Arredo centro estetico: come creare un locale rilassante e piacevole

4 Agosto 2020 Alex

Arredo centro estetico è questo il dilemma ad oggi per moltissime persone. Cercare in tutti i modi di creare un ambiente rilassante, piacevole e armonico, sopratutto se si è alle prime armi nel settore non è sicuramente un gioco da ragazzi. Gli obiettivi per progettare un buon centro estetico comunque sono quelli che vi abbiamo appena menzionato.

Arredo centro estetico: scopriamo cosa c’è da sapere sull’organizzazione, ecco tutti i dettagli

Prima di tutto è fondamentale stare attenti a ciò che far sentire maggiormente la gente a proprio agio.

Avere un centro estetico non è semplice come in tanti pensano. Bisogna valutare con la massima attenzione gli spazi a disposizione di lavoro, ergonomia, praticità di manovra e funzionalità. La scelta dei materiali è importantissima, le luci, i colori, tutto dev’essere abbinato alla perfezione.

Per quanto riguarda la divisione delle cabine si può fare tramite pareti realizzati in materiali cartongesso, progettate ovviamente da esperti del settore.

All’interno fra le altre cose devono essere presenti le cabine con lettini massaggi di qualità, in metallo o legno, poltrone pedicure, poltrone trucco, tavoli dove poter ricostruire le unghie, lettini dove rilassarsi, carrelli, mensole e mobili con lavello.

Altri oggetti fondamentali che devono assolutamente esserci in un centro estetico sono:

  • Vaporizzatori viso;
  • Lampade ingrandimento;
  • Autoclave;
  • Lampada germicida,
  • Scalda Salviette;
  • Presso terapia;
  • Scalda cera;
  • Sterilizzatore al quarzo;
  • Elettrostimolazione;
  • Inoforesi;
  • Alta frequenza.

Una particolare attenzione va messa anche per quanto concerne la realizzazione dell’ingresso del centro estetico, con reception, poltrone dove far attendere le persone, guardaroba e zone riservate ai prodotti più venduti.

Conclusioni

Avere un centro estetico richiede lavori importanti in particolar modo all’inizio se si vuole attirare più clientela possibile. Per aiutarvi nella programmazione di ogni passo esistono anche programmi appositi che vi vengono in soccorso. Noi personalmente vi consigliamo di scaricare il gestionale Softshop che potete trovare al seguente indirizzo.

Arredamenti per parrucchiere: cosa non deve mai mancare e come pianificare il lavoro

3 Agosto 2020 Alex

Arredamenti per parrucchiere: cosa non deve mai mancare in un salone per fare bella figura? Sopratutto come pianificare al meglio il lavoro e iniziare a carburare ottenendo ottimi incassi? Cerchiamo di scoprirlo insieme in questo nuovo e dettagliato articolo che siamo sicuri tornerà utile a tanti di voi.

Arredamenti per parrucchiere

Arredamenti per parrucchiere: tutto ciò che c’è da sapere

Entrando nello specifico, iniziamo con il sottolineare che se siete alle prime armi arredare un salone di bellezza non è un compito semplice come in molti pensano. Il tutto va svolto con la massima cura senza commettere il minimo errore.

Il mercato ormai offre diverse aziende di qualità e siti internet che mettono a disposizione moltissimi arredamenti per parrucchieri eventualmente pagando anche a rate con noleggio operativo. Non male vero?

Prima di tutto va sottolineato che bisogna trovare poltrone per parrucchiere cosi come i lavatesta con massaggio. Inoltre non devono mai mancare gli attrezzi fondamentali per qualsiasi parrucchiera, ovvero:

  • Phone di qualità e di marca rinomata;
  • Spazzole;
  • Pettini;
  • Forbici;
  • Piastra;
  • Mobili su misura;
  • Mensole da lavoro;
  • Poggia piedi ecc..

L’arredamento di un salone di parrucchieri dev’essere curato nei minimi dettagli. Il cliente che vede da fuori deve sentirsi fin da subito a suo agio solo cosi sarà invogliato ad entrare e perché no prendere un appuntamento.

