Affitto magazzino: come funziona?

Veronica Balzano 12 Settembre 2022 0 commenti

Cosa succede se si decide di affittare un parte del proprio magazzino inutilizzata? Come funziona l’affitto magazzino?

Affitto magazzino. Con il contratto di locazione ad uso non abitativo il locatore concede un immobile destinato ad un uso diverso da quello di abitazione dietro pagamento di un corrispettivo. Lo stesso funziona per l’affitto di magazzino.

La legge recante la “Disciplina delle locazioni di immobili urbani” prevede norme specifiche.

Per quanto riguarda le locazioni commerciali rientrano i contratti delle seguenti attività:

  • attività industriali, commerciali, artigianali

La legge distingue la durata del contratto a seconda delle attività, che in caso di attività commerciale e quindi di affitto magazzino non può essere inferiore a sei anni.

Le parti possono stabilire come far funzionare il diritto di recessione dal dal contratto. In ogni caso bisogna avvisare il locatore con lettera raccomandata almeno sei mesi prima.

Nel caso di introduzione di una azienda terza fate attenzione a questi punti:

  • Verificare che l’azienda svolga un’attività che possa essere combinata con l’attività principale. Una redazione di DUVRI, documento unico valutazione rischi interferenze non è dovuta ma le aziende devono valutare i rischi, e fare una redazione del proprio documento di valutazione.

I rischi devono essere ben valutati, formalizzati e condivisi.

E’ necessario gestire bene le attività del personale per definire regole chiare.

Affitto magazzino: Linee guida sulla sicurezza

Potrebbe essere necessaria la redazione di un DUVRI per la gestione dei carrelli elevatori.

E’ estremamente importante preventivare una serie di rischi. Bisogna conoscere il “business” dell’azienda affittuaria.

Ricorda di considerare eventuali certificazioni delle due aziende: norme ISO, ISO 9001, ISO 14001 o dei depositi doganali o di logistica.

Antincendio

Nel caso di affitto il certificato prevenzione incendi segue l’attività di una e dell’altra azienda.

L’utilizzo di server e parti elettriche ha implicazioni sulle eventuali certificazioni doganali delle aziende e sulla certificazione dell’impianto.

L’importante è stabilire tutto quanto necessario ad una corretta gestione dei rischi relativi alla sicurezza e al business.

Le normative di legge circa l’affitto magazzino

Quando parliamo di affitto magazzino ci riferiamo ad un particolare tipo di contratto che prende il nome di contratto di locazione ad uso non abitativo. Con questo documento si sancisce che un soggetto chiamato locatore concede a un altro soggetto detto conduttore di godere di un immobile destinato ad un uso diverso da quello di abitazione. Ciò ovviamente sarà possibile solo a patto che sia concordato un pagamento tra entrambe le parti. Lo stesso funziona per quanto riguarda l’affitto magazzino di una sola parte di esso.

La legge a cui facciamo riferimento è la 392/1978 recante la “Disciplina delle locazioni di immobili urbani”. Tale normativa prevede norme specifiche per i contratti di locazione degli immobili urbani adibiti ad uso diverso da quello di abitazione (Titolo I, Capo II, articoli da 27 a 42).

Ad esempio, nell’ambito delle locazioni commerciali fanno parte i contratti relativi agli immobili necessari alle seguenti attività,:

  • attività industriali, commerciali, artigianali (le attività, cioè, dirette alla produzione o allo scambio di beni o di servizi di cui all’articolo 2082 del c.c.)

La legge in questione fa in modo da distinguere la durata del contratto di locazione. In particolare, a seconda delle attività che vengono svolte dal conduttore nell’immobile. Ciò vale anche in caso di attività commerciale che non può essere inferiore a sei anni.

Le parti che prendono atto all’accordo possono stabilire nel contratto che il conduttore può in qualsiasi momento e per qualsiasi ragione recedere dal contratto in piena libertà, fornendo ovviamente un preavviso.

Proseguendo…

Facciamo alcuni esempi per provare a chiarire ancor meglio la questione relativa alla gestione e dei contratti immobiliari nel caso di affitto magazzino. Nel caso di introduzione nel proprio magazzino di una azienda terza bisogna fare attenzione ad alcune questioni che regolano la normale gestione delle attività industriali di entrambe le aziende:

Prima di tutto è necessario verificare che l’azienda che entra nella parte di magazzino svolga un’attività che possa dirsi complementare a quella eseguita dall’azienda di base. In questo modo le aree devono essere segmentate in modo da confinare un’area dall’altra. Nonostante ciò però si possono incontrare dei rischi.

Qualche specifica

L’oggetto del contratto di locazione è l’immobile assieme ai suoi beni accessori. Nel caso invece di un locale non predisposto ad abitazione, invece, oggetto del contratto è un complesso di beni (di cui può far parte anche un immobile) organizzato per l’esercizio di un’attività. Dunque, nell’affitto di azienda l’immobile è solo uno dei beni aziendali, e viene considerato insieme agli altri beni. Per esempio, si parla di una locazione commerciale quando un soggetto da in affitto i locali all’interno di cui esercitare l’attività commerciale. In questa situazione, per l’esercizio dell’attività d’impresa il locatore dovrà provvedere con beni propri. Parliamo invece, di affitto di azienda quando l’affittuario riceve tutti i beni necessari ad esercitare un’attività d’impresa.

Obblighi

Il contratto di affitto magazzino di cui stiamo parlando porta in se una serie di obblighi. Uno tra questi, è certamente il divieto di concorrenza che potrebbe gravare sull’affittante. Chi concede a terzi l’affitto del proprio magazzino, infatti, non può poi avviare (direttamente o indirettamente) una nuova impresa che abbia per oggetto o ubicazione o altre caratteristiche a sviare il pubblico dall’impresa alla quale si affitta l’immobile. Il divieto dura per tutta la durata dell’affitto magazzino. Se non si rispetta il patto di non concorrenza, l’affittuario può chiedere la risoluzione del contratto per inadempimento e può inoltre chiedere il risarcimento del danno.

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