Turnover magazzino: di cosa si tratta?

8 Agosto 2019 Lucia Di Noi

Il turnover magazzino è un indicatore importante. Fornisce l’andamento delle risorse presenti. Con l’indice si possono creare strategie di gestione dello stock. Inoltre sarà possibile stabilire il valore delle merci conservate.

Indice turnover magazzino

L’indice di rotazione indica il numero di volte in cui un determinato prodotto si è rinnovato. Questo, in un periodo di tempo prestabilito. L’ indice permette di calcolare qual è il tempo necessario affinché le finanze investite nelle merci vengano recuperate.

Le merci si dividono in due grandi categorie:

  • Gli articoli ad alta rotazione: questi prodotti si muovono con frequenza.
  • Prodotti a bassa rotazione: questi analizzati al fine di comprendere i motivi dello stato di fermo del prodotto.

Turnover magazzino: come si calcola?

Il valore del turnover magazzino si ottiene come? Dividendo la quantità totale venduta (a prezzo di costo) in un determinato periodo (un anno ad esempio) per la giacenza media dello stesso periodo.

Indice rotazione delle scorte = Vendite / Giacenza

Quanto più lontano si posiziona il quoziente dell’indice dal valore “uno”, maggiore sarà la rotazione delle scorte.

Un aumento del valore dell’indice è positivo in quanto vuol dire che le risorse stanno producendo valore.

Di conseguenza, l’indice va monitorato sempre ed una sua buona interpretazione può:

  • far virare un’azienda verso l’outsourcing logistico;
  • modificare termini e condizioni con i fornitori;
  • giustificare un revamping di determinate aree.

L’indice di rotazione si può anche utilizzare per il calcolo dell’indice di giacenza media. Questa calcola il tempo di permanenza in magazzino di un prodotto. In altre parole, determina il tempo necessario per la vendita dello stock di un prodotto.

La formula è:

Giacenza media in magazzino = 365 / Indice di rotazione

Questo calcolo individua gli articoli obsoleti e permette di modificare l’ ubicazione, razionalizzare gli spazi, ripensare i sistemi di stoccaggio ecc.

Indice di rotazione alto: costi onerosi

Lavorare “ad alta rotazione” presuppone però un lavoro intenso e continuo. Inoltre presenta dei costi di gestione decisamente elevati. Quando si lavora con questi parametri e a queste velocità, bisogna avere una visione aggiornata e completa delle merci e delle scorte.

Indice basso: obsolescenza

Un basso indice di rotazione indica una quantità eccessiva di stock. Inoltre un inventario immobile può diventare obsoleto.

Per evitare un eccesso di stock si effettuano sconti, svendite, offerte lampo o liquidazione.

Indice di rotazione e layout magazzino

L’indice di rotazione si riflette sia sul layout, sia sul funzionamento del magazzino:

  • Zoning: l’indice di rotazione e l’analisi ABC permetteno di pianificare il layout del magazzino e la disposizione dei prodotti.
  • La capacità di stoccaggio: la superficie disponibile per i prodotti determina sia l’allocazione degli articoli, sia la velocità di operazione.
  • I Flussi di magazzino possono essere gestiti tramite software gestionale come il nostro.

Indice di efficienza

Come verificare se il proprio indice di rotazione è competitivo?Bisogna allineare l’indice di rotazione. L’indice dovrà allinearsi con quello del settore di appartenenza.

Successivamente bisogna far ruotare le scorte. Questo ti permetterà di guadagnare vantaggio competitivo e battere la concorrenza.

Magazziniere: Quali sono i suoi compiti?

7 Agosto 2019 Lucia Di Noi

Il magazziniere si occupa della gestione del magazzino. Inoltre gestisce merci in ingresso e in uscita dal magazzino. Tutto questo e non solo ma anche lo smistamento delle merci e la compilazione e verifica della documentazione fiscale e amministrativa correlata.

