Scegliere un socio d’affari, come selezionarlo evitando errori madornarli

autore articolo admin data articolo 16 giugno 2018 commenti articolo 0 commenti

Hai in mente di aprire un’attività,  la tua attività si sta ampliando e non riesci più da solo a tener fede a tutti gli impegni presi, forse è arrivato il momento di trovare un nuovo socio/ collaboratore fidato per condividere le responsabilità e gli obblighi che si presentano ogni giorno nella tua attività.

Non è facile trovare e scegliere persone , a cui affidare compiti specifici e a volte gravosi e ti devono mettere al riparo da delusioni, o peggio ancora perdite di credibilità di fronte ai tuoi clienti.

Con un colloquio, dei testi psico attitudinali, o dandogli dei compiti “spinosi” ma che non arrechino danni a medio lungo termine alla tua attività mettendo alla prova le sue attitudini e le sue competenze.

Ogni volta che il mondo vede una persona di successo, nota solo la gloria pubblica, e mai i sacrifici fatti in privato per raggiungerla.
(Vaibhav Shah)

Un metodo veloce, intuitivo e immediato la regola della 4 C

Questo metodo messo a punto dall’imprenditore Nicola Mattina  la regola delle 4 C aiuta nella ricerca del socio/collaboratore perfetto: quali caratteristiche deve avere?

Innanzitutto la Competenza per il lavoro che andrà a svolgere, ese questa deve essere molto specifica o sapersi destreggiare tra varie mansioni: utile, ad esempio, può essere la reputazione di cui il papabile socio/collaboratore gode sia online che offline, avvalendosi di strumenti come LinkedIn o pagine aziendali, il suo background lavorativo.

Il futuro socio/collaboratore, inoltre, dovrebbe rispondere ad alcuni requisiti circa il Carattere: non solo dovete andare d’accordo, ma il tuo collaboratore deve essere in grado di capire il valore della negoziazione, delle decisioni, del compromesso, deve essere “capace di realizzare” e portare idee nuove o di realizzare i propri compiti in modo anche diverso e inusuale, ma soprattutto più efficiente. Non ignorare segnali chiari di poca empatia tra le due parti.

La terza C riguarda la Comunione di Intenti: se si vuole raggiungere un determinato obiettivo, è importante che le parti siano perfettamente consapevoli del tempo da impiegare delle risorse da mettere a disposizione, quindi concretezza a problem solving che presuppone una mente molto plastica e non rigida. La propensione al rischio è la stessa?

Infine, l’ultima C è un riassunto del contesto sociale del futuro socio: sta per Consorte, e prende in considerazione la famiglia, valori ed eventuali influenze che la persona può subire nel corso del tempo. “Conoscere l’ambiente familiare del futuro socio/collaboratore a inquadrarne il carattere”, commenta Mattina. E aiuta a capire anche quanto queste persone potrebbero influenzare le decisioni del socio.

Ok, ma come svolgo il colloquio?

Dopo aver posto le basi per le norme del socio perfetto, è importante capire quali caratteristiche ha il socio perfetto per te: prima del colloquio, crea un identikit e usalo come guida, ma senza essere troppo rigidi. Potresti ad esempio cercare competenza nel mercato, risorse disponibili, capacità di lavorare in team, ecc.
Potrebbe essere utile, inoltre, chiedere che eventuali competenze specifiche siano certificabili, o documenti riguardanti eventuali esperienze pregresse (la sua vecchia società ha pendenze? La persona è un buon pagatore?
Dove Inizio al ricerca, il passaparola può essere affidabile?

Dobbiamo avere piena fiducia del nostro nuovo socio/collaboratore, l’unico modo per testarlo e presentargli un compito, o un progetto e capire come lo risolverebbe. Avete comunione di Intenti oppure siete la luna e il sole, ascolta è collaborativo ?

Per poter valutare al meglio un potenziale socio occorre mettere in preventivo di spendere un po’ di tempo per approfondirne la conoscenza. Solo in questo modo potremo evitare contrasti e vedere la vostra società crescere. Dopotutto, prevenire è meglio che curare.