Arredate ogni angolo del salone scrupolosamente senza problemi e vedrete che man mano la clientela inizierà ad aumentare. Se volete qualche spunto ormai il web è pieno di ottime idee c’è veramente l’imbarazzo della scelta ed è per questo che c’è poco da sbagliare.

Conclusioni

Una volta arredato nel miglior modo il salone dovete anche pianificare il lavoro nel miglior modo gestendo prenotazioni, entrate e uscite e altri parametri essenziali per far andare l’attività. Per questo in vostro soccorso ci sono ottimi programmi gestionali, il migliore di tutti è sicuramente Softshop fra i più scaricati in assoluto. Un vero e proprio socio virtuale che vi darà una grossa mano a gestire l’intera azienda. Scaricatelo da qui e fateci sapere come vi siete trovati.

Arredi palestra e pianificazione del lavoro

31 Luglio 2020 Alex

Avete da poco aperto una palestra? Ottima scelta. Cosa importantissima prima di avviare l’attività sono sicuramente gli arredi palestra che vanno scelti con la massima cura se si vuole rendere il locale unico e ben accogliente. Andiamo a scoprirne di più su questo delicato argomento.

Arredi palestra: fondamentali per avere successo

Arredare una palestra, sopratutto se si è alle prime armi, non è un gioco da ragazzi. Per questo tipo di lavoro, infatti, è altamente consigliato rivolgersi ad esperti del settore che svolgeranno questo delicato lavoro al posto vostro.

Arredi palestra

Ma come si arreda una palestra per cercare di non far scappare il cliente? La risposta è molto semplice. Bisogna innanzitutto pensare ad allestire il locale con tutte le attrezzature di fitness cosi da non far mancare niente. Successivamente serve allestire una segreteria, bagni con panchine, macchinette dove acquistare delle bevande o snack, armadietti ecc…

Se si hanno difficoltà nell’arredo di una palestra sul web eventualmente ci sono anche tantissimi siti Internet che consentono di personalizzare il tutto in base ai propri gusti. Moltissimi siti infatti mettono a disposizione arredamenti per palestra su misura tutti personalizzabili al 100%.

Palestra: un luogo che dev’essere confortevole

Riepilogando, le palestre sono a tutti gli effetti locali di aggregazione destinati ad ospitare durante l’arco della giornata un gran numero di persone, per questo è tassativo riuscire a garantire all’interno di esse un arredamento sicuro, pratico e funzionale.

Come già ripetuto poco sopra l’arredamento di un ambiente come la palestra è costituito principalmente dalle panche, armadietti, appendiabiti, ripiani di appoggio e tutti gli accessori del caso.

Scegliete con cura gli arredi palestra e solo cosi farete la vostra bella figura. Evitate assolutamente il fai da te se siete alla prima esperienza onde evitare di creare problemi e fallire già prima del tempo.

Conclusioni

Per organizzare e pianificare al meglio il lavoro in palestra potete anche affidarvi a degli ottimi programmi che lavorano per voi. Noi personalmente vi consigliamo di scaricare Softshop.

E voi come avete organizzato la vostra palestra?

Gestione hotel: i 4 errori da non commettere per non essere dimenticati

30 Luglio 2020 Alex

Ai tempi d’oggi tutti vorrebbero un Hotel in gestione anche se gestire il tutto, come potrete ben immaginare, non è un gioco da ragazzi come molti pensano. La gestione Hotel è un qualcosa che va fatto tenendo i piedi per terra cercando di svolgere ogni lavoro al meglio per far andare l’attività e non fallire con il passare del tempo. Andiamo a scoprirne di più su questo delicato argomento.

Gestione hotel: ecco come va fatta senza commettere alcun errore

Ai tempi d’oggi, dove la concorrenza è molto alta, scomparire dal mercato è più facile di quello che sembri, ma tanti albergatori pare non notino tutto questo.

Gestione hotel

Sicuramente avete spesso e volentieri già sentito dire che l’Hotel vuole trattato come una vera e propria impresa, vanno confrontati i costi dei fornitori fra loro… Ma è fondamentale anche guardarvi intorno, studiare come si muove la concorrenza ecc… Logicamente si tratta di operazioni classiche che ogni albergatore il più delle volte comunque tende a sottovalutare o ignorare.

