Cos’è la nota di credito? E quella di debito?

autore articolo Cindy Nicole data articolo 7 Maggio 2019 commenti articolo 0 commenti

Ti è mai capitato di commettere degli errori quando emetti una fattura? Se sì, devi assolutamente capire come usare le note di variazione: la nota di credito e quella di debito. All’interno di questo articolo cercheremo di fornire una definizione di cosa sia una nota di debito differenziandola da altri esempi.

Le note di variazione: definizione

E’ un documento contabile usato per rettificare ad esempio (stornare totalmente o parzialmente) importi precedentemente fatturati ad un cliente. Importante fornire la definizione dei vari tipi di note. Esse devono essere emesse entro uno specifico limite temporale

La nota di credito fa parte della categoria della nota di variazione, di cui fa parte anche la nota di debito.

Come emettere una nota di debito

Una nota di debito viene emessa da un soggetto passiva IVA e solo in determinate casistiche, ovvero quando:

  1. nella fattura erano presenti errori nel computo delle imposte da applicare;
  2. erano presenti errori nella base imponibile riportata;
  3. nella fattura non è stato riportato uno sconto concordato fra le parti;
  4. avviene la rescissione o l’annullamento del contratto precedentemente sottoscritto.

In tutti questi casi, si procede all’emissione della nota di variazione,la cui compilazione è disciplinata dall’art. 26 del D.P.R. 633/1972.

Nota di debito

Come detto, la nota di credito o accredito è una nota di variazione, esattamente come la nota di debito conosciuta anche come fattura integrativa. Vediamo insieme quali sono le definizioni di nota debito e nota credito.

 

Nota di credito e nota di debito o nota di addebito si differenziano in base al fatto che l’importo sia superiore o inferiore di quello della fattura originaria.

Nota di debito a fornitore

Un classico esempio di nota di debito è quando un fornitore consegna più merce ad un prezzo maggiore rispetto all’ordine effettuato dal cliente, ma quest’ultimo successivamente accetta la differenza.

Nota di addebito per sola IVA

In questo caso invece viene emessa una fattura con IVA errata e per questo motivo sarà necessario emettere una nota di variazione solo per correggere l’IVA. Questa è conosciuta anche come nota di debito solo Iva.

Informazioni su nota di debito

La nota a debito per sola iva si applica quando la fattura originaria conteneva un importo più basso del dovuto e, pertanto, il cliente ha un debito nei confronti di chi ha emesso la fattura.

Significato nota di credito:

Al contrario, la nota di credito si applica quando la fattura originaria conteneva un importo più alto del dovuto e, pertanto, il cliente vanta un credito nei confronti di chi ha emesso la fattura, se la transazione è già avvenuta.

Come emettere nota di credito?

Come funziona la nota di credito?

Nella pratica, accade che alcuni articoli venduti, consegnati e fatturati risultino difettosi o in eccesso rispetto all’ordine.
Tuttavia, nel caso sia già stata emessa e registrata in contabilità una fattura, l’azienda cliente non può semplicemente restituire la merce giudicata difettosa o di troppo, in quanto la fattura esplicita la quantità di merce effettivamente venduta e sulla quale gravano tributi vari.

L’azienda fornitrice, una volta informata dall’azienda cliente, provvederà alla verifica della situazione e all’eventuale emissione della nota di credito. Questo documento permetterà all’azienda cliente di stornare parte della merce già fatturata, insieme al relativo importo iscritto nei libri contabili e l’IVA.

Le stesse osservazioni valgono nel caso di correzioni per prestazioni di servizi.

Il funzionamento è il medesimo quando il cliente è un privato (persona fisica, fuori da attività professionale).

Quando viene utilizzata una nota di credito?

Come la nota di debito, la nota di credito è emessa anche per sanare errori logistici: errata quantità (effettiva vs documentata) o scambio di articoli (idem per attività o servizi). Più banalmente, si emette nota di accredito in caso di errori materiali nella fattura da stornare (errata intestazione o anagrafica, ecc.). Ma andiamo più nello specifico.

Prima di tutto, dobbiamo distinguere tra le cause sottoposte e non a limiti temporali.

Per le cause sottoposte a limiti temporali, ovvero entro un anno a partire dall’emissione della fattura, i motivi di emissione sono:

  1. sopravvenuto accordo fra le parti, che precedentemente avevano sottoscritto un contratto;
  2. errori di importo nella fattura in misura superiore al dovuto.

Per le cause non sottoposte a limiti temporali:

  1. applicazione di sconti previsti nel contratto, ma non riportati in fattura;
  2. mancato pagamento, parziale o totale, della fattura in caso di pignoramento infruttuoso o fallimento;
  3. risoluzione, recesso o revoca del contratto.

Laddove si dovessero eccedere i termini di emissione, vi è il rischio di incorrere nelle sanzioni previste in caso di omessa fatturazione.

Come si fa la nota di credito?

La nota di credito ha lo stesso valore di una fattura, solo che deve essere esplicitamente denominata in testata “nota di accredito” per essere identificata come tale.
Inoltre, deve contenere le informazioni che indichino la fattura a cui essa fa riferimento.
Pertanto, per compilare una nota di credito occorrono:

  1. la data di compilazione della nota di credito;
  2. un numero progressivo, facente parte di una numerazione che riguarda le note di credito compilate nel corso dell’anno;
  3. i riferimenti di numerazione, data e prodotti/servizi della fattura precedentemente emessa;
  4. le correzioni necessarie alla fattura cui fa riferimento la nota di credito.

Altre informazioni

Le note di debito e credito devono subire una registrazione all’interno delle fatture emesse. Le note di debito, rispetto a quelle di credito sono obbligatorie. Un modello simile è necessario poiché aumentando l’imponibile aumenta anche l’IVA.