Come si predispone una fattura elettronica

10 Gennaio 2019 admin
Scopriamo insieme come si predispone una fattura elettronica.
Per compilare una fattura elettronica è necessario disporre di:
  • un PC ovvero di un tablet o uno smartphone
  •un programma (software) che consenta la compilazione del file della fattura nel formato XML previsto dal    provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 30 aprile 2018.
L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione gratuitamente 3 tipi di programmi che consentono di capire come si predispone una fattura elettronica:
  •una procedura web, utilizzabile accedendo al portale “Fatture e Corrispettivi” del sito internet dell’Agenzia
  (per l’uso di tale procedura occorre disporre di una connessione in rete)
  •un software scaricabile su PC (tale procedura può essere utilizzata anche senza essere connessi in rete)
  •un’App per tablet e smartphone, denominata Fatturae, scaricabile dagli store Android o Apple (per l’uso di tale procedura occorre disporre di una connessione in rete).
Tali procedure sono rivolte soprattutto agli operatori che emettono un numero
contenuto di fatture e sono soliti predisporle con gli usuali programmi di videoscrittura
ovvero su modelli prestampati di carta. Per le informazioni di dettaglio su tali
procedure si rinvia alla sezione di questa guida denominata “I servizi gratuiti offerti
dall’Agenzia delle Entrate”.
In alternativa, è possibile utilizzare software privati individuabili in internet
(soprattutto quelli rilasciati dagli stessi produttori dei software gestionali utilizzati dagli

operatori per predisporre e registrare in contabilità le fatture).

Fattura elettronica e fattura cartacea

9 Gennaio 2019 admin
Fattura elettronica e fattura cartacea si differenziano, in generale, solo per due aspetti:
  1. Va necessariamente redatta utilizzando un pc, un tablet o uno smartphone
  2. Deve essere trasmessa elettronicamente al cliente tramite il c.d. Sistema di Interscambio (SdI).
L’ SdI è una sorta di “postino” che svolge i seguenti compiti:
  • verifica se la fattura contiene almeno i dati obbligatori ai fini fiscali (art. 21 ovvero 21-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633) , l’indirizzo telematico (c.d. “codice destinatario” ovvero indirizzo PEC) al quale ilcliente desidera che venga recapitata la fattura
  • controlla che la partita Iva del fornitore (c.d. cedente/prestatore) e la partita Iva ovvero il Codice Fiscale del cliente (c.d. cessionario/committente) siano esistenti. In caso di esito positivo dei controlli precedenti, il Sistema di Interscambio consegna in modo sicuro la fattura al destinatario comunicando, con una “ricevuta di recapito”, a chi ha trasmesso la fattura la data e l’ora di consegna del documento.

Fattura elettronica e fattura cartacea

In definitiva, quindi, i dati obbligatori da riportare nella fattura elettronica sono gli stessi che si riportavano nelle fatture cartacee oltre all’indirizzo telematico dove il cliente vuole che venga consegnata la fattura.
Restano valide le regole che consentono di predisporre la c.d. “fattura (elettronica)
differita” entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione,
nel rispetto delle disposizioni previste dall’articolo 21, comma 4 lett. a), del Dpr n. 633/72.
Dal punto di vista operativo, questa disposizione può consentire all’utente di avere più
tempo per predisporre e trasmettere al SdI la fattura elettronica, fermo restando l’obbligo
di rilasciare al cliente al momento dell’operazione un documento di trasporto o altro
documento equipollente anche su carta.
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Fattura e DDT: caratteristiche principali

8 Gennaio 2019 admin

Vediamo insieme nel dettaglio, in questo articolo, le caratteristiche fondamentali di due documenti importanti come fattura e ddt.

La fattura

Questo è, di fatto, un importantissimo documento fiscale obbligatorio che viene emesso da un soggetto fiscale con la finalità di comprovare un avvenuta cessione di beni o prestazione di servizi e da diritto a chi emette questo documento di riscuotere il prezzo della prestazione. L’ emissione di una fattura viene chiamata fatturazione. La fattura è formata da una parte descrittiva e una parte tabellare.

SOFTSHOP  può gestire fattura e ddt, ovvero documenti di trasporto, in automatico.
Il documento fiscale verrà prodotto in più copie per consentire la raccolta negli archivi del venditore e del compratore. La fatturazione digitale avviene tramite files pdf.