Una cosa è sicura, gli errori grossolani che vi faranno perdere diversa clientela non sono solo quelli menzionati poco sopra. Infatti c’è ne sono altri molto più gravi. Su qualche dettaglio essenziale i clienti non transigeranno mai, su questi infatti va impostata una strategia per prevenire recensioni negative.

I 4 errori da non commettere se non si vuole fallire e chiudere l’Hotel:

Quali sono i 4 errori fatali che si potrebbe commettere con conseguenti catastrofiche come può essere ad esempio la chiusura di un Hotel?

  1. Dare per scontato che l’ospite sappia già cosa fare e come muoversi
  2. Non controllare a fondo lo stato di ogni stranza prima del check-in
  3. Essere molto pesanti e insistenti, invadenti o (al contrario) non presenti in situazioni di disagio
  4. Restare eccessivamente ancorati al passato e non offrire niente di innovativo

Evitate assolutamente di commettere questi 4 errori nella gestione di un Hotel. Tutto va fatto se non volete per davvero dire addio a questo settore e perdere ogni cliente guadagnato con fatica. Se ai consigli dati unite una strategia di revenue management e pubblicità, non farete molta fatica a rimanere li dove siete e guadagnare.

Conclusioni

Saper gestire un Hotel non è facile. Per pianificare al meglio ogni operazione ad oggi ci sono programmi che vengono in vostro soccorso. Fra i tanti vi proponiamo Softshop che potete scaricare qui e consultare ogni funzionalità che offre. Che state aspettando?

Allestimento negozi: come funziona? Cosa fare?

29 Luglio 2020 Alex

Allestimento negozi come va svolto? Per trovare l’arredamento giusto per un negozio è fondamentale sapersi porre le giuste domande andando cosi a scegliere con la massima cura lo stile che maggiormente si avvicina ai vostri acquirenti. Andiamo a scoprirne di più.

Allestimento negozi: ecco tutto ciò che c’è da sapere a riguardo

Saper scegliere l’allestimento negozi è importantissimo se si vuole avere successo. Bisogna diversificarsi in tutto e per tutto dalla concorrenza con lo scopo principale di aprire nuove strade che possano portare ad avere incassi maggiori.

Se siete alle prime armi o avete comunque già un’attività e volete migliorarla ulteriormente, avere l’idea corretta può essere di valido aiuto. Ora qui sotto vedremo delle ottime idee e consigli per allestire al meglio il negozio in vostro possesso e fare bella figura con qualsiasi cliente.

Consigli e idee per allestire un negozio

Scegliete lo stile

Classico, moderno, scandinavo ecc…. Gli stili sono diversi e spesso e volentieri per questo motivo serve farsi dare una mano da un designer per capire come allestire correttamente il proprio negozio. La scelta dello stile comunque dovete farla voi e va fatta anche in base al genere di prodotto o servizio o ancora target dei vostri acquirenti.

L’ingresso è fondamentale

Curare l’ingresso di un negozio, contrariamente a quanti pensano, è importantissimo. Allestire nel miglior modo la vetrina è essenziale per accogliere i clienti. Più riuscirete ad allestire tutto nella maniera più bella possibile, più terrete l’ingresso accogliente, più avrete possibilità di attirare clienti e far crescere il vostro business.

Percorsi? Createli strategici

Ogni persona che decide di entrare nel vostro negozio alla fin dei conti può essere un potenziale cliente. Per questa semplice motivazione dovete guidarlo verso l’acquisto nella maniera corretta. Pensate prima di fare un percorso che possa aiutarlo a scegliere ciò che desidera.

I bagni? Si è una scelta che va fatta

Sarà successo a tanti di voi di fare shopping e avere l’esigenza di andare al bagno. Trovare in un negozio un bagno pulito e ordinato è sempre un biglietto da visita niente male. Il cliente rimarrà li e non dovrà andare via.

Accettate tutti i sistemi di pagamento

Anche i sistemi di pagamento e le casse in generale giocano un ruolo importante. Avere la cassa in ordine e funzionante al 100% è fra le cose più essenziali che ci siano. Stessa cosa vale per il POS averne uno è fondamentale, un modo in più di offrire un valido servizio e acquisire la fiducia del cliente, che sicuramente tornerà volentieri a farvi visita in negozio.

