Calcolo cash flow aziendale: di cosa si tratta?

Veronica Balzano 22 Novembre 2022 0 commenti

Come fare per monitorare l’andamento finanziario di un’impresa? Quali sono i fattori da prendere in considerazione? Di seguito analizzeremo un importante indice finanziario per le aziende, grazie al quale è possibile analizzare il bilancio societario. Prima di tutto è necessario capire cosa si intenda con la dicitura calcolo cash flow, quale sia la sua evoluzione e come possa avvenirne il calcolo.

calcolo cash flow

Tale concetto si inscrive all’interno di un discorso più ampio, ovvero l’analisi della condizione patrimoniale generale di un’azienda. Considerare l’andamento economico di un’impresa è quanto mai necessario per poterne accertare l’indice di salute. Un bilancio aziendale è un resoconto attento di ingressi ed uscite e proprio per questo motivo deve essere considera come una fotografia economica di un’impresa o di una società.

Calcolo cash flow: una definizione

Iniziamo fornendo una definizione del termine calcolo cash flow; si tratta dell’insieme delle risorse finanziarie nette prodotte dall’impresa durante un determinato tempo. Il calcolo del cash flow è dato dalla differenza tra le entrate e le uscite finanziarie prodotte dalle varie operazioni aziendali.

Bisogna fornire una chiara distinzione tra cash flow aziendale e utile netto, poiché i due indici finanziari potrebbero essere erroneamente confusi. L’utile netto viene calcolato in modo differente, poiché è fornito dalla differenza tra i ricavi e i costi relativi ad un determinato anno.

In definitiva potremmo affermare che, l’autofinanziamento dell’azienda ha l’obiettivo di indentificare il generarsi di un flusso di cassa sufficiente per remunerare i soci.

Calcolo cash flow: addentriamoci nella questione…

Dopo aver fornito una generale definizione, abbastanza chiara di cosa sia il flusso di cassa, è necessario cercare di essere quanto più precisi sia possibile al fine di comprendere bene a cosa ci si riferisca. Il principio del flusso di cassa, o calcolo del cash flow risulta quanto mai essenziale nel momento in cui, le aziende si trovano a dover fornire dati finanziari in merito alla loro situazione economica.

Per quanto concerne la liquidità di cassa, è necessario, giunti al termine del periodo amministrativo, fornire all’Agenzia delle Entrate una documentazione chiara e trasparente in merito alla condizione patrimoniale dell’impresa. In tal senso, il concetto di calcolo cash flow è particolarmente rilevante. Capiamo perché. Riuscire a capire perché il calcolo cash flow sia così importante è necessario per una serie di motivazioni.

A cosa serve il flusso di cassa?

Quali sono i principali scopi del flusso di cassa? A cosa serve e cosa indica questo indicatore finanziario? Questo concetto è utile per il perseguimento di determinati obiettivi, quali:

  • ottimizzazione della gestione tesoriera: riuscire a redigere una capacità di impiego dei fondi di cassa che possa migliorare le condizioni dell’azienda
  • migliore gestione e destinazione dei flussi finanziari verso diverse sezioni e aree dell’azienda
  • garantire una migliore gestione delle varie performance finanziarie dell’azienda

Come è strutturato il cash flow?

La struttura di tale indice finanziario può essere suddivisa in tre diverse parti fondamentali:

  • flusso di cassa operativo: nasce dalla gestione tipica di un’azienda
  • flusso di cassa per l’impresa: liquidità disponibile per i soci dell’azienda
  • cash flow disponibile per gli azionisti: indica i flussi di cassa che spettano esclusivamente agli azionisti

Calcolo cash flow: come si effettua

Per riuscire a comprendere come calcolare tale indice finanziario è necessario comprendere il concetto di capitale circolare netto. Si tratta di una dinamica in grado di influenzare in modo importante l’equilibrio finanziario dell’azienda. Con il mettersi in pratica di tale dinamica sarà possibile effettuare nuovi investimenti e distribuire gli utili ai soci. Fatta questa premessa potremmo proseguire di seguito: il cash flow potrebbe tradursi come la capacità di autofinanziamento aziendale.

In parole povere, il calcolo cash flow si ricava sottraendo la liquidità di inizio periodo da quella di fine periodo. Quindi, tale calcolo va eseguito effettuando un calcolo coinvolgendo tutti i vari tipi di entrate ed uscite finanziare relative all’azienda.

In definitiva, il calcolo di tale indice finanziario risulta essenziale per il buon funzionamento economico dell’azienda. Qualora un’azienda fosse capace di generare un buon cash flow sarà più facile ottenere fiducia dalle banche e dai fornitori. Dunque, il flusso di cassa potrebbe definirsi anche come un valido indicatore di funzionalità e abilità economica/finanziaria dell’azienda. Riuscire a comprendere le capacità e le funzionalità di un simile calcolo è necessario per una serie di motivazioni. Tutto ciò che concerne l’aspetto finanziario di un impresa è molto importante da considerare poiché tanto di un business si fonda su una buona gestione delle risorse finanziarie. Il calcolo del cash flow è quindi importantissimo.

Perché è così importante effettuare il calcolo cash flow?

L’obiettivo principale della lettura del calcolo cash flow consente nel riuscirsi ad autofinanziare con soldi propri. In questo modo non sarà necessario il ricorrere alla contrazione di debiti con istituti di credito. La lettura di tale dato è importante per ottimizzare e gestire al meglio la tesoriera aziendale, contenendo gli oneri.

A tal proposito è importante che avvenga una negoziazione nei tempi giusti, questo perché serve a coprire gli eventuali deficit di liquidità. In questo modo si sarà in grado di prevedere gli impieghi remunerativi per i denari aziendali, così da essere in grado  di adempire alle proprie obbligazioni finanziarie anche nel caso dell’avvenimento di eventi imprevisti.

Quindi possiamo affermare che sia estremamente importante svolgere un corretto bilancio aziendale:

In un Bilancio Aziendale sono presenti:
  • Poste monetarie: crediti, debiti, ratei attivi e passivi, disponibiltà liquide, etc…
  • Poste contabili: ammortamenti, accantonamenti, etc… a quest’ultime non corrispondono manifestazioni monetarie.

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