Cosa è un Business Plan: un modello da personalizzare

autore articolo admin data articolo 22 agosto 2018 commenti articolo 0 commenti

Un Business Plan è il documento che riporta un progetto imprenditoriale, cioè l’idea di come fare business. Si utilizza sia per la pianificazione e gestione aziendale che per la ricerca esterna di potenziali finanziatori o investitori.

La redazione di un business plan parte col prefissare un obiettivo. Si cerca quindi di capire la formula imprenditoriale che si intende assumere e il perché essa dovrà avere successo. Se il business plan viene redatto per aziende già esistenti, che vogliono richiedere finanziamenti, allora bisogna anche tenere conto dello stato di salute dell’azienda, insieme alla sua redditività e alla capacità di generare flussi di cassa adeguati.
Il Business Plan viene suddiviso nelle seguenti parti:

  1. descrizione generale dell’idea: sintesi che permette di conoscere gli aspetti fondamentali del business plan i cui dettagli vengono rinviati nella trattazione successiva;
  2. descrizione del prodotto o servizio: in questa parte occorre indicare in maniera chiara quale è l’attività che si intende portare avanti o quali nuovi prodotti/servizi si intendono proporre;
  3. mercato di riferimento: qui generalmente si descrive il mercato di riferimento sia a livello generale che a livello locale, indicandone le caratteristiche ed evidenziando quelle che alle quali il prodotto/servizio si adatta;
  4. organizzazione: in questa parte si definisce come l’azienda deve funzionare a tutti i livelli soprattutto per ciò che concerne le risorse umane necessarie e la dotazione di attrezzature/macchinari;
  5. conto economico e finanziario: questo prospetto definisce in maniera chiara gli aspetti economici (costi e ricavi) relativi al business plan e quelli finanziari (entrate e uscite), con particolare attenzione alla dotazione di capitali necessaria per l’avvio e la gestione del progetto.

La sua preparazione dovrà permettere:

  • all’imprenditore di valutare la validità della sua idea;
  • ai finanziatori esterni (rappresentati da istituti di credito, amministrazioni sovranazionali, nazionali e locali) di valutare la validità del progetto;
  • la valutazione del potenziale commerciale ed innovativo del progetto.

Non esiste un modello prestabilito. Nella parte iniziale è necessario effettuare un riassunto per sintetizzare l’iniziativa, gli obiettivi, le strategie, i costi, i finanziamenti richiesti e l’uso che si intende fare degli stessi. Nella prima parte del business plan dovrà essere redatta una presentazione dell’impresa nella quale andranno riportate tutte le informazioni relative alla struttura societaria, all’oggetto sociale, all’organizzazione, al campo di attività e alle sue prospettive future.

Se l’impresa è una realtà già operativa è importante introdurre chi legge il documento alla sua storia (costituzione, modifiche dell’assetto societario, situazione economico finanziaria e tutti gli altri elementi che consentono di fornire un quadro complessivo dell’azienda) riportando ad esempio eventualmente eventi significativi del passato, come la realizzazione di precedenti progetti, i risultati conseguiti, ecc.

Per una nuova attività invece è opportuno riportare gli stadi di sviluppo dell’iniziativa in corso, le fasi che sono state completate, quelle ancora da completare o da avviare.

Il business plan si compone di due parti o macro-aree di lavoro: la parte iniziale, descrittiva (talvolta definita qualitativa), e quella successiva, che contiene i dati economico-finanziari (talvolta definita quantitativa).

La parte descrittiva è indispensabile per introdurre il lettore all’esposizione dei dati che avverrà nella seconda parte del piano, oltre alla presentazione dell’impresa o del progetto e alla trasmissione della visione imprenditoriale sottostante, si compone di quelle analisi e studi necessari per una corretta comprensione del mercato, della concorrenza, del prodotto/servizio offerto e del piano strategico e operativo.

La parte economico-finanziaria comprende molte aree di analisi di investimento e di bilancio. Il fine è quello di fornire uno strumento che consenta di interpretare i dati raccolti nella prima parte del business plan, disponendoli in una serie di prospetti che guidino il lettore nella valutazione del progetto e che siano al contempo gli strumenti per una presentazione professionale e accurata dello studio.

L’analisi del progetto dovrà essere ora completata con l’analisi delle previsioni economico-finanziarie relative al progetto imprenditoriale. In questa sezione si va a verificare quanto la business idea sia conveniente, sia cioè sufficientemente remunerativa rispetto alle altre forme di investimento, e se la nuova attività economica abbia solvibilità patrimoniale, solvibilità finanziaria e redditività economici.

  • Solvibilità patrimoniale: descrive le capacità dell’impresa di assicurare l’equilibrio tra gli impieghi del capitale (investimenti/attività) e le fonti del finanziamento (capitale proprio o di terzi).
  • Solvibilità finanziaria: esprime le propensioni dell’azienda a far fronte in maniera tempestiva e in ogni momento alle proprie obbligazioni finanziarie (pagamento di salari e stipendi ai dipendenti, pagamento delle fatture ai fornitori, pagamento degli interessi passivi ai finanziatori, rimborso dei finanziamenti, remunerazione degli azionisti, ecc.)
  • Redditività economica: illustra la convenienza economica del progetto, ovvero la capacità dell’impresa di generare il reddito necessario a remunerare gli investimenti effettuati dall’imprenditore in modo più conveniente rispetto ad altri tipi di investimento (per esempio l’acquisto di titoli e\o di beni mobili o immobili).

Attraverso tale valutazione l’imprenditore deve: definire i capitali necessari per avviare l’impresa , individuare le fonti di finanziamento, valutare i profitti dei primi anni di vita, valutare la situazione patrimoniale dell’impresa nei suoi primi anni di vita.

La previsione dei ricavi avviene tramite ricerche di mercato convalidate, e analizza il Risk Margin cioè una percentuale grazie alla quale ridurre i rischi futuri. Maggiori sono le incertezze del business più è auspicabile aumentare il margine di rischio.