Conclusioni

Gestire un negozio e allestirlo non è un compito semplice. Per aiutarvi potete utilizzare degli appositi programmi che vi aiutano e vi permettono di avere tutto in ordine e pianificato nel dettaglio. Noi personalmente per la gestione di un negozio vi consigliamo Softshop che potete scaricare dal seguente link.

Allestire negozio abbigliamento: ecco come fare e come muoversi

28 Luglio 2020 Alex

Allestire negozio abbigliamento: è questo che si chiedono ad oggi tantissime persone. Andiamo a scoprirne di più.

Allestire negozio abbigliamento: cosa bisogna fare? Ecco come organizzare tutto nel dettaglio

Allestire negozio abbigliamento

Chissà quanti di voi ad oggi hanno pensato di aprire un negozio di abbigliamento. Ovviamente bisogna sostenere dei costi ed è per questo che certi non si buttano in questa avventura. Detto questo, qualora abbiate già un negozio del genere vi siete mai domandati quali siano le emozioni che sente un qualsiasi cliente quando gira all’interno del locale? Vi siete mai bloccati a pensare quando possa essere di vitale importanza allestire al meglio il negozio di abbigliamento cosi da renderlo meglio organizzato?

Se la risposta è negativa, evidenziamo che state sbagliando di grosso. Qui sotto ora vi daremo qualche dritta da seguire tassativamente e qualche idea su come poter arredare al meglio il vostro negozio. Pronti a scoprirne di più?

La vetrina: allestitela al meglio, è il biglietto da visita del vostro locale

Molte volte il cliente rinuncia ad entrare nel negozio perché magari vedete una vetrina scarna e poco attraente. Il modo in cui presentate il vostro locale è fondamentale se si vuole attirare una persona, deve rappresentare i prodotti che vendete all’interno. Dunque come si allestire una vetrina? Scegliete prima di tutto un tema, uno sfondo e manichini giusti. Solo in ultimo decidete quali capi mostrare, in linea ovviamente con ciò che vendete. Il cliente fin da subito vuole chiarezza caso contrario tende a scappare.

Negozio di abbigliamento: come si arreda?

Il tutto bisogna logicamente adattarlo allo stile dell’abbigliamento che vendete e al target: a che pubblico vendete maggiormente? Moderno o giovane? Classico? Il tutto va studiato attentamente.

I prodotti vanno messi con una precisa logica e non a caso. Si inizia dai colori, tipologia fino ad arrivare a capi per occasioni importanti. Un arredo errato svaluterà la merce diminuendo drasticamente le vendite.

Lo spazio e l’organizzazione degli interni: step fondamentali per il successo

Cercare di sfruttare nel miglior modo lo spazio a disposizione è fondamentale per avere prodotti in ordine. E’ consigliato mettere degli espositori in zone centrali dei locali e che siano facilmente accessibili alle persone, gli angoli vanno evitati.

Altro consiglio è quello di dividere gli spazi sui ripiani, cercando di coordinare i prodotti per farli risaltare maggiormente.

E gli spazi vuoti dove li lasciate? Contrariamente a quanti pensano anche quest’ultime devono essere organizzati al meglio. Tutto ciò va fatto per focalizzare l’attenzione del cliente sulla merce esposta senza doverne mostrare per forza una quantità elevata.

Conclusioni

Se avete un negozio di abbigliamento e volete organizzare al meglio la merce che vendete, magazzino ecc.. in vostro soccorso ci sono moltissimi programmi appositi. Uno dei migliori, che vi consigliamo di provare assolutamente, è Softshop che potete scaricare dal seguente indirizzo.

Ditta individuale o srls: quale scegliere fra le due?

23 Luglio 2020 Alex

In tanti prima di avventurarsi nella prima esperienza imprenditoriale si pongono la seguente domanda: ditta individuale o srls? Quale scegliere fra le due? Andiamo a capirne di più.

Ditta individuale o srls

Ditta individuale o srls: quale scegliere?

