Fatturazione elettronica tra privati: guida e Faq

14 Luglio 2018 admin

Il prossimo 1 gennaio 2019 sarà una data molto importante e da segnare nel calendario. Nel primo giorno del nuovo anno infatti entra in vigore una disposizione di rilievo, contenuta nella Legge del Bilancio del 2018. Essa prevede l’obbligo inflessibile di una fatturazione elettronica tra i privati.

La fatturazione elettronica è da intendersi relativamente a prestazioni di vari servizi, che sono state  fatti tra individui indentificati all’interno dello Stato. I primi a iniziare a questo percorso e a inaugurare questa nuova disposizione saranno i distribuitori dei carburanti, che saranno quindi le cavie di questo nuovo provvedimento.

Ma già dal primo luglio tutto è iniziato. Infatti in quella data è partito l’obbligo di fatturazione elettronica per lubrificanti e carburanti.Non bisogna dimenticare che questo provvedimento sarà anche legato a quelle partite Iva che ne fanno richiesta, e che vogliono avere il diritto alle detrazioni  fiscali da quella data in poi.

C è un altra categoria che avrà questa scadenza anticipata del primo luglio e cioè i soggetti subappaltatori e subcontraenti della Filiera delle imprese, che hanno firmato un contratto di appalto  per le loro prestazioni con una Pubblica Amministrazione.

La Fondazione studi consulenti del Lavoro si è presa la briga e l’impegno di distribuire una guida dettagliata,attraverso una circolare che è stata pubblicata, dopo che recentemente l’Agenzia delle Entrate ha dato disposizioni, con 2 provvedimenti territoriali e una circolare.

 La fatturazione elettronica:cosa dice la Guida dei Consulenti

Questa guida è sicuramente molto importante, perchè è stata creata con l’obiettivo di chiarire tanti dubbi che comprensibilmente si sono creati tra i cittadini.  Quindi chi la scaricherà, avrà tantissime risposte alle sue domande.

Scoprirà per esempio  il ruolo riservato ai Consulenti del lavoro in materia di fatturazione elettronica. Invece per quanto riguarda il SDI, la guida ne svela la tempistica dei controlli e gli strumenti che si possono usare sia per la ricezione che per la trasmissione della fattura elettronica.

Infine rivela cosa succede quando il SDI è impossibilitato a recapitare la fattura al destinatario. Ma gli argomenti trattati in questa guida sono tantissimi e molto vari perchè la materia è abbastanza complessa e piena di variabili.

Ne andremo a sviscerare insieme alcuni nel prossimo paragrafo, per poi concludere svelando alcune delle risposte presenti in questa accurata guida, che possono essere utili anche a chi ha la partita iva con regime forfettario, molto comune in questo periodo storico  tra i liberi professionisti e i freelance.

 

 

Come abbiamo detto prima, gli argomenti trattati nella guida sono veramente tantissimi e si toccano vari punti importanti. Per esempio vengono spiegate nel dettaglio, il contenuto preciso della fattura elettronica e soprattutto quali sono le operazioni che sono comprese nell’obbligo di emissione, che è nuovo, e che è iniziato il 1 luglio 2018.

Inoltre la guida descriverà come deve agire un lavoratore che va spesso in trasferta, per avere la possibilità di fare benzina con la sua carta di credito personale, nel caso in cui non possiede una aziendale. Saranno descritti anche i parametri che permettono di dedurre il costo del carburante sia per detrarre l’Iva e sia ai fini delle imposte dirette.

Altre due punti fondamentali, e da citare, riguardano le persone che possiedono la partita iva in Regime forfettario o il regime di vantaggio e come muoversi per la cessione di carburante a tutti quei consumatori che non hanno nessun tipo di partita iva.

Nel prossimo paragrafo andremo a svelare alcune delle risposte presenti nella guida relativa alla fatturazione elettronica.

Guida fatturazione elettronica: alcune risposte

Una delle risposte presenti nella guida relativa alla fatturazione elettronica riguarda le modalità di pagamento che consentono sia la detraibilità dell’Iva e la deducibilità del costo.

Per quanto riguarda il primo punto i metodi di pagamento sono tanti e cioè assegni postali, circolari e bancari e anche quelli elettronici:inoltre vanno inclusi il bonifico bancario e postale, bollettino postale e infine carta prepagata, di debito o credito, che sono strumenti di pagamento elettronico, che permettono l’addebito in conto corrente.

Anche per il secondo punto la risposta è uguale, in quanto l‘Agenzia delle Entrate ha dichiarato che, gli strumenti di pagamento riguardanti la detraibilità dell’Iva sono idonei anche per la deducibilità del costo, facendo riferimento alla coerenza del sistema e al fatto che non risultano indicazioni contrarie nella legge 205 del 2017.

Nella guida si risponde anche al quesito riguardante la possibilità per un cliente di delegare un Consulente del Lavoro per la consultazione delle fatture elettroniche. La risposta è si ed è possibile farlo attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate.

Nel paragrafo precedente abbiamo fatto riferimento ai possessori della partita iva con regime forfettario e la guida a tal proposito, chiarisce che essi sono esenti dall’obbligo di emettere la fattura elettronica, e in tal senso si è avuta la conferma anche da una decisione del Consiglio dell’Unione Europea del 16 aprile 2018.