Il Modulo Fatture consente di emettere e conservare le vostre fatture di vendita, in modo semplice e veloce; tutti i dati infatti, vengono inseriti tramite una finestra che richiama l’aspetto della fattura finale, ideale per la stampa.

NOTA: con la versione Gratuita, è possibile emettere fino a un massimo di 50 fatture; tale limite non è superabile, anche cancellando una o più fatture.

Per visualizzare i prodotti di una fattura, occorre spuntare l’opzione Visualizza prodotti nella Fattura dopo avere selezionato (cliccandovi sopra) una fattura.Per visualizzare quelle di altri anni o periodi, occorre effettuare una ricerca per Data, e poi sulla finestra che si apre potrete utilizzare le due icone a calendario di Data Inizio e Data Fine e infine premere sul bottone cerca.

Il documento di Trasporto

Abbreviato per comodità  in DDT,  ha sostituito dal 1996 la bolla di accompagnamento, abrogata dal 27 settembre del 1996.

Questo documento viene redatto per giustificare il trasferimento di un materiale da un cedente ad un cessionario attraverso un trasporto, che potrà essere effettuato in conto proprio dal cessionario della merce o dal cedente, oppure affidato ad un vettore (trasportatore). Il documento, emesso prima della consegna della merce, deve indicare tutti gli elementi principali dell’operazione.

Il DDT è in formato libero, le dimensioni o la grafica dello stesso sono a discrezione di chi lo emette, e deve redatto emesso in almeno due copie: una per il mittente, l’altra per il cessionario che la porterà con se durante il trasporto della merce. L’eventuale terza copia sarà prodotta per il vettore ed utilizzata dallo stesso successivamente per comprovare l’avvenuto servizio.

Deve riportare i seguenti dati:

• Numero progressivo
• Data
• Generalità del cedente, del cessionario e dell’eventuale incaricato al trasporto
• Quantità dei beni trasportati
• Descrizione dei beni trasportati
• Motivo del trasporto (vendita, conto lavorazione, prestito d’uso, ecc.)

Flat Tax nel 2019 per possessori di partita IVA

29 Settembre 2018 admin

Si sente spesso parlare della Flat Tax il nuovo sistema fiscale già in uso in alcune regioni dell’Europa dell’est proposto dal primo ministro Matteo Salvini e portato avanti dal governo Conte. La sua implementazione oramai è alle porte, secondo fonti attendibili e confermato dagli stessi Salvini e Di Maio una prima parte di questa riguardante liberi professionisti, artigiani e piccole imprese verrà attuata nella legge di bilancio 2019. Negli anni seguenti il nuovo sistema di tassazione verrà esteso prima alle aziende e poi alle famiglie.

Cos’è la flat tax?

La flat tax è un modello fiscale che prevede la riscossione da parte dello stato di una “tassa piatta” basata su una aliquota bassa e unica per tutti. Quella italiana è leggermente diversa, nel nostro paese infatti si parla di dual flat tax. La nostra costituzione garantisce il principio di progressività del sistema tributario (art 53) ovvero l’aliquota imposta aumenta all’aumentare dell’imponibile. Per questo motivo le aliquote previste dalla flat tax italiana sono due 15% e 20% scaglionate in base al reddito.

Flat tax:Cosa cambia per i possessori di partita iva?

Il modello irpef prevedeva la divisione del reddito in cinque scaglioni così definiti

Scaglioni Aliquota
0 – 15000 euro 23%
15000 – 28000 euro 27%
28000 – 55000 euro 38%
55000 – 75000 euro 41%
Oltre 75000 euro 43%

La flat tax prevede la divisione del reddito in due scaglioni più uno inerente le start up

Scaglioni Aliquota
0 – 65000 euro 15%
65 – 100000 euro 20%
Start up (under 35) 5%

La diminuzione delle imposte fiscali non può che giovare i piccoli imprenditori. Lo scopo di questa manovra è appunto alleggerire il carico fiscale e diminuire allo stesso tempo l’evasione. Nel breve periodo questo tipo di tassazione porta incassi minori allo stato che dovrà effettuare dei tagli economici in alcuni servizi. Nel lungo periodo invece la manovra prevede una situazione positiva con un’aumento del patrimonio statale.