Fra le due sicuramente quella più economica è la ditta individuale caratterizzata da prezzi iniziali più bassi, mentre i punti di forza della srls non sono altro che la separazione patrimoniale che avviene fra colleghi e azienda e un maggior accesso al credito.

Detto questo, ditta individuale o srls, la scelta alla fin dei conti dipenderà in particolar modo da che tipo di business che volete avviare. Un’attività agli inizi con rischi bassi può tranquillamente puntare sulla ditta individuale, mentre con l’aumentare degli investimenti e conseguenti rischi del caso è consigliato puntare a realizzare una srls.

Srls: le caratteristiche principali

Ad oggi la SRLS è sicuramente il modello più apprezzato che ci sia per quanto riguarda l’attività commerciali. Diversamente dalla ditta individuale che può essere gestita da soli, i soci non rispondono illimitatamente e con il proprio personale patrimonio agli obblighi della società. Nell’azienda di capitali infatti è la natura giuridica dell’impresa ad avere la meglio su ogni persona fisica, di conseguenza sta a significare che i soci rispondono solo in parte al capitale sociale che è stato sottoscritto.

Per realizzare una società SRLS, oltre all’atto pubblico e l’eventuale iscrizione al registro delle imprese, serve sottoscrivere un capitale di ben 10.000 euro – il minimo -, del quale dev’essere versato circa il 25%.

Cos’è la ditta individuale?

Detto in parole povere la ditta individuale non è altro che la forma giuridica più facile che ci sia ad oggi in circolazione. E’ facilmente accessibile da chiunque e in particolar modo non è molto costosa per chi sta entrando da poco nel mondo dell’imprenditoria e che vuole portare avanti l’attività in autonomia o in collaborazione con collaboratori stretti come possono essere i parenti.

Se ci si affida alla ditta individuale l’imprenditore è l’unico a comandare. Le decisioni spettano tutte a lui. Il gran vantaggio di questo è che non bisogna in alcun modo sottoscrivere e versare alcun capitale iniziale. Per inizierà servirà aprire una partita IVA e il gioco è fatto.

Questo comunque porterà ad essere responsabili principali per il patrimonio della propria impressa, e in caso di insolvenza, si dovrà obbligatoriamente rispondere con il proprio patrimonio che si ha a disposizione.

Srls o ditta individuale: le tassazioni messe a confronto

La vera diversità è che una ditta individuale paga le spese all’IRPEF e verserà un’aliquota in base all’utile del 23% fino al 43%. Parlando invece di SRLS è soggetta all’IRES, non altro che un’imposta flat che prevede una sola aliquota del 27,5%.

E voi quale preferite?

Gestire la propria attività: scegliete un programma che vi aiuti, ecco il migliore

Ricordiamo, infine, che per gestire il tutto una volta avviata l’attività ci sono numerosi programmi. Noi personalmente vi consigliamo Softshop che offre numerose funzionalità.

Regime Forfettario 2019: requisiti d’accesso

16 Luglio 2019 Lucia Di Noi

I requisiti per l’accesso al nuovo regime forfettario anche detto regime dei minimi 2019.

Dal 1 gennaio 2015 è stato istituito un nuovo regime fiscale agevolato denominato Regime Forfettario destinato a persone fisiche esercenti attività d’impresa o di lavoro autonomo con determinati requisiti.
Dal 2015 tutti i regimi agevolati precedentemente esistenti sono stati abrogati:

  • il regime delle nuove iniziative produttive (art. 13 della L. 388/2000);
  • il regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità, detto regime dei nuovi minimi (art. 27 co. 1 e 2 del D.L. n. 98/2011);
  • il regime contabile agevolato per gli “ex minimi” (art. 27 co. 3 del D.L. n. 98/2011).

Quindi dal 2016 il nuovo regime forfettario è diventato l’unico regime agevolato utilizzabile sia dai contribuenti che intendono cimentarsi in una nuova attività sia da coloro già in attività, previa la presenza dei requisiti previsti.
Tuttavia numerosi requisiti sono stati introdotti per l’accesso e la permanenza negli esercizi successivi.