La Guida riguardante la Fatturazione elettronica è quindi uno strumento prezioso per risolvere molti dubbi su una materia molto complessa, ma importante.

 

Agenzia delle entrate: controllo della Partita Iva

17 Aprile 2018 Cindy Nicole

Sempre più persone negli ultimi anni hanno deciso di mettersi in proprio e aprire una Partita Iva per svariate ragioni.

Fare questa scelta in Italia in questo periodo storico non è facile e anzi ci vuole molto coraggio, ma chi decide di mettersi in gioco deve farlo con consapevolezza e informandosi bene per evitare problemi.

Ultimamente, l’Agenzia delle Entrate ha iniziato a controllare più severamente per evitare le frodi: con il provvedimento del 12 giugno 2017 vengono stabilite le modalità di attuazione dei controlli.

Cos’è la partita Iva?

La partita iva è una serie con 11 numeri. I primi sette numeri riguardano il contribuente, 3 il codice dell’agenzia delle entrate e uno ha il carattere di controllo.  Non ci sono spese inizialmente per aprirla, tranne l’eventuale contributo da dare al commercialista, nel caso tu dovessi consultarlo.

Quali sono le nuove modalità di controllo dell’Agenzia delle Entrate?

L’Agenzia delle Entrate avvierà una serie di controlli nei confronti dei titolari di partita Iva nelle seguenti modalità e anche mediante controlli diretti sul luogo di esercizio dell’attività prevalente.

L’attività di monitoraggio e riscontro sul possesso dei requisiti oggettivi e soggettivi verrà effettuata mediante:

  1. controlli formali, per riscontrare la veridicità dei dati dichiarati all’atto di attribuzione della partita Iva o della comunicazione dell’inserimento nella banca dati del Vies;
  2. controlli sostanziali, per riscontrare la corrispondenza di attività dichiarata con quella effettuata, la corrispondenza della sede d’esercizio dichiarata con quella effettiva e la corrispondenza tra soggetti titolari di partita Iva e loro effettivi utilizzatori.

I controlli verranno effettuati entro 6 mesi dalla data di attribuzione della partita Iva o della comunicazione dell’iscrizione nel Vies.
Potranno essere ripetuti ogni qual volta si verifichino mutamenti riguardanti gli elementi di rischio o siano riscontrate incoerenze tra dati dichiarati e dati a disposizione dell’Agenzia delle Entrate.

Come verificare una partita Iva

L’agenzia delle Entrate mette a disposizione degli strumenti online, accessibili da chiunque, per controllare la validità della Partita iva.

Provane uno cliccando qui.

Come vedi è molto semplice utilizzarlo. Ti basta sapere il numero di partita iva che vuoi verificare e inserire un codice di sicurezza, generato in automatico dal sito.

Se la partita iva è correttamente registrata in Anagrafe tributaria, viene visualizzato un messaggio di risposta che riporta:

  1. lo stato – attiva, sospesa (in caso di affitto d’azienda), cessata
  2. la denominazione o il cognome e nome del titolare
  3. la data di inizio attività e le eventuali date di sospensione/cessazione
  4. l’informazione (eventuale) se la partita Iva è di un Gruppo Iva o di un partecipante a un Gruppo Iva

A cosa serve verificare una partita iva?

L’utilità principale è verificare l’affidabilità della controparte commerciale, scoprendo se la sua partita iva esiste e se ha l’autorizzazione ad effettuare operazioni intracomunitarie.

Quali sono i vari tipi di regime?

Il regime forfettario ha di fatto sostituito quello dei minimi ed è conveniente specialmente per chi è indipendente e non ha collaboratori e per chi fa bassi volumi.
In breve prevede il limite annuo di fatturato di 30 mila euro, contributi inps previdenziali al 27, 72 per cento e imposta sostitutiva dell’irpef e delle addizionali pari al 5%.

Il regime ordinario è da preferire quando si hanno più costi in quanto il loro ammortamento riduce lo svantaggio che si ha nei confronti dei minimi. Esso prevede una tassazione Irpef del 23 per cento che sale in base al reddito, addizionali comunali e regionali pari circa al 2%, contributi previdenziali INPS che variano a seconda della cassa dove si versa.
In ogni caso prima di iniziare questo percorso è consigliabile rivolgersi a un professionista affidabile.

Mettersi in proprio: come gestire il proprio magazzino

Oltre alle incombenze fiscali per fare un buon lavoro come imprenditori è necessario gestire bene il proprio tutto il magazzino e anche l’aspetto delle fatturazioni, in modo da evitare problemi. In questo senso la tecnologia è molto d’aiuto in quanto attraverso i software gestionali permette di facilitare tutte le operazioni, riducendo i margini di errore. Da questo punto di vista Softshop è l’ideale per darti una mano!

Infatti con questo software potrai gestire le fatture della tua attività commerciale in maniera facile, comoda e intuitiva. Collegati al sito https://softshop.it/acquista.html e scegli il prodotto più adatto alle tue esigenze.