Pro e contro

La scelta dell’adozione di questo modello tributario ha portato i cittadini a chiedersi quali siano i vantaggi e gli svantaggi di avere un’unica aliquota fissa. Come al solito l’Italia è divisa tra chi sostiene questa manovra e chi invece pensa sia un flop.

Pro

Le piccole imprese, gli artigiani, i liberi professionisti e tutti coloro che creano ricchezza o lavoro avvertiranno un peso fiscale più piccolo, sentendosi quindi più motivati ad intraprendere nuove attività e continuare quelle in corso.

Tutte le aliquote saranno più basse di quelle attuali, ciò comporta una diminuzione delle tasse.

Le imposte fisse permettono chiarezza, ogni contribuente sarà in grado quindi di redigere la propria dichiarazione dei rediti con semplicità

L’evasione fiscale tenderà a diminuire perché le tasse saranno più basse e più persone saranno disposte a pagarle.

Chi riceve una busta paga vedrà accreditato l’imposto lordo garantendo così a chi ha un patrimonio più basso di avere tutta la liquidità disponibile e di pagare le tasse in base al proprio stato patrimoniale.

Le aziende non si preoccuperanno più di pagare le tasse per i propri dipendenti alleggerendo così il carico legale e amministrativo delle stesse.

Riassestamento dell’economia statale a lungo termine.

Contro

Drastica diminuzione delle entrate nella tesoreria statale con conseguenti manovre di tagli per far fronte alla diminuzione di incassi.

Perdita delle detrazioni personali in base alle caratteristiche della famiglia es.: nessuna detrazione in base al numero di figli.

Fatturazione elettronica tra privati: guida e Faq

14 Luglio 2018 admin

Il prossimo 1 gennaio 2019 sarà una data molto importante e da segnare nel calendario. Nel primo giorno del nuovo anno infatti entra in vigore una disposizione di rilievo, contenuta nella Legge del Bilancio del 2018. Essa prevede l’obbligo inflessibile di una fatturazione elettronica tra i privati.

La fatturazione elettronica è da intendersi relativamente a prestazioni di vari servizi, che sono state  fatti tra individui indentificati all’interno dello Stato. I primi a iniziare a questo percorso e a inaugurare questa nuova disposizione saranno i distribuitori dei carburanti, che saranno quindi le cavie di questo nuovo provvedimento.

Ma già dal primo luglio tutto è iniziato. Infatti in quella data è partito l’obbligo di fatturazione elettronica per lubrificanti e carburanti.Non bisogna dimenticare che questo provvedimento sarà anche legato a quelle partite Iva che ne fanno richiesta, e che vogliono avere il diritto alle detrazioni  fiscali da quella data in poi.

C è un altra categoria che avrà questa scadenza anticipata del primo luglio. I soggetti subappaltatori e subcontraenti della Filiera delle imprese, che hanno firmato un contratto di appalto  per le loro prestazioni con una Pubblica Amministrazione.

La Fondazione studi consulenti del Lavoro si è presa la briga e l’impegno di distribuire una guida dettagliata. Questo attraverso una circolare che è stata pubblicata, dopo che recentemente l’Agenzia delle Entrate ha dato disposizioni, con 2 provvedimenti territoriali e una circolare.

La fatturazione elettronica:cosa dice la Guida dei Consulenti

Questa guida è sicuramente molto importante, perchè è stata creata con l’obiettivo di chiarire tanti dubbi che comprensibilmente si sono creati tra i cittadini.  Quindi chi la scaricherà, avrà tantissime risposte alle sue domande.

Scoprirà per esempio  il ruolo riservato ai Consulenti del lavoro in materia di fatturazione elettronica. Invece per quanto riguarda il SDI, la guida ne svela la tempistica dei controlli e gli strumenti che si possono usare sia per la ricezione che per la trasmissione della fattura elettronica.

Infine rivela cosa succede quando il SDI è impossibilitato a recapitare la fattura al destinatario. Ma gli argomenti trattati in questa guida sono tantissimi e molto vari perchè la materia è abbastanza complessa e piena di variabili.

Ne andremo a sviscerare insieme alcuni nel prossimo paragrafo.

