Assunzioni agevolate: bonus Sud in stallo

admin 8 Maggio 2022 0 commenti

Assunzioni agevolate. In stallo l’esonero contributivo al 100% per assunzioni agevolate a tempo indeterminato di disoccupati o giovani under 35 .

assunzioni agevolate

Finchè non saranno emanati i documenti di prassi, non è possibile farne domanda (massimo 8.060 euro annui).
Il Bonus Sud spetterebbe per garantire assunzioni agevolate a tempo indeterminato effettuate nel 2019. 


La Legge di Bilancio (comma 247, legge 145/2018) ha finanziato il Bonus Sud per tutto il 2019 . Mancano le istruzioni INPS e ANPAL per attivare l’Incentivo Occupazione Mezzogiorno (in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna).

Applicando le stesse regole dell’anno scorso, riguarderebbe anche le trasformazioni a tempo indeterminato di precedenti contratti a termine, i contratti in somministrazione, l’apprendistato professionalizzante, i rapporti di lavoro part-time.

In attesa di emanazione di decreto e circolare, la prestazione lavorativa deve essere resa in una delle regioni previste dall’incentivo, indipendentemente dalla residenza del dipendente o dalla sede legale del datore di lavoro, nel qual caso sarebbe prevista una specifica procedura. 

Cosa sono le assunzioni agevolate?

Con la crisi economica degli ultimi tempi è sempre più difficile trovare un impiego duraturo. Tanti sono gli italiani che si ritrovano in gravi difficoltà, soprattutto le categorie più svantaggiate. Basti pensare alle donne o agli over 50. A tal proposito sono state sovvenzionate delle misure volte a tutelare proprio queste categorie più svantaggiate.

Seguendo tali direttive è più semplice per i datori di lavoro offrire un posto adeguatamente remunerato ad alcuni candidati. Quando parliamo di assunzioni agevolate ci rifacciamo proprio a questo tipo di misure. In particolare si tratta di una speciale tipologia di contratto finalizzata all’inserimento e al reinserimento di alcune specifiche categorie di cittadini nel mondo del lavoro.

L’impresa che deciderà di assumere tali individui potrà contare di alcuni benefici, in particolare, potrà contare su uno sgravio contributivo molto elevato, pari quasi al 100%.

Affinché questa misura possa essere messa in atto dall’impresa è necessario che:

  • il datore di lavoro non deve aver eseguito tagli al personale nei mesi che precedono l’assunzione agevolata
  • l’impresa non sia in piena crisi

Chi può beneficiare di queste assunzioni?

Ma chi può beneficiare delle assunzioni agevolate? Sicuramente questa misura è rivolta a coloro che hanno maggiori difficoltà ad inserirsi e reinserirsi nel mondo del lavoro. Nello specifico tali assunzioni privilegiano:

  • gli ultra50enni
  • disoccupati da oltre 12 mesi con un età superiore ai 50 anni
  • lavoratori in cassa integrazione
  • donne o atlete di qualsiasi fascia d’età

Generalmente questa possibilità è finalizzata a beneficiare soprattutto la zona del sud Italia, dove vengono registrati tassi di disoccupazione più elevati rispetto ad altre zone d’Italia.

Circa le assunzioni agevolate, è necessario dire che esse riguardano alcune specifiche categorie di lavoratori per i quali è particolarmente alto il rischio di esclusione dal mercato del lavoro a causa di vari motivi. In altri casi, invece, le assunzioni agevolate sono generalizzate tale azione si applica a prescindere dal soggetto che viene assunto.

Quale informazione più specifica

In particolare possiamo dire, in merito alle assunzioni agevolate, che:

l’incentivo all’assunzione è fruibile dal datore di lavoro solo se:

  • non è presente, nell’unità produttiva, sospensione o riduzione dell’attività lavorativa causa crisi o riorganizzazione del compartimento aziendale;
  • qualora non c’è alcuna coincidenza negli assetti proprietari tra il nuovo ed il precedente datore di lavoro, ad esempio ciò accade in caso di lavoratori licenziati nei sei mesi precedenti rispetto alla loro assunzione;
  • la comunicazione obbligatoria di assunzione viene inviata nel rispetto dei termini di legge;
  • il datore di lavoro è in regola;
  • il datore di lavoro rispetta le norme poste a tutela dell’occupazione dalla legge e dai contratti collettivi;
  • questi rispetta le norme relative alla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.

I contratti utili per inserimento agevolato nel mondo del lavoro

Il contratto di apprendistato

Assunzioni agevolate

Si tratta di uno speciale contratto di lavoro, che può essere stipulato nei confronti di giovani dai 16 ai 29 anni. In questo contratto, accanto all’obbligo del datore di lavoro di pagare la retribuzione al lavoratore, c’è l’ulteriore obbligo di garantire all’apprendista in questione una formazione professionale utile alla sua esperienza lavorativa futura.

Pur riconoscendo al contratto in questione la medesima tutela prevista per il rapporto di lavoro ordinario in materia di licenziamenti, il legislatore specifica la possibilità, per il datore di lavoro di recedere da tale rapporto di lavoro ex articolo 2118, anche senza motivazioni specifiche. Al di la di questa ipotesi il contratto di apprendistato si ritiene, dunque un contratto di lavoro a tempo indeterminato, dal quale il datore di lavoro può tirarsi indietro solo per giusta causa o giustificato motivo.

Il contratto di inserimento

Assunzioni agevolate

Il contratto di inserimento è un un altro tipo di contratto, a tempo determinato finalizzato a favorire l’integrazione o la reintegrazione dei lavoratori nel mondo del lavoro. Alla base della realizzazione di un simile contratto vi è la stesura di un progetto individuale con lo scopo di individuare un iter che consenta di adattare le competenze professionali del lavoratore ad uno specifico contesto lavorativo. Il contratto di inserimento potrà essere rilasciato nei confronti di:

  1. soggetti di età compresa tra i 18 e i 29 anni; 
  2. disoccupati di età fra i 29 e i 32 anni. In particolare ci si riferisce a coloro che , dopo aver perso un posto di lavoro o aver terminato un’attività di lavoro autonomo, siano alla ricerca di una nuovo lavoro da più di 12 mesi o da più di 6 se giovani; 
  3. lavoratori aventi più di 50 di età privi di una collocazione lavorativa; 
  4. lavoratori che vorrebbero riprendere un’attività lavorativa e che non abbiano lavorato per almeno 2 anni;