Cosa fa un magazziniere?

  • Riceve furgoni, camion e rimorchi, e verifica la corrispondenza con fatture e documentazione di trasporto allegata.
  • Ispeziona la merce e rifiuta i carichi danneggiati.
  • Accetta le consegne, firma gli scontrini e le pratiche amministrative correlate.
  • Svuota i container e gli altri mezzi di trasporto.
  • Smista la merce nelle zone di stoccaggio prestabilite.
  • Preleva i prodotti dal magazzino e prepara le spedizioni.
  • Si accerta che la merce sia in orario.
  • Coordina i prelievi dei clienti.
  • Partecipa alle di picking e packing.
  • Compila i documenti di trasporto cartacei e digitali. Egli infatti, dovrà utilizzare dei software gestionali.
  • Interagisce con autisti, trasportatori, corrieri e fattorini.
  • Aggiorna i registri interni e inoltre, partecipa all’inventario del magazzino.

Competenze del Magazziniere

Il magazziniere deve saper usare carrelli elevatori e transpallet, manuali e motorizzati. Questi sono necessari perchè altrimenti non sarebbe possibile lo spostamento delle merci dalla zona di carico/scarico agli scaffali e dai mezzi di trasporto e viceversa. Di conseguenza, il magazziniere è responsabile dell’integrità e della giusta collocazione dei prodotti. Non potrà che essere una persona affidabile e precisa. Oltretutto, gli sarà indispensabile destreggiarsi tra:

  • gestione organizzativa, amministrativa e fiscale;
  • logistica di magazzino;
  • documentazione di magazzino;
  • disponibilità a lavorare su turni e flessibilità oraria.

Il magazziniere è indispensabile per qualsiasi magazzino. La logistica delle grandi aziende che si occupano di vendita al dettaglio e all’ingrosso necessita di questa figura.

Requisiti professionali

Esistono corsi di formazione professionale in ambito logistico. Questi corsi insegnano a manovrare i macchinari, compilare la documentazione. Ma non solo essi permettono di accedere alle competenze per utilizzare i software gestionali.

Molto spesso è necessario il patentino muletto. Questo attesta la competenza nella conduzione di carrelli elevatori. Potrebbe essere neccessaria oppure il possesso di patente per guidare furgoni o altri mezzi.

Credito d’imposta Formazione: Cosa bolle in pentola?

6 Agosto 2019 Lucia Di Noi

Credito d’imposta Formazione! Quali sono le novità per l’agevolazione fiscale?

Per incentivare il sostenimento delle spese atte alla valorizzazione della produttività dei lavoratori mediante la formazione di competenze adeguate, la Legge di Bilancio 2019 ha prorogato il credito d’imposta formazione con alcune novità.

Percentuale di riconoscimento dell’agevolazione

La norma è operativa anche per il 2019 con l’applicazione del decreto del Ministro dello sviluppo economico.

Tuttavia, precedentemente il credito d’imposta era pari al 40% delle spese relative solamente al costo aziendale del personale dipendente e solo per il periodo in cui era impegnato nella formazione fino ad un importo massimo annuale di 300.000 euro. La nuova norma modifica la percentuale in relazione alle dimensioni dell’azienda.

  • Le piccole imprese nella misura del 50% delle spese ammissibili di 300.000,00 euro.
  • Le medie imprese hanno il 40% delle spese ammissibili nel limite di 300.000,00 euro.
  • per le grandi imprese, l’agevolazione è pari al 30% delle spese ammissibili di 200.000,00 euro.

A chi viene riconosciuto il credito d’imposta?

Il credito d’imposta può essere riconosciuto a tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato.

Per quanto riguarda i soggetti beneficiari conviene sottolineare che l’agevolazione non è ammessa per i professionisti.