Successivamente concluderemo, svelando alcune delle risposte presenti in questa accurata guida. Possono essere utili anche a chi ha la partita iva con regime forfettario, molto comune in questo periodo storico tra i liberi professionisti e i freelance.

Come abbiamo detto prima, gli argomenti trattati nella guida sono veramente tantissimi e si toccano vari punti importanti. Per esempio vengono spiegate nel dettaglio, il contenuto preciso della fattura elettronica e soprattutto quali sono le operazioni che sono comprese nell’obbligo di emissione, che è nuovo, e che è iniziato il 1 luglio 2018.

Inoltre la guida descriverà come deve agire un lavoratore che va spesso in trasferta, per avere la possibilità di fare benzina con la sua carta di credito personale, nel caso in cui non possiede una aziendale. Saranno descritti anche i parametri che permettono di dedurre il costo del carburante sia per detrarre l’Iva e sia ai fini delle imposte dirette.

Altre due punti fondamentali, e da citare, riguardano le persone che possiedono la partita iva in Regime forfettario o il regime di vantaggio e come muoversi per la cessione di carburante a tutti quei consumatori che non hanno nessun tipo di partita iva.

Nel prossimo paragrafo andremo a svelare alcune delle risposte presenti nella guida relativa alla fatturazione elettronica.

Guida fatturazione elettronica: alcune risposte

Una delle risposte presenti nella guida relativa alla fatturazione elettronica riguarda le modalità di pagamento che consentono sia la detraibilità dell’Iva e la deducibilità del costo.

Per quanto riguarda il primo punto i metodi di pagamento sono tanti e cioè assegni postali, circolari e bancari e anche quelli elettronici. Inoltre vanno inclusi il bonifico bancario e postale, bollettino postale e infine carta prepagata, di debito o credito, che sono strumenti di pagamento elettronico, che permettono l’addebito in conto corrente.

Anche per il secondo punto la risposta è uguale, in quanto l‘Agenzia delle Entrate ha dichiarato che, gli strumenti di pagamento riguardanti la detraibilità dell’Iva sono idonei anche per la deducibilità del costo. Questo facendo riferimento alla coerenza del sistema e al fatto che non risultano indicazioni contrarie nella legge 205 del 2017.

Nella guida si risponde anche al quesito riguardante la possibilità per un cliente di delegare un Consulente del Lavoro per la consultazione delle fatture elettroniche. La risposta è si ed è possibile farlo attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate.

Nel paragrafo precedente abbiamo fatto riferimento ai possessori della partita iva con regime forfettario. La guida a tal proposito, chiarisce che essi sono esenti dall’obbligo di emettere la fattura elettronica, e in tal senso si è avuta la conferma anche da una decisione del Consiglio dell’Unione Europea del 16 aprile 2018.

La Guida riguardante la Fatturazione elettronica è quindi uno strumento prezioso per risolvere molti dubbi su una materia molto complessa, ma importante.

Detrazione Iva chiarimenti dall’agenzia delle Entrate

15 Giugno 2018 admin

Chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate ai pagamenti IVA 2018:(circolare numero 1/E/2018) casistica di utilizzo e implementazione.

Arrivano i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sulla detrazione Iva, dopo le modifiche introdotte dal Dl n. 50/2017. Con la circolare n. 1/E di oggi, infatti, l’Agenzia chiarisce che “il nuovo termine entro il quale può essere esercitato il diritto alla detrazione dell’Iva si applica alle fatture ed alle bollette doganali emesse dal 1°gennaio 2017, purché relative ad acquisti di beni e servizi e importazioni effettuati, e la cui relativa imposta sia divenuta esigibile, a decorrere dalla stessa data”.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il termine dal quale decorre la possibilità di detrarre l’Iva sugli acquisti è l’anno in cui si verificano entrambi i seguenti requisiti:

  1. (sostanziale) dell’avvenuta esigibilità dell’imposta
  2. (formale) essere in possesso di una fattura valida redatta conformenente all’art 21 D.P.R. 633/1972
E’ da tale che il cessionario/committente può operare, previa registrazione della fattura (ex art. 25 , c. 1 D.P.R. n. 633/1972), la detrazione dell’imposta assolta con riferimento agli acquisti.
Il diritto può essere esercitato al più tardi entro la data di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in  cui si sono verificati i due presupposti e con riferimento allo stesso anno.
Cosa significa? Il diritto alla detrazione può essere esercitato nell’anno in cui il soggetto passivo, essendo venuto in possesso della fattura, la annota in contabilità, facendola confluire nella liquidazione periodica mensile o trimestrale del periodo di competenza.
Ecco 3 esempi esplicativi per valutare le varie situazioni in cui ci possiamo trovare.

