rispetto al valore minimo.

I beni che costituiscono giacenze di magazzino sono suddivisi in :

  • materie prime: destinati ad essere inseriti nei prodotti finiti
  • materie sussidiarie: materiali per il completamento dei prodotti
  • materiali di consumo: indirettamente nella produzione
  • beni destinati alla rivendita
  • prodotti in corso di lavorazione
  • semilavorati
  • prodotti finiti

Materie prime, sussidiarie, di consumo e merci devono essere iscritte:

  • al costo storico
  • spese di trasporto, imballo, spese di installazione e di collaudo, ecc., esclusi gli oneri finanziari.

Calcolare il costo delle rimanenze di magazzino

Bisognerebbe valutare a costi specifici, ma tale metodo si può applicare solo per imprese che hanno un numero limitato di prodotti. Tuttavia si può calcolare coi seguenti metodi:

  • costo medio ponderato
  • primo entrato, primo uscito (FIFO)
  • ultimo entrato, primo uscito (LIFO)

Lo stesso metodo dovrebbe essere utilizzato per tutte le classi di giacenza. Eventuali modifiche vanno indicate e giustificate in nota integrativa.

Bisogna ricordare che per i beni immobili il passaggio della proprietà si considera alla data di stipula dell’atto di compravendita. Per i beni mobili, si fa riferimento alla data di spedizione o di consegna.

Costo medio ponderato

Con questo metodo, occorre calcolare il costo medio di tutti gli articoli acquistati durante un determinato periodo. In altre parole, il valore di ogni ordine viene sommato e suddiviso per la quantità del bene acquistato.

FIFO (First in – First out)

Secondo questo metodo, si presume che gli articoli siano venduti nell’ordine in cui sono stati prodotti o acquistati. Ovvero gli articoli più vecchi vengono venduti per primi.

Il metodo FIFO è ampiamente utilizzato e rappresenta al meglio il flusso effettivo di merci in un’azienda.

Rimanenze di magazzino: LIFO (Last In First Out)

Questo metodo di valutazione dell’inventario presuppone che gli articoli acquistati o prodotti più di recente siano venduti per primi.

Se si hanno più prodotti il calcolo delle rimanenze di magazzino non cambia. Basta sommare il valore ottenuto da un codice, con i valori ottenuti di tutti gli altri codici per ottenere il valore delle rimanenze finali da inserire a bilancio.

Le aziende calcolano questo valore avvalendosi di un software gestionale o di strumenti di calcolo come Excel.

Il costo dei beni venduti

Il costo dei beni venduti o COGS (Cost of Good Sold) è un calcolo gestionale che considera tutti i costi relativi alla vendita di un prodotto.

Si tratta della quantità di denaro speso dalla società per lavoro, materiali e per la produzione o l’acquisto di prodotti venduti durante l’anno.

Si calcola con questa formula:

Rimanenze iniziali + Acquisti – Rimanenze finali = Costo dei beni venduti

FIFO, LIFO o Costo medio ponderato?

Se i costi delle scorte sono in aumento, il LIFO potrebbe essere il migliore, poiché gli articoli a costo più elevato sono considerati venduti.

Le aziende che utilizzano il LIFO hanno scorte elevate e costi crescenti.

Tuttavia il LIFO non è un buon indicatore del valore di inventario perché l’inventario rimanente potrebbe essere molto vecchio.

Se costi delle scorte stanno diminuendo, il FIFO potrebbe essere la migliore soluzione.

Il FIFO ci dà una migliore indicazione del valore del magazzino, ma aumenta anche il reddito netto.

L’aumento del reddito netto è si una cosa positiva di per sè ma le tasse potrebbero subire un’incremento.

FIFO presuppone che gli articoli meno costosi e meno venduti vengano solitamente venduti per primi.

Il costo medio ponderato tende a mediare le fluttuazioni di prezzo in aumento e diminuzione verificatesi in periodi di forte instabilità. Ciò può garantire omogeneità nel tempo. In generale viene utilizzato in situazioni per cui:

  • il sistema contabile non è sufficientemente sofisticato per i livelli FIFO o LIFO.
  • un’azienda non ha molte variazioni nel proprio inventario.
  • gli articoli sono così interconnessi che è impossibile assegnare un costo specifico a una singola unità.

La scelta dipende da tutta una serie di fattori, come il luogo in cui si basa l’attività, quanto varia l’inventario, il settore di appartenenza, gli obiettivi aziendali, ecc.

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