Requisiti per il regime forfettario 2019

Il regime in esame è fruibile dalle persone fisiche esercenti un’attività d’impresa, di arte o professione purché in possesso dei requisiti stabiliti e che, non incorrano in una delle cause di esclusione previste. Le società di persone e i soggetti equiparati di cui all’art. 5 del Tuir, quali le associazioni professionali invece, ne sono escluse.

La Legge di bilancio 2019 ha modificato i requisiti di accesso e di permanenza.

Fino al 31 dicembre 2018 l’accesso al regime era possibile coloro che nell’ anno precedente erano in possesso di queste caratteristiche:

  • limite dei ricavi e compensi non superiore ai limiti indicati variabili da € 25.000 ad € 50.000 a seconda dell’attività;
  • spese per lavoro dipendente non superiori ad € 5.000 lordi;
  • costo complessivo per l’acquisto di beni ammortizzabili non superiore ad € 20.000.

A causa delle modifiche apportate il limite dei ricavi e dei compensi è stato innalzato a € 65.000 per tutte le attività.

Le modifiche apportate partono dall’1° gennaio 2019. Di conseguenza, coloro che sono già in attività devono verificare i requisiti basandosi sui dati dell’anno precedente mentre coloro che intendono aprire una nuova attività verificheranno i requisiti su dati presunti.

Per accedere al regime agevolato i ricavi o compensi percepiti non devono essere superiori ai limiti indicati a seconda del codice ATECO 2007 che contraddistingue l’attività esercitata. Inoltre le spese sostenute non avranno rilevanza nel nuovo regime.

Il superamento della nuova soglia di Euro 65.000 determina la fuoriuscita dal regime ed in questo caso,dovrà ,nel 2020 ,adottare il regime ordinario.
Il limite dei ricavi e dei compensi deve essere ragguagliato ad anno in caso di inizio di attività.

Cause d’esclusione dal nuovo regime forfettario

La legge di Bilancio 2019 ha modificato alcune delle cause di esclusione dal regime forfetario e, nello specifico, non possono applicare il regime forfetario:

  • le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini dell’imposta;
  • i soggetti non residenti, ad eccezione di quelli che sono residenti in uno degli Stati membri dell’Unione europea;
  • i soggetti che in via esclusiva o prevalente effettuano cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato;
  • gli esercenti di attività d’impresa, arti o professioni che,contemporaneamente all’ esercizio dell’attività,partecipano a società di persone professionali o familiari ;
  • le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro.


Fino al 2018 non era possibile accedere al regime forfetario nel caso di partecipazione in società di persone o associazioni professionali. Invece,con le nuove disposizioni,non possono utilizzare il regime forfetario per l’attività d’impresa o di lavoro autonomo i soggetti che:

  • possiedono una partecipazione in società di persone, associazioni professionali o imprese familiari;
  • oppure controllano, direttamente o indirettamente, srl o associazioni in partecipazione.

Due sono quindi i requisiti che qualificano una partecipazione in una srl e che determinano l’esclusione del soggetto dal regime forfetario:

  • si deve trattare deve trattare di una partecipazione che determini, direttamente o indirettamente, il controllo della società;
  • l’attività economica svolta dalla srl deve essere riconducibile a quella svolta dal soggetto in regime forfetario.

Lavoro dipendente

Fino al 2018, non era possibile accedere al regime forfetario per i soggetti che nell ’anno precedente avevano redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a lavoro dipendente, eccedenti di euro 30.000. La verifica di questa soglia non era importante se il rapporto di lavoro era cessato.

In base alle nuove disposizioni non possono utilizzare il regime le persone fisiche la cui attività d’impresa o di lavoro autonomo sia esercitata, prevalentemente, nei confronti di datori di lavoro, o soggetti direttamente o indirettamente ad essi riconducibili, con i quali:
sono in corso rapporti di lavoro;
oppure erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta.

Per ulteriori delucidazioni sul regime dei minimi 2019, clicca qui.

Srls: società a responsabilità limitata semplificata?

6 Maggio 2019 Cindy Nicole

Analizziamo insieme quali sono le caratteristiche, i pro e i contro della Srls ovvero la società a responsabilità limitata semplificata.