Esempio 1 . Fatture del 2017 diventate esigibili entro il 2017

Acquisto beni: 20/12/2017.
Consegna beni e fattura entro il 31/12/2017.
Registrazione fattura entro il 31/12/2017.
Esercizio detrazione/liquidazione 12/2017.

Esempio 2 Fatture di beni e servizi del 2017, ma registrate in contabilità nel successivo anno di competenza.

Acquisto beni : 20/12/2017
Consegna beni e servizi : entro 30/12/2017
Registrazione Fattura dopo il 31/12/2017 ma entro il 30/04/2018
Esercizio detrazione: dichiarazione Iva 2018

Esempio 3  Beni e servizi del 2017 ma fattura ricevuta nel 2018 e registrata in periodi di competenza differente per la detrazione IVA.

Acquisto beni : 20/12/2017
Fattura ricevuta il 20/01/2018
Esercizio detrazione: liquidazione 01/2018 (previa registrazione)
Se la fattura viene registrata il 23/4/2019
Esercizio detrazione : dichiarazione . Iva 2019
La registrazione deve essere registrata in un sezionale del registro IVA

Fatturazione elettronica carburanti: arriva la proroga

7 Giugno 2018 admin

Con al nuova Legge di Bilancio 2018 si attuerà l’abolizione della scheda carburante , in favore della fatturazione elettronica carburanti e della digitalizzazione dei processi amministrativi, per contrastare le frodi IVA su carburanti e idrocarburi.

L’abolizione della scheda carburante è dunque prevista a partire dal 1° luglio 2018, data dalla quale tutti i soggetti passivi IVA che desidereranno dedurre le spese per il rifornimento e detrarre l’IVA dovranno obbligatoriamente:

  • farsi rilasciare dal gestore dell’impianto di rifornimento una Fattura Elettronica
  • effettuare il pagamento con moneta elettronica (carta di credito, carta di debito, carta prepagata)

I gestori degli impianti di distribuzione di carburante avranno dunque l’obbligo di attrezzarsi per creare Fatture Elettroniche nei confronti dei richiedenti, e per inviarle telematicamente al cliente e all’Agenzia delle Entrate tramite il Sistema di Interscambio (SDI).

Molti sono ancora i dubbi in materia, si attendono infatti chiarimenti per i seguenti punti sulla fatturazione elettronica carburanti:

Impianti di distribuzione self-service e impianti ghost
Che cosa accade nel momento in cui l’impianto è chiuso e quindi in modalità self-service, e il cliente necessita di Fattura Elettronica? E che cosa accade per gli impianti ghost, ovvero i distributori self-service 24 h su 24?

Le carte petrolifere potranno essere ancora utilizzate?
Le carte petrolifere sono delle specie di carte fedeltà che memorizzano tutti i rifornimenti e i pagamenti effettuati dal titolare. Esse hanno il vantaggio ,per la compagnia petrolifera di appartenenza, di poter effettuare un’unica fattura a fine mese. Il dubbio sul fatto di poterle utilizzare è legato al fatto che non rispettano i requisiti di tracciabilità dei pagamenti che hanno invece le carte di credito o debito. Dunque il pagamento con carta petrolifera non rispetta la richiesta della Legge di Bilancio di corrispondere l’importo con moneta elettronica. Una possibile soluzione sarà forse l’introduzione di altri metodi di pagamento tracciabili, come assegno, bonifico bancario o RID.

Come si deve comportare il gestore dell’impianto in caso di buoni carburante?

Presumibilmente potranno continuare ad essere utilizzati in quanto la Fattura Elettronica spetterà a colui che ha acquistato i buoni carburante, per poi cederli/regalarli a terzi.

La Fatturazione Elettronica è prevista anche per il GPL e il metano?
La normativa riguarda in generale carburanti per autotrazione, includendo dunque presumibilmente anche GPL e metano.