Spese ammissibili al credito d’imposta:

Le attività di formazione per l’acquisizione o il consolidamento delle competenze:

  • big data e analisi dei dati;
  • cloud e fogcomputing;
  • cyber security;
  • simulazione e sistemi cyber-fisici;
  • prototipazione rapida;
  • sistemi di visualizzazione, realtà virtuale e realtà aumentata;
  • robotica avanzata e collaborativa;
  • interfaccia uomo macchina;
  • manifattura additiva.

Le attività di formazione sono ammissibili a patto che siano disciplinate in contratti depositati presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Il credito spetta in rapporto ai costi ammissibili per l’intero periodo, a prescindere dalla data di deposito dei contratti , purché il deposito sia effettuato entro i termini stabiliti.

L’invio dei contratti costituisce “una condizione di ammissibilità al beneficio”, ma non incide sull’individuazione del termine dal quale decorre l’agevolazione.

Esterometro e monitorazione delle “fatture estere”.

5 Agosto 2019 Lucia Di Noi

Con l’avvento della fatturazione elettronica, l’Agenzia delle entrate dovrà monitorare anche “le fatture estere”. Tra i nuovi adempimenti fiscali per i titolari di partita iva, la Legge di Bilancio 2018, ha comunicato un nuovo adempimento detto Esterometro. Questo risulta essere l’ insieme dei dati relativi a operazioni effettuate con soggetti al di fuori dello Stato.

Questo nuovo obbligo nasce in concomitanza con l’ introduzione, dal primo gennaio 2019, della fatturazione elettronica.

In particolare l’art. 1 della Legge di Bilancio 2018 prevede che:

I soggetti passivi trasmettino telematicamente all’Agenzia delle entrate i dati di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato. La trasmissione telematica è effettuata entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data del documento emesso.

I soggetti obbligati e quelli esonerati

Sono obbligati tutti i soggetti Iva residenti o stabiliti in Italia.

I soggetti esonerati sono:

  • i contribuenti “minimi”;
  • i contribuenti con regime forfettario;
  • le associazioni sportive dilettantistiche ed enti non commerciali;
  • produttori agricoli in regime di esonero.

Le operazioni incluse ed escluse

Sono escluse le operazioni:

  • con bolletta doganale;
  • per cui siano emesse o ricevute fatture elettroniche con l’Sdi.

Fatturazione elettronica

Consierando che si tratta di operazioni con soggetti esteri, è irrilevante che alcune operazioni soggette a “esterometro” siano ricomprese nei modelli INTRASTAT.

Infatti, il soggetto che predispone e trasmette il modello Intra non è esonerato dallo spesometro estero.

Si possono escludere invece e cessioni all’ esportazione .

Dati da trasmettere nell’Esterometro

Gli operatori Iva residenti devono trasmettere:

  • dati del cedente/prestatore;
  • i dati del cessionario/committente;
  • la data del documento;
  • la data di registrazione;
  • il numero del documento;
  • la base imponibile;
  • l’aliquota Iva;
  • l’imposta ovvero, la tipologia dell’operazione.

Termini di presentazione dell’Esterometro

Il Provvedimento prevede che la trasmissione debba essere effettuata entro:

  • l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data del documento emesso .

Si riepilogano le scadenze previste per il periodo d’imposta 2019.

Esterometro: le sanzioni

In caso di omessa o errata comunicazione dei dati,la sanzione amministrativa applicabile sarà pari a:

  • 2 Euro per ciascuna fattura nel limite di 1.000 euro per ciascun trimestre;
  • 1 Euro per ciascuna fattura omessa o errata, nel limite di 500 euro nel caso in cui la trasmissione venga effettuata entro i 15 giorni successivi alla scadenza.

Logistica per e-commerce: Le regole da seguire!

4 Agosto 2019 Lucia Di Noi

Un efficiente logistica per e-commerce passa anche da una corretta impostazione del magazzino.

Ogni commerciante che possiede un e-commerce deve fronteggiare la logistica dello shop online ovvero la gestione degli ordini, le scorte di sicurezza, riordini, l’inventario e molto altro.

