Credito d’imposta: Cosa bolle in pentola?

Veronica Balzano 11 Settembre 2022 0 commenti

Credito d’imposta Formazione! Quali sono le novità per l’agevolazione fiscale?

Per incentivare il sostenimento delle spese atte alla valorizzazione della produttività dei lavoratori mediante la formazione di competenze adeguate, la Legge di Bilancio 2019 ha prorogato il credito d’imposta formazione con alcune novità.

Credito d’imposta cos’è?

Pensiamo al credito d’imposta come ad un buono spesa maturato nel corso degli anni al seguito di una serie di acquisti per una specifica categoria di prodotti. Quanto maggiore è la spesa in questione, tanto maggiore sarà il buono maturato che si potrà scalare da pagamenti futuri.

Generalmente le “categorie prodotto” che consentono di maturare un credito simile sono delle specifiche aree di investimento. Queste costituiscono un esempio mediante gli investimenti che l’impresa svolge in campo di Innovazione Tecnologica o di prodotto, o ancora per investimenti in Ricerca e Sviluppo, acquisti di nuovi macchinari o software.

Dopo che sarà stata accreditata la presenza di simili investimenti, l’attestazione del credito d’imposta consentirà di convertire una percentuale di tali spese in quello che potremmo chiamare credito fiscale. Un tipo di credito utilizzabile per il pagamento delle imposte. In questo senso si andranno a compensare i debiti nei confronti dello Stato per un importo pari a tale percentuale.

Per l’ottenimento di questo credito è necessaria un’attestazione formale da parte di un revisore legale dei conti che andrà ad analizzare i costi sostenuti dall’impresa e a certificare il credito spettante.

Percentuale di riconoscimento dell’agevolazione

La norma è operativa anche per il 2019 con l’applicazione del decreto del Ministro dello sviluppo economico.

Tuttavia, precedentemente il credito d’imposta era pari al 40% delle spese relative solamente al costo aziendale del personale dipendente e solo per il periodo in cui era impegnato nella formazione fino ad un importo massimo annuale di 300.000 euro. La nuova norma modifica la percentuale in relazione alle dimensioni dell’azienda.

  • Le piccole imprese nella misura del 50% delle spese ammissibili di 300.000,00 euro.
  • Le medie imprese hanno il 40% delle spese ammissibili nel limite di 300.000,00 euro.
  • per le grandi imprese, l’agevolazione è pari al 30% delle spese ammissibili di 200.000,00 euro.

A chi viene riconosciuto il credito d’imposta?

Questo può essere riconosciuto a tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato.

Per quanto riguarda i soggetti beneficiari conviene sottolineare che l’agevolazione non è ammessa per i professionisti.

Spese ammissibili al credito d’imposta:

Le attività di formazione per l’acquisizione o il consolidamento delle competenze:

  • big data e analisi dei dati;
  • cloud e fogcomputing;
  • cyber security;
  • simulazione e sistemi cyber-fisici;
  • prototipazione rapida;
  • sistemi di visualizzazione, realtà virtuale e realtà aumentata;
  • robotica avanzata e collaborativa;
  • interfaccia uomo macchina;
  • manifattura additiva.

Le attività di formazione sono ammissibili a patto che siano disciplinate in contratti depositati presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Questa imposta spetta in rapporto ai costi ammissibili per l’intero periodo, a prescindere dalla data di deposito dei contratti , purché il deposito sia effettuato entro i termini stabiliti.

L’invio dei contratti costituisce “una condizione di ammissibilità al beneficio”, ma non incide sull’individuazione del termine dal quale decorre l’agevolazione.

Le tipologie

DL Cura Italia e DL Rilancio, emanati in seguito all’emergenza Covid-19, hanno inserito nonché ampliato numerose nuove tipologie di credito d’imposta:

  • Imposta per le spese di sanificazione: pari al 60% delle spese di sanificazione degli ambienti fino ad un massimo di 60.000 euro;
  • Imposta per botteghe e negozi: del 60% del canone di locazione relativo al mese di marzo, aprile, maggio e giugno 2020;
  • Imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro: 60% sugli interventi necessari per adeguare gli ambienti di lavoro alle norme introdotte alla fase 2;
  • bonus vacanze: è riconosciuto un credito, fino ad un massimo di 500 euro, a favore dei nuclei familiari con un reddito Isee non superiore ai 40.000 euro. Il credito è utilizzabile nella misura dell’80% in forma di sconto sul corrispettivo dovuto al fornitore e per il 20% in forma di detrazione di imposta in sede di dichiarazione dei redditi. Lo sconto di cui sopra è rimborsato al fornitore in forma di credito da utilizzare esclusivamente in compensazione;
  • Crediti per investimenti pubblicitari: tal credito per l’anno di imposta 2020, è pari al 50% del valore incrementale degli investimenti effettuati effettuati sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali;
  • Imposta per i servizi digitali: l’obiettivo di tale sostegno è di sostenere l’offerta informativa online con l’emergenza sanitaria covid. In particolare ci riferiamo alle imprese editrici di quotidiani e di periodici iscritte al registro degli operatori di comunicazione

N.b. Tale stima si può utilizzare in compensazione solo fino all’azzeramento del saldo finale. In più il credito eccedente potrà essere utilizzato per i versamenti successivi.

Il contribuente è obbligato in ogni caso a compilare e presentare via telematica, tramite un intermediario abilitato oppure tramite il proprio cassetto fiscale, il modello di pagamento F24 anche se, per effetto della compensazione, è a saldo zero.

Scarica Softshop

Visita il sito ufficiale del produttore 8byte