Definizione della srls

La società a responsabilità limitata semplificata è una forma giuridica aziendale che è stata introdotta nel diritto commerciale italiano a partire dal 2012.
Come la s.r.l tradizionale, la s.r.l.s. è una società di capitali: la responsabilità per gli eventuali debiti aziendali si limita al capitale investito.
Dunque, gli imprenditori non mettono a rischio i propri beni personali, che di per sé rappresenta un grande vantaggio ed un incentivo a fare impresa.

Nonostante l’appellativo “società”, come per la s.r.l., è possibile costituirla da soli, con la formula unipersonale.

Obblighi

La s.r.l.s è disciplinata dal Codice Civile (art. 2463 bis) che impone espressamente di indicare in tutti gli atti, la corrispondenza ed il sito internet della società:

  1. la denominazione di società a responsabilità limitata semplificata;
  2. l’ammontare del capitale sottoscritto e versato;
  3. la sede della società;
  4. l’ufficio del registro delle imprese presso cui questa è iscritta.

Caratteristiche

Costituzione

L’altro obbligo fondamentale se si vuole godere dei vantaggi della versione semplificata è il fatto che l’atto costitutivo deve essere redatto per atto pubblico in conformità al modello standard tipizzato con decreto.

Pro: se si ricorre al modello standard, questo documento viene redatto da un notaio, senza che siano dovuti onorari

Capitale minimo

Il capitale viene versato all’amministratore della società che ne rilascia quietanza.
Nella neonata azienda prevale la volontà di chi ha una maggiore partecipazione al capitale sociale.

Pro: è pari ad 1 euro
Contro: il massimo non può superare i 9.999,99 euro

Vantaggi

Il vantaggio più evidente nella costituzione di una s.r.l.s è l’abbattimento di molti degli ingenti costi che un imprenditore affronta quando decide di aprire un’attività.

Quanto viene a costare la costituzione di una s.r.l.s.?

  1. Imposta di Registro: € 200,00.
  2. Diritto annuale: € 120,00 salvo maggiorazione applicata dalla singola Camera di Commercio.
  3. Tassa di concessione governativa € 309,87
  4. Marca da bollo da € 16,00 per ogni 100 pagine di libro sociale
  5. Diritti di segreteria € 25,00 a libro per la vidimazione

Nel caso in cui poi la srls rivesta anche la qualifica di startup innovativa, le relative agevolazioni si sommano e pertanto la costituzione della società viene a costare solamente 202 Euro.

Da questa lista possiamo notare la caratteristica più allettante per i nuovi imprenditori: l’assenza dei costi notarili, ovvero il risparmio di migliaia di euro.

L’altro vantaggio è l’autonomia patrimoniale perfetta di cui gode la società.
Nel caso di insolvenza, ossia l’impossibilità di pagare i debiti, la società può fallire, ma i soci non sono trascinati nel fallimento.

Svantaggi

A differenza della srl ordinaria, quella semplificata è caratterizzata dall’assenza dello statuto.
O meglio, vi è uno statuto standard previsto dalla legge che contiene poche regole indicative.
Ciò significa che le regole per l’amministrazione, la gestione e, soprattutto, i rapporti tra i soci, sono quelle previste dal codice civile.

La conseguenza più significativa è l’impossibilità di disciplinare nel dettaglio e in maniera adeguata i rapporti tra i soci.

Si tratta di un punto di vulnerabilità perché in un modello così rigido e non modificabile, una lite tra due soci può diventare fatale per la società stessa.

Per fare un paio di esempi delle più rilevanti mancanze nella srl semplificata si può citare l’assenza di un diritto di prelazione in caso di cessione delle quote, oppure la mancanza di un termine di durata della società (che comporta la facoltà di ciascun socio di recedere senza giusto motivo, con preavviso di legge).

Aprire una SAS: guida in pillole per la costituzione

10 Agosto 2018 admin

Aprire una SAS: guida in pillole per la costituzione!

La Società in accomandita semplice, comunemente chiamata SAS, è una società di persone commerciale o no, composta da due differenti categorie di soci: il socio accomandatario e il socio accomandante. Il socio accomandatario risponde delle obbligazioni contratte dalla società limitatamente alla quota conferita. Mentre il socio accomandante risponde solidalmente ed illimitatamente per le obbligazioni sociali e spesso ad essi è attribuita l’amministrazione, nonché la rappresentanza della società.