Come dovranno comportarsi i contribuenti Forfettari e Minimi?
La Legge di Bilancio sancisce l’abolizione della Scheda Carburante per tutti, per cui anche per i Forfettari e i Minimi.
Pertanto, salvo diverse disposizioni contenute nei provvedimenti attuativi da emanare, i Minimi e i Forfettari saranno destinatari delle fatture elettroniche al pari dei consumatori finali e, dunque, riceveranno copia della fattura elettronica direttamente dal gestore dell’impianto di distribuzione di carburante. Le fatture ricevute saranno rese disponibili dai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.

Agenzia delle entrate: controllo della Partita Iva

17 Aprile 2018 Cindy Nicole

Sempre più persone negli ultimi anni hanno deciso di mettersi in proprio e aprire una Partita Iva per svariate ragioni.
Fare questa scelta in Italia in questo periodo storico non è facile. Ci vuole molto coraggio, ma chi decide di mettersi in gioco deve farlo con consapevolezza e informandosi bene per evitare problemi.

Ultimamente, l’Agenzia delle Entrate ha iniziato a controllare più severamente per evitare le frodi. Con il provvedimento del 12 giugno 2017 vengono stabilite le modalità di attuazione dei controlli.

Cos’è la partita Iva?

La partita iva è una serie con 11 numeri. I primi sette numeri riguardano il contribuente, 3 il codice dell’agenzia delle entrate e uno ha il carattere di controllo.  Non ci sono spese inizialmente per aprirla, tranne l’eventuale contributo da dare al commercialista, nel caso tu dovessi consultarlo.

Quali sono le nuove modalità di controllo dell’Agenzia delle Entrate?

L’Agenzia delle Entrate avvierà una serie di controlli nei confronti dei titolari di partita Iva nelle seguenti modalità e anche mediante controlli diretti sul luogo di esercizio dell’attività prevalente.

L’attività di monitoraggio e riscontro sul possesso dei requisiti oggettivi e soggettivi verrà effettuata mediante:

  1. controlli formali, per riscontrare la veridicità dei dati dichiarati all’atto di attribuzione della partita Iva o della comunicazione dell’inserimento nella banca dati del Vies;
  2. controlli sostanziali, per riscontrare la corrispondenza di attività dichiarata con quella effettuata, la corrispondenza della sede d’esercizio dichiarata con quella effettiva e la corrispondenza tra soggetti titolari di partita Iva e loro effettivi utilizzatori.

I controlli verranno effettuati entro 6 mesi dalla data di attribuzione della partita Iva o della comunicazione dell’iscrizione nel Vies.
Potranno essere ripetuti ogni qual volta si verifichino mutamenti riguardanti gli elementi di rischio. Questo avverrà anche in caso di incoerenze tra dati dichiarati e dati a disposizione dell’Agenzia delle Entrate.

Come verificare una partita Iva

L’agenzia delle Entrate mette a disposizione degli strumenti online, accessibili da chiunque, per controllare la validità della Partita iva.

Provane uno cliccando qui.

Come vedi è molto semplice utilizzarlo. Ti basta sapere il numero di partita iva che vuoi verificare e inserire un codice di sicurezza, generato in automatico dal sito.

Se la partita iva è correttamente registrata in Anagrafe tributaria, viene visualizzato un messaggio di risposta che riporta:

  1. lo stato – attiva, sospesa (in caso di affitto d’azienda), cessata
  2. la denominazione o il cognome e nome del titolare
  3. la data di inizio attività e le eventuali date di sospensione/cessazione
  4. l’informazione (eventuale) se la partita Iva è di un Gruppo Iva o di un partecipante a un Gruppo Iva

A cosa serve verificare una partita iva?

L’utilità principale è verificare l’affidabilità della controparte commerciale, scoprendo se la sua partita iva esiste e se ha l’autorizzazione ad effettuare operazioni intracomunitarie.

Quali sono i vari tipi di regime?

Il regime forfettario ha di fatto sostituito quello dei minimi ed è conveniente specialmente per chi è indipendente e non ha collaboratori e per chi fa bassi volumi.
In breve prevede il limite annuo di fatturato di 30 mila euro, contributi inps previdenziali al 27, 72 per cento e imposta sostitutiva dell’irpef e delle addizionali pari al 5%.