Pianificare in anticipo la logistica per e-commerce

Se parliamo di logistica per e-commerce, la prima necessità è avere il giusto livello di scorte quindi analizzare i dati.

Due sono i passi fondamentali:

Controllare gli ordini per singolo prodotto. Identificare picchi e cali della domanda.

Identificare la potenziale crescita e “leggere” il trend.

Livelli di scorte di sicurezza

Bisogna saper impostare i livelli minimi di scorte tenendo sotto stretta sorveglianza i tempi per rimpiazzare un prodotto sotto-scorta e se è possibile sopportare un’ impennata della domanda.

Conservazione delle scorte fuori sede

Con un negozio online si possono avere richieste impegnative in zone geografiche specifiche. In questo caso è consigliabile stringere accordi di stoccaggio e distribuzione con chi si trova vicino ai mercati da raggiungere.

Logistica per e-commerce e software per la gestione magazzino

Oramai sono disponibili programmi di gestione magazzino semplici e intuitivi con cui si può gestire il proprio magazzino con il minimo ammontare di errori.

Rifornire subito un prodotto esaurito

Bisogna sempre rifornirsi tempestivamente ma se ciò non accade:

  • segnala l’esaurimento del prodotto e rassicura sulla sua pronta disponibilità sul tuo sito;
  • ricordarti di riaprire ordini e spedizioni non appena questo torna disponibile.

Controllare il magazzino

Check periodici dell’inventario permettono di controllare che la situazione reale a quella telematica combacino.

Bisogna registrare sempre tutte le movimentazioni del magazzino per evitare errori e incomprensioni.

Tenere informata la clientela

E’ necessario fornire tutti i dati in tempo reale come la ricezione del pagamento, l’ invio della merce e la consegna del prodotto, alla clientela.

Automatizzare la gestione della logistica per e-commerce

Scegliere un gestionale integrato con il tuo e-commerce garantirà una migliore gestione logistica ma anche una più veloce attività amministrativa.

Precisione

Assicurarsi la documentazione di ogni movimento, lo sgombro delle zone di carico e scarico e la continua analisi è un lavoro non poco impegnativo che richiede una certa pignoleria.

Arkosoft e Softshop sono con la Onlus Soleil d’Afrique

1 Agosto 2019 Lucia Di Noi

In questi giorni siamo stati contattati da un associazione di volontariato, la onlus Soleil d’Afrique, che si impegna ad aiutare le popolazioni più povere del Benin. Avevano la necessità di acquistare il nostro software gestionale di magazzino. Tuttavia, a fronte della comprensione del grande lavoro che stanno attuando, abbiamo deciso di regalarglielo. Volevamo, anche noi, fare le nostra parte e donare il nostro piccolo contributo ad un causa importante come questa. Non è facile portare avanti progetti tanto impegnativi e ogni piccolo aiuto è preziosissimo.

La ONLUS soleil d’ Afrique nasce in Italia nel 2007 e costruisce una filiale in Benin nel 2009. Lo scopo che si prefigge questa ONG è quello di dare il massimo supporto possibile alle popolazioni rurali della savana in Benin e nei Paesi limitrofi dell’Africa dell’Ovest. I progetti che stanno portando avanti sono: un ospedale oculistico mobile e un itinerante scuola Agro Alimentare. 

Lo staff è formato dal presidente, Danilo Tonin, un missionario laico aiutato dalla moglie Do Rego Florentine e dalla signora Coffi Claudine. Vengono aiutati nel loro lavoro da 10 persone del posto che operano nelle figure di infermieri, tecnici, autisti e cuochi. Inoltre, ogni due settimane, tre oculisti volontari italiani prestano il loro aiuto per questa ONG.   

