Cos’è un Business Plan e come si pianifica

autore articolo Roberta Fabozzi data articolo 29 Maggio 2020 commenti articolo 0 commenti

Business Plan: cos’è? La sintesi del tuo progetto imprenditoriale, ma non tutti sanno pianificarlo e ne conoscono pienamente la sua funzione quanto la sua importanza.

Bentrovati! Topic della settimana sarà parlare un argomento molto importante; vedremo insieme, infatti, cos’è un Business Plan e come si pianifica.

Quando si parla di spirito imprenditoriale, non si fa riferimento solo all’idea vincente, ma bisogna fare i conti anche con altri fattori; l’idea di business deve prima di tutto essere validata, soprattutto per convincere potenziali investitori. Inoltre, tutto il progetto dietro il lancio di un nuovo progetto imprenditoriale deve necessariamente essere sintetizzato in un business plan.

Business plan: cos’è e com’è strutturato

Prima di commercializzare un qualsiasi prodotto/ servizio, sono necessari più step per conoscere il mercato in cui si vuole entrare, la situazione generale circa la concorrenza, qual è lo stato di avanzamento tecnologico in essere, e soprattutto in cosa ci si differenza dagli altri player presenti sul mercato.

Tutta questa bella analisi deve essere poi presentata a potenziali investitori, e questi ultimi non sono soliti finanziare alla cieca i giovani imprenditori intraprendenti, a meno che non gli si presenta una business plan convincente! Che si tratti di business angels o venture capitalists, servono sempre dati estremamente validi prima di farli capitolare.

 

Pillole imprenditoriali –>

Qual è la differenza fra un business angel e un venture capitalist?

I business angels sono investitori, cosiddetti informali (le banche un istituto di credito corrispondono invece agli investitori formali), che hanno voglia di investire in startup innovative, mettendo a disposizione non solo una quota, ma anche le proprie capacità manageriali per aiutare la startup fortunella nella sua prima fase di vita: early stage.

I Venture capitalists sono sempre investitori interessati a progetti imprenditoriali giovani e innovativi, soprattutto se ad alto capitale di rischio, a patto che si tratta di un’azienda in progress con molto potenziale, in modo da avere un buon ritorno sull’investimento (generalmente entro un anno). Rispetto alla prima tipologia di investitori, sono più ‘business’ e poco ‘angels’

Ma non è solo una questione di soldi!

Un business plan non serve a niente se redatto esclusivamente per un elevator pitch, ovvero il discorso con cui si presenta e promuove la propria idea di business ai potenziali investitori, ma si configura come una sorta di manuale d’istruzioni della propria azienda, in cui trascrivere le direttive da seguire per far funzionare la propria attività.

Ergo, si tratta di un documento importantissimo –ma -issimo per davvero– purtroppo troppo spesso trascurato, che consta di varie parti che adesso affronteremo insieme:

Parte prima: descrittiva/ qualificativa

Qui vi sono contenuti i dati generali; di presentazione relativi al tipo di azienda che si vuole fondare: i dettagli relativi al progetto di business che si vuole fondare, info utili circa l’imprenditore founder, nonché un’analisi di scenario per comprendere la situazione del mercato attuale, della concorrenza.

Una parte sarà dedicata anche al prodotto/ servizio che s’intende commercializzare e quali sono le strategie operative e di marketing previste per il lancio e la promozione.

Parte seconda: quantitativa

Questa è la sezione dedicata agli aspetti economico/ finanziari. Servono informazioni più dettagliate in merito all’analisi in termini d’investimento, con lo scopo di fornire i prospetti utili nell’interpretazione del progetto (soprattutto per la presentazione a terzi).

Maggiori dettagli

Abbiamo visto una prima suddivisione generale del documento, passiamo adesso ad un’analisi più dettagliata delle fasi che compongono un business plan, la cui struttura si potrebbe sintetizzare in questo modo:

Fase –> Contenuto –> Finalità

La fase è la sezione dedicata all’argomento di cui discutere. A sua volta, si suddivide in:

  1. Descrizione generica del progetto
  2. Strategie di posizionamento
  3. Strategie operative
  4. Risorse umane
  5. Dati di bilancio
  6. Dati economico/ finanziari

Ogni fase va argomentata ed esposte le finalità che sono state prefisse. Perciò, se prendiamo la prima fase relativa alla descrizione generica di progetto di business, va chiarito subito il ‘chi siamo’ , ‘cosa vendiamo’, ‘con chi concorriamo (e come stanno messi)’. Lo scopo è capire in cosa ci si differenzia alla luce di una comprensione totale del proprio mercato di riferimento.

E così si deve procede fino alle conclusioni; perciò, nel momento in cui si passa ad esporre le strategie di posizionamento e poi operative, bisogna avere ben chiare le direttive aziendali da adottare sia per quanto riguarda la produzione con eventuali magazzini, che la localizzazione e promozione tramite attività di marketing, con lo scopo di fornire concretamente gli assetti operativi nel medio/ lungo termine, elaborando anche un tasso di rischio e punto di pareggio (il tasso al di sotto del quale non scendere mai per non andare in perdita).

Risorse umane

Si passa poi all’analisi della struttura aziendale in termini di risorse umane, per capire quali professionisti servono, quali sono le competenze richieste: in poche parole, una definizione chiara dei ruoli.

E ora, le note dolenti, ovvero: parliamo di finanziamenti. Abbiamo già visto chi sono gli investitori, formali e informali; a quest’altezza, il documento deve esplicitare da dove verranno presi (o si spera di prendere!) i finanziamenti per sostentare l’intera baracca.

Il documento si conclude con le note dolenti- parte seconda, ovvero le aspettative economiche nel periodo inserito. Siccome non viviamo solo di gloria e non siamo ancora in grado di fare la fotosintesi, l’azienda che abbiamo deciso di mettere su deve guadagnare. Perciò, è necessario fare una previsione dei possibili guadagni in relazione al periodo di attività preso in esame, tenendo bene presente che dovranno coprire sia il fabbisogno aziendale composto da costi di produzione, personale e margine di profitto.

Consigli per una pianificazione migliore del business plan

In rischio maggiore cui si può incappare, anche se strutturalmente il documento risulta impeccabile, è di dire troppo o troppo poco. E poiché la virtù sta sempre nel mezzo, vi snoccioliamo al volo qualche consiglio utile per una pianificazione migliore.

1 La vera forza è la brevità: sii breve e conciso, condensa le informazioni necessarie senza perderti in voli pindarici soprattutto perché piani troppo vasti rischiano di puzzare di inattuabilità.

2 Tutte le info aggiuntive inseriscile in un appendice: ad esempio, le ipotesi sui guadagni ipotizzati, profili dei professionisti ricercati, maggiori dettagli sui prodotti/ servizi.

3 Non inventare nulla: magari ti abbiamo fatto sorridere, ma qualche volta capita anche che imprenditori wannabe pseudo furbi pompano il business plan per sbalordire (se stessi). Il punto è che si tratta poi di un’azione controproducente, perché non si è materialmente in grado di realizzarla.

4 Sii professionale: cos’è un business plan senza formalità? Si tratta comunque di un documento di una certa importanza, perciò presta attenzione allo stile e all’ortografia; rilega il piano e sii persuasivo a 360°, perché sono soprattutto i dettagli che fanno la differenza.

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