Il regime ordinario è da preferire quando si hanno più costi in quanto il loro ammortamento riduce lo svantaggio che si ha nei confronti dei minimi. Esso prevede una tassazione Irpef del 23 per cento che sale in base al reddito, addizionali comunali e regionali pari circa al 2%, contributi previdenziali INPS che variano a seconda della cassa dove si versa.
In ogni caso prima di iniziare questo percorso è consigliabile rivolgersi a un professionista affidabile.

Mettersi in proprio: come gestire il proprio magazzino

Oltre alle incombenze fiscali per fare un buon lavoro come imprenditori è necessario gestire bene il proprio tutto il magazzino e anche l’aspetto delle fatturazioni, in modo da evitare problemi. In questo senso la tecnologia è molto d’aiuto in quanto attraverso i software gestionali permette di facilitare tutte le operazioni, riducendo i margini di errore. Da questo punto di vista Softshop è l’ideale per darti una mano!

Infatti con questo software potrai gestire le fatture della tua attività commerciale in maniera facile, comoda e intuitiva. Collegati al sito https://softshop.it/acquista.html e scegli il prodotto più adatto alle tue esigenze.

Agevolazioni per start up 2017: requisiti e incentivi

22 Agosto 2017 admin

Con il “Decreto crescita 2.0”, nel 2017 sono aggiornati e aggiunti requisiti, agevolazioni e incentivi affinati per le neo imprese.

Sempre più provvedimenti in tema di agevolazioni per start up 2017 . Il nuovo decreto affina, potenzia e amplia l’offerta degli strumenti già disposti dalla Legge di Stabilità 2017. Le nuove disposizioni sono rivolte tanto alle imprese quanto ai soggetti investitori di tali imprese.

Agevolazioni per start up 2017 innovative: i requisiti di accesso

Le misure agevolative sono rivolte a quelle società di capitali, costituite anche in forma cooperativa, non ancora quotato sul mercato o su un sistema multilaterale di negoziazione. Inoltre:

– devono essere costituite da meno di cinque anni;

– avere almeno una sede produttiva o una filiale in Italia; la sede principale deve essere in Italia o in un Paese UE, o in stati aderenti all’accordo sullo Spazio Economico Europeo;

– presentare un valore annuo della produzione inferiore a cinque milioni di euro;

non distribuiscono né hanno distribuito utili;

– hanno come oggetto sociale, esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e il commercio di prodotti e servizi innovativi e ad alto valore tecnologico;

– non sono costituite da fusione, scissione societaria o in seguito di cessione di azienda o parte di azienda.

I criteri che determinano il contenuto innovativo dell’impresa:

– che una quota pari al 15% del valore maggiore tra fatturato e spese annue, sia dovuta a costi per attività di ricerca e sviluppo;

– i lavoratori siano per almeno 1/3 dottorandi, dottori di ricerca o ricercatori, o per 2/3 da soci o collaboratori a qualsiasi titolo in possesso di laurea magistrale;

– che l’azienda sia titolare, depositaria o licenziataria di un brevetto registrato o di un programma per elaboratore originario registrato.

Agevolazioni per start up innovative:

Costituzione digitale e gratuita: l’atto costitutivo è standardizzato e digitalizzato. L’utilizzo del modello è gratuito, il percorso è semplificato e online, su una specifica piattaforma; il riconoscimento dei sottoscrittori dell’atto è garantito dall’uso della firma digitale;

– esonero dai diritti camerali e dall’imposta di bollo;

– possibilità di creare categorie di quote dotati di particolari diritti, effettuare operazioni sulle proprie quote, emettere strumenti finanziari partecipativi, offrire al pubblico quote di capitale;

– facilitazioni nel ripianamento delle perdite;

– esonero dall’obbligo di apposizione del visto di conformità per compensazione dei crediti Iva fino a 50.000 euro;

disciplina del lavoro adattabile alle esigenze dell’impresa;

– possibilità di stabilire quale parte della remunerazione debba essere fissa e quale variabile;

– possibilità di remunerazione attraverso strumenti di partecipazione al capitale; oltre ciò, un regime fiscale e contributivo agevolato;

Incentivi per start up:

Tra le agevolazioni per start up innovative, sono previsti anche incentivi a favore di persone o enti che intendano investire nel capitale dell’impresa. Ulteriori incentivi previsti dal Decreto Crescita 2.0 sono:

– l’uso di portali online autorizzati per raccogliere capitali con campagne di equity crowfounding;

– possono accedere in modo semplificato, gratuito e diretto al Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese, con concessione di garanzia sul prestito;

“fail-fast”: procedure rapide e meno gravose per cessare le attività in caso di insuccesso;

– al contrario, in caso di successo, la possibilità di trasformarsi in PMI innovativa, beneficiando, infine, delle agevolazioni riservate a tali soggetti.