Soleil d’Afrique gode di un ottimo rapporto con le istituzioni locali e nel 2014 le è stata conferita “l’Accord de Siège”. Grazie a questo riconoscimento hanno avuto alcune agevolazioni come l’esenzione dall’IVA del Benin, l’esenzione dalle tasse doganali e dalle tasse statali.                                                                   

Il Benin 

        

Il Benin è un paese francofono dell’Africa dell’Ovest. Si affaccia a sud sul Golfo del Benin, dove la costa misura circa 120 km, confina a ovest con il Togo, a est con la Nigeria e a nord con Burkina Faso e Niger. Il Benin, ufficialmente Repubblica del Benin, precedentemente conosciuto con il nome di Dahomey conta ben 11,200,000 abitanti. Il nome Dahomey fu cambiato nel 1975 in Repubblica Popolare del Benin, per la sua neutralità, visto che nel paese convivono più di cinquanta differenti gruppi linguistici e quasi altrettante etnie tra cui i Fons, gli Adjas e gli Yorubas. Il tasso di nascite è del 36%, di morte del 8,21% e il tasso di mortalità infantile è del 55,68%.

Il 45% della popolazione ha meno di 15 anni. La povertà che dilania questi territori costringe i giovani a dei lavori precari e, a volte, a lasciare la propria terra ed emigrare verso l’Europa. L’ospedale centrale, a causa dei prezzi elevati e dello scarso tasso di riuscita delle operazioni, non è adeguato alla situazione vigente nel territorio. Questo è uno dei tanti motivi per il quale è nato il loro “Hopital Italien”.

Le strutture sanitarie del luogo oltre a non essere efficienti, sono lontane, costose e difficili da raggiugere. La soluzione ideata da questa ONG è stata quella di organizzare un l’Ospedale Mobile su Camion e Itinerante per i villaggi della Savana. Questo Ospedale mobile visita e opera coloro che non hanno il denaro necessario per le cure.

Non possiedono una sede ma solo i loro 4 camion , tre dei quali con funzione di sala operatoria.

Onlus Soleil d’Afrique:Ospedale Mobile Oftalmico

 L’ “Hopital Italien Soleil d’Afrique d’Ophtalmologie” ha iniziato la sua missione nel 2012. I quattro camion dispongono rispettivamente di una sala operatoria, un secondo come il primo ma avente anche la funzione di farmacia, un terzo con un macchinario che climatizza il primo camion e un quarto che si occupa delle visite giornaliere.

Precedenti Missioni

Le missioni portane a termine sono state effettuate nei territori del Bohicon, Abomey, N’dali, Azove, Ganvié e a Savalou. La richiesta di aiuto e di cure mediche è ingente ed molte volte non si riesce ad aiutare tutte le persone che ogni giorno si presentano. Le principali operazioni vengono effettuate per la cataratta e le persone aspettano anche tutta la notte per accedere alle cure per primi.

Scuola Agro Alimentare Itinerante

La scuola agro alimentare ha lo scopo di fornire alla popolazione locale la possibilità di ottenere il meglio dai propri terreni. In Benin si raccolgono tra le 1 e le  1,5 tonnellate di mais per ettaro di terreno, mentre in Italia se ne raccolgono tra le 8 e le 10 per ettaro. Il loro impegno sta nell’insegnare le tecniche necessarie al fine di renderà più fertile la loro terra e migliorare, di conseguenza, le loro condizioni di vita.

Onlus Soleil d’Afrique: Missione 2019/20

Nell’agosto 2019 i loro camion lasceranno Abomey-Calavi e partiranno inizialmente per raggiungere altre zone bisognose di aiuto tra cui Phaou, Ouidah, Grand-Popo e infine nel Febbraio 2020 Tori-Bossito e Allada prima di fare ritorno ad Abomey-Calavi. Il camion visiterà i villaggi adiacenti a queste “città”.

