Analisi ABC: perché è importante?

autore articolo Roberta Fabozzi data articolo 31 Marzo 2020 commenti articolo 0 commenti

Analisi ABC: nel gestionale è un elemento cardine per determinare il livello d’importanza e criticità di un prodotto. È uno strumento semplice, ricorrente in statistica, basato sulla legge di Pareto e fondamentale per gestire al meglio la rotazione dei prodotti in magazzino e garantirne la produttività.

Ma di cosa si tratta e come funziona nel dettaglio l’analisi ABC? È di questo che parleremo nell’articolo di oggi, per spiegare come un principio preso in prestito dalla statistica possa essere determinante per l’aumento di produttività nella vita di un’azienda.

Statistica e legge di Pareto

Si tratta di un principio proveniente dalla statistica basato sull’identificazione di 3 categorie: A, B, C (che nel mondo aziendale corrispondono a 3 prodotti), con lo scopo di determinare il livello di rilevanza in ottica economica. La logica che domina la legge di Pareto, su cui l’analisi si fonda, è quella di causa/ effetto: il 20% delle causa genera l’80% degli effetti. Sono dati, questi, prettamente indicativi, ma comunque interessanti anche in virtù del gran numero di settori in cui la legge di Pareto è applicabile.

Per ciò che riguarda il settore gestionale di un magazzino, in base alla legge di Pareto, l’80% dei costi derivano dal 20% delle attività, e l’80% dei guadagni di un magazzino derivano dal 20% degli articoli. Dicevamo, numeri approssimativi; si tratta comunque di stime calcolate su valori massimi di efficienza derivanti da prodotti minimi a disposizione.

Dal rapporto dei valori minimi e massimi di efficienza e risorse (causa/ effetto), un’azienda avrà in mano gli elementi necessari per elaborare una strategia volta ad aumentare la produttività nel medio/ lungo termine.

Analisi ABC: ecco come funziona nel gestionale

Come funziona l’analisi nel gestionale di un magazzino? Questo 20% delle risorse a disposizione corrisponde a 3 gruppi di articoli:

 
  • Gruppo A:

In esso sono raccolti gli articoli considerati maggiormente produttivi dall’impresa, in quanto più produttivi dell’intero anno. Per questo motivo, sarà necessario provvedere ad una scorte consistente, e mantenerli al sicuro in aree protette.

  • Gruppo B:

A questa categoria, appartiene il gruppo degli articoli, cosiddetti, ‘intermedi‘, con un’incidenza sul fatturato complessivo annuo compreso fra il 15 e il 20%.

  • Gruppo C:

In ultimo, il gruppo degli articoli rari, quelli che vengono ordinati molto di rado. Per questo motivo, soprattutto in virtù di ottimizzare i costi di gestione e mantenimento del magazzino, è necessario un riordino degli stessi meno frequente.

L’analisi determina l’indice di rotazione delle scorte in magazzino in base al tasso d’incidenza che X prodotto ha sul fatturato annuo, considerato il principio cardine di massimizzazione dei guadagni e abbattimento costi superflui.

Quali sono i limiti del metodo?

Dicevamo, numeri approssimativi. Utilizzare esclusivamente quest’analisi per stimare il tasso di guadagno e produttività di un magazzino non è sufficiente per avere un quadro complessivo. Nel mondo aziendale i numeri che dettano veramente legge sono gli zeri contenuti al netto del fatturato annuo, e un’analisi approssimativa, da sola, non basta.

Ci sono anche altri parametri da tenere in considerazione per misurare il grado di efficienza e produttività di un magazzino. Per questo motivo, affinché l’analisi condotta risulti maggiormente efficace, sarà necessario aggiungere una seconda analisi incrociata dei dati: al monitoring degli articoli produttivi, s’incrociano i dati derivanti dall’analisi di un’ulteriore classificazione degli articoli in base ad un’altra logica di misurazione: il peso che hanno sul valore delle giacenze.

Tirando le somme, cosa abbiamo imparato?

Per avere una visione d’insieme più complessa ma sicuramente più precisa, è necessario non fermarsi al primo piano. Se vuoi rendere produttivo il tuo magazzino, ottimizzando costi e scorte, l’incrocio dei dati è vitale.

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