Come creare una fattura ? Vediamolo insieme

8 Agosto 2017 admin

La fattura è un documento fiscale da preparare obbligatoriamente ogniqualvolta si presta un servizio o si vende un bene. Scopriamone di più.

Fattura, questa sconosciuta! Specialmente per chi si trova ancora alle prime armi nella gestione della propria attività, i dubbi su come creare una fattura sono all’ordine del giorno.

Ancor di più, ci sono degli altri aspetti da chiarire prima di fatturare; innanzitutto, scegliere il regime fiscale a cui si intende aderire, in accordo con le proprie esigenze. Quindi, aprire una Partita Iva.

Fattura: chi la emette

La fattura va emessa, come già detto, in caso di prestazione di servizio o vendita di un bene. Vi sono tuttavia alcune categorie che ne sono esonerate (salvo che non sia esplicitamente richiesto dal cliente). Devono piuttosto rilasciare altri documenti utili al controllo fiscale, come lo scontrino o la ricevuta fiscale. È il caso di:

– agricoltori che vendono beni di propria produzione;

– commercianti al dettaglio;

– prestazioni alberghiere;

– somministrazione di alimenti e bevande al pubblico;

– prestazione di servizi a domicilio o in forma ambulante;

– autotrasporti di persone;

– transito sulle autostrade.

Creare una Fattura: cosa deve contenere

Non esiste un vero e proprio modello fisso per redigere una fattura. Vi sono tuttavia alcune diciture ed elementi che non possono assolutamente mancare; inoltre, deve essere redatta in due copie di cui la prima, detta “originale” e di norma consegnato al cliente, deve essere del tutto uguale alla seconda, della “copia” e conservata dall’emittente. Cosa non deve mai mancare in una fattura:

– dicitura “Fattura” e numero progressivo attribuito (e non dimenticate che ogni inizio anno ricominciano da 1!);

– data di emissione;

– dati dell’emittente: nominativo/ragione sociale, indirizzo, numero di partita IVA, codice fiscale, iscrizione al Registro delle imprese;

– dati del compratore: nominativo/ragione sociale, indirizzo;

– tipologia di pagamento;

– natura, qualità e quantità dei beni ceduti;

– prezzo per singolo bene e presso complessivo;

– Eventuali sconti;

– aliquota e ammontare dell’IVA;

– l’importo totale a debito del compratore, detto totale fattura.

Infine, in caso di fattura differita, vanno inseriti anche gli estremi dei documenti di trasporto (data e numero dei DDT).

Come creare una fattura

Creare una fattura: Quale formato scegliere?

Se siete della “vecchia scuola” e vi piace fare tutto carta e penna, vi bastano due fogli bianchi e della carta carbone; in alternativa, potrete fotocopiare l’originale.

Tuttavia, oggi è forse più pratico ricorrere a sistemi digitalizzati, specialmente se vi ritrovate ad emettere fattura frequentemente. Esistono varie soluzioni:

– Usare il computer come una macchina da scrivere: ovvero, continuare a fare i calcoli di persona, e trascrivere tutto su un qualsiasi software di videoscrittura. Vantaggi? Avere un modello precompilato e dover riempire soltanto i campi “variabili” di volta in volta;

– creare un foglio di calcolo. Conoscendo bene, per esempio, Excel, si possono anche automatizzare i calcoli oltre che avere, come prima, dei documenti precompilati;

– avvalersi delle funzioni di software gestionali che prevedono anche l’emissione di fattura. Softshop, per esempio, oltre che le funzioni di gestione del magazzino, permette di emettere in modo rapido e semplificato. Prova la versione gratuita di Softshop scaricandola qui: https://softshop.it/gratuito.html