Il loro impegno nel portare avanti i loro obiettivi ci ha commosso e ci spinto a dare il nostro contributo. Vi consigliamo di dare un’ occhiata al loro sito https://soleildafrique.jimdo.com/ e informarvi sul loro lavoro. Siamo sicuri che questo aprirà i vostri occhi su una realtà ben diversa dalla nostra.

Fattura accompagnatoria: cos’è e a cosa serve?

29 Luglio 2019 Lucia Di Noi

Cos’ è la fattura accompagnatoria?come si fa? Vediamo insieme le caratteristiche di questo documento a metà strada tra una fattura e un documento di trasporto.

Vediamo innanzitutto quali sono le normative vigenti per ciò che riguarda la fatturazione!

Troviamo tutto nell’art. 21 del D.P.R. 633/1972 che afferma che la fattura va emessa entro le ore 24 dello stesso giorno nel quale viene effettuata l’operazione e inoltre:

  • Quando ci riferiamo a cessioni di beni immobili assume rilevanza il momento della stipulazione del contratto;
  • Per la cessione di beni mobili il momento della consegna o della spedizione è quello significativo;
  • Le prestazioni di servizi hanno come momento saliente il pagamento del corrispettivo.

Nell’ esatto “momento impositivo” scatta l’obbligo di emissione di fattura: documento che certifica l’operazione.

La fattura viene definita immediata quando viene emessa entro le ore 24 del giorno dell’operazione. Il documento deve essere emesso e consegnato o spedita al cliente entro lo stesso giorno.

Per la fattura differita, la si può emettere entro il giorno 15 del mese successivo all’operazione.

In particolare:

  • Quando abbiamo cessioni di beni con consegna o spedizione verificata da un documento di trasporto (D.D.T.) o da altro documento idoneo può essere emessa una sola fattura, recante il dettaglio delle operazioni, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione.
  • Lo stesso vale per prestazioni di servizi individuabili attraverso idonea documentazione.

La fattura accompagnatoria

La fattura accompagnatoria ha, allo stesso tempo, le caratteristiche e gli obblighi di un Documento Di Trasporto DDT e di una fattura immediata. Si emette nel momento in cui vi è una cessione di beni che devono essere trasferiti presso il cliente. Questo genere di fattura non può essere utilizzata per prestazione di servizi.

La fattura accompagnatoria necessita degli elementi obbligatori classici delle due tipologie di documenti (fattura e DDT): gli elementi della normativa IVA con relativi riepiloghi per aliquota e dovrà contenere gli elementi relativi al trasporto.

Giacenza in magazzino: Alcuni punti da tenere a mente

26 Luglio 2019 Lucia Di Noi

Nella gestione aziendale, la giacenza in magazzino costituisce un punto critico da non sottovalutare. Possono esserci ripercussioni sia economiche, che operative e finanziarie.

Giacenza in Magazzino

Calcolare le rimanenze è un dato di fondamentale importanza per la valutazione di un’azienda. Di conseguenza non bisogna mai sottovalutare questo fattore in quanto potrebbe condizionare il rendimento del tuo lavoro.

Generalmente l’inventario viene fatto alla chiusura. Tuttavia le aziende meno organizzate rilevano delle dissonanze tra il conteggio fisico e quello presente nelle registrazioni contabili.

Considerando che la variazione di magazzino e l’utile di esercizio sono in relazione diretta (+10 variazione rimanenze = +10 utile, e viceversa), perdere traccia delle rimanenze significa non poter più monitorare effettivamente redditività e margini aziendali.

Cosa fare per evitare questo tipo di incidenti nella giacenza in magazzino?

Effettuare una stima trimestrale della giacenza in magazzino

La stima può variare in base alla tipologia di attività e alla quantità di articoli. Generalmente le difficoltà che si possono affrontare sono proporzionali al capitale immobilizzato. Detto questo, risulta fondamentale adottare una contabilizzazione particolarmente meticolosa.

Generalmente le dinamiche di entrata e uscita sono ripetitive e usuali ma questo non risparmia, sicuramente, da possibili incovenienti e conseguenze inaspettate.

E’ necessario essere sempre in grado di fare una stima anche solo approssimativa al fine di tenere sotto controllo la validazione dei numeri di conto economico.

Perchè si presentano dati con scostamenti significatifi?

  • sono accaduti fatti sfuggiti alle registrazioni.
  • stime errate in partenza.

Analizzare il valore della giacenza in magazzino

Avendo una considerevole gamma di prodotti, solo il 20% di questi costituiscono il 70%-80% del valore totale.

In effetti, il valore non è omogeneo e ben distribuito.Non è quindi necessario controllare tutte le giacenze ma possiamo dedicarci, in partcolare, a quel 20% di articoli che costituiscono la maggior parte del valore.

Semplificare è la parola chiave in queste circostanze e soprattutto quando il magazzino ha esigenze di gestione impegnative, in quanto grande e articolato.

Le scorte

La gestione delle scorte è la dinamica con cui formano le nostre rimanenze . Per questo bisogna sempre controllarla.

Con questa logica non ci saranno situazioni di sovraccarico o sottocarico del magazzino. Bisogna programmare costantemente entrate e uscite.

  • Il magazzino non deve contenere troppa merce ferma. Piuttosto dovrebbe essere preferibile svendere in modo da eliminare quei prodotti che non girano.
  • Le scorte aumentano nel momento in cui si registrano dei cali nelle vendite.

Coinvolgere gli operativi

Tutte queste dinamiche non possono essere gestite da una singola persona .Di conseguenza, è necessario coinvolgere tutti i soggetti dell’azienda.

È importante condividere le logiche di approvvigionamento con l’ufficio acquisti o con chi si dei fornitori.

Lo stesso vale per gli addetti. Le informazioni devono essere disponibili per tutti.

Report semplici e bilanci intuitivi

In particolar modo è indispensabile analizzare le rimanenze dettagliatamente. Utilizzare report direzionali, che aiutino l’imprenditore e i suoi collaboratori.

Per questo, il linguaggio deve essere semplice e diretto, per consentire a tutti di capire.

I prospetti di conto in cui appaiono rimanenze finali e iniziali in sezioni contrapposte sono poco pratiche.Nel Conto Economico sono importanti le variazioni ovvero la somma algebrica delle rimanenze del magazzino. Inserire i totali di rimanenza iniziale e finale distorce i totali e crea confusione.

Per concludere…

Questi punti possono si essere utili ma poi ovviamente sta alla singola azisenda trovare il proprio equilibrio nella gestione.La cosa importante da tenere a mente è la precisione.

Cedolare secca:legge di Bilancio 2019

25 Luglio 2019 Lucia Di Noi

Una delle novità maggiormente rilevanti della legge di Bilancio 2019 riguarda la cedolare secca.

Nella Legge di Bilancio 2019 (Legge n. 145/2018) troviamo l’estensione della sua applicazione al reddito derivante dalla locazione di alcune tipologie di immobili commerciali.

Cos’è e come funziona la cedolare secca?

Il suo regime concerne l’ imposta dei redditi derivanti dalla locazione di fabbricati e prevede l’applicazione di una tassazione sui redditi da locazione sostitutiva di:

  • IRPEF,
  • addizionali,
  • imposte di bollo e di registro

Possono accedervi solo le persone fisiche che percepiscono redditi immobiliari che derivano da contratti di locazione di immobili ad uso abitativo.

I requisiti sono:

  • Locazione ad uso abitativo;
  • Unità immobiliare accatastata nel gruppo A .

Le aliquote della cedolare secca sugli affitti pari al 21% o al 10%. In quest’ultimo caso la si può applicare solo per:

  • I contratti a canone concordato in Comuni con mancanza di soluzioni abitative;
  • contratti d’affitto per studenti universitari;
  • nei Comuni soggetti a calamità naturali.

La cedolare secca consente, oltre all ’applicazione dell’imposta sostitutiva del 21% (o del 10%) anche l’esonero dal versamento dell’imposta di bollo o di registro.

L’art. 1, comma 59 dispone che Il canone di locazione relativo ai contratti stipulati nell’anno 2019, aventi ad oggetto unità immobiliari C/1, di superficie fino a 600 metri quadrati, può essere assoggettato al regime della cedolare secca con l’aliquota del 21%.

  • Tale regime non è applicabile ai contratti del 2019, nel momento in cui alla data del 15 ottobre 2018 risulti in corso un contratto non scaduto, tra i medesimi soggetti e per lo stesso immobile.

Soggettivamente i nuovi contratti di locazione commerciale (categoria C/1) possono essere stipulati:

  • dal locatore, persona fisica che opera come “privato” ;
  • il locatario (diversamente per la cedolare secca degli immobili abitativi).

Oggettivamente invece si può applicare la cedolare secca “commerciale” ai redditi derivanti da contratti di locazione relativi ad unità immobiliari:

  • Categoria catastale C/1 (negozi e botteghe), quindi escluse le altre categorie relative ad immobili strumentali (A/10), (D) o (C/3).
  • Con superficie fino a 600 mq.

Da un punto di vista temporale si prevede che:

  • La “nuova” cedolare secca si applica solo ai contratti di locazione stipulati nel 2019;
  • Il nuovo regime non è applicabile ai contratti del 2019, qualora alla data del 15.10.2018 risulti in corso un contratto non scaduto.

Conseguentemente l’applicazione è possibile soltanto durante la stipulazione di un nuovo contratto nel 2019 a seguito della scadenza naturale alla data del 15.10.2018.

Per aliquota e base imponibile si può applicare esclusivamente l’aliquota del 21% sull ’intero canone di locazione relativo a contratti del 2019.

Prima nota: cos’è e in che modo redigerla

24 Luglio 2019 Lucia Di Noi

La prima nota cassa è un registro delle entrate e delle uscite della nostra cassa. Necessaria al fine di controllare e ordinare i movimenti con i contanti di una qualsiasi attività.

Si può utilizzare la prima nota anche per registrare dei movimenti bancari. Questi andranno poi confrontati con il saldo in banca per verificare che la somma sia corretta. In caso di registrazione dei movimenti bancari, si parla semplicemente di prima nota.

Controllare spese e contanti è necessario al fine di prevenire l ‘insorgere di cattive soprese. Oltretutto è utile per tenere traccia della propria contabilità. Buona norma è una consegna periodica della prima nota al proprio commercialista.

Come si fa ?

Questo documento è composto da una tabella avente per ogni riga un’operazione di entrata o uscita. Le informazioni da inserire sono le seguenti:

  • data dell’operazione
  • descrizione
  • importo
  • nella colonna uscite se si tratta di una spesa
  • nella colonna entrate se si tratta di un’entrata
  • riferimento del documento fiscale come nr. di scontrino o fattura
  • il saldo della cassa dopo l’operazione

Quando devo redigerla?

  • per l’incasso di un corrispettivo relativo all’ emissione di una ricevuta
  • con il pagamento e/o la ricevuta di una fattura di acquisto
  • per bolli, affitti
  • per il versamento di contanti in banca
  • quando devi prelevare contanti (in banca o allo sportello bancomat)

Bisogna registrare tutte le operazioni bancarie o con la carta di credito quando si ha la necessità di fare una prima nota generica.

Quali sono gli strumenti per redigere la prima nota?

Lo strumento più semplice è un blocco di fogli con la tabella prestampata. E’ ovvio il calcolo del saldo dovrà avvenire, poi, con la calcolatrice.

Si potrebbe, in alternativa, utilizzare un foglio di calcolo con il software Excel, nel quale si possono sommare le entrate, sommare le uscite e aggiornare il saldo totale.