La costituzione della SAS, si fa attraverso un atto pubblico o una scrittura privata stipulata di fronte ad notaio,che comporta un atto costitutivo e lo statuto societario. Nell’atto costitutivo saranno presenti: le generalità dei soci, le indicazioni dei soci accomandatari e accomandanti, la sede principale ed eventualmente quelle secondarie, l’ammontare del capitale sociale e i conferimenti dei soci, i criteri di ripartizione di utili e perdite, la durata della società e l’oggetto sociale. Nello Statuto, invece, saranno presenti tutte le regole che regolamentano la società.

La ragione sociale deve contenere accanto all’indicazione del rapporto sociale (s.a.s.), il nome di almeno uno dei soci accomandatari. Le decisioni sono prese tra i soci all’unanimità, a maggioranza o disgiuntamente in ragione del sistema di amministrazione prescelto. Non è previsto nessun organo assembleare.

Dopo aver stipulato, sarà necessario iscrivere la società nel Registro delle Imprese della Camera di Commercio entro 30 giorni dall’atto.

Inoltre sono indispensabili l’apertura della partita IVA, la registrazione dell’atto all’Ufficio del Registro e la vidimazione dei libri contabili.

Tra i costi relativi alla costituzione ritroviamo: le spese notarili, l’iscrizione di tutti i soci alla gestione INPS alla quale pagheranno circa 3.500 euro di contributi fissi fino a 15.500 euro di reddito; superata tale soglia si pagherà, per la differenza, una percentuale di contributi con aliquota di circa il 22% fino ad una soglia di 42.000 euro oltre la quale si pagherà di più, le spese bancarie per l’apertura e la gestione del conto corrente. La costituzione della SAS non richiede un capitale minimo e i soci possono conferire in denaro, in crediti, in beni in natura o attraverso opera propria. Se conferiscono denaro, questo viene versato in un conto corrente intestato alla società.

Per quanto riguarda la gestione della SAS per il regime fiscale, le scritture contabili possono essere redatte in due diversi modi: in contabilità ordinaria, dove è necessario redigere libro giornale, libro inventari, scritture ausiliarie, scritture ausiliarie di magazzino, libri sociali obbligatori; in contabilità semplificata, dove è necessario redigere registro delle somme percepite e delle spese sostenute e i registri IVA.

La SAS è una società che è considerata una via di mezzo tra le società di persone e quelle di capitali, perché il socio accomandante è un “socio di capitale” che si limita ad apportare il capitale ma non partecipa in modo attivo alla gestione dell’impresa la quale è lasciata ai soci accomandatari.

Questo tipo di società viene di solito costituita quando la compagine sociale è differenziata per competenze, disponibilità finanziarie e mansioni da svolgere.

Ma quali sono i vantaggi e gli svantaggi nell’ aprire una SAS? Ve li riportiamo di seguito.

Tra i vantaggi troviamo: i costi di gestione e di avvio ridotti, la responsabilità al solo capitale conferito per gli accomandatari, il capitale sociale minimo non richiesto, il regime sociale contabile in forma semplificata e gli organi sociali non richiesti, l’amministrazione associata ai soli soci accomandanti e il rendiconto senza particolari formalità. Tra gli svantaggi, invece, troviamo: la responsabilità illimitata e solidale dei soci accomandatari, le scelte e i processi decisionali più complessi, i soci e la società sono soggetti al fallimento e la tassazione elevata sui soci in caso di utili elevati.

Una delle cose più importanti da tenere presente nel momento in cui si vuole costituire una Società in Accomandita Semplice (SAS) è la mancanza dell’autonomia patrimoniale: in questo caso, ci si riferisce alla differenza tra il patrimonio della società e il patrimonio dei soci e le conseguenze che si possono verificare in caso di fallimento. Infatti, in caso di fallimento di una Società in Accomandita Semplice i creditori hanno diritto di intaccare il patrimonio personale dei soci.

In caso di insoluti, la SAS può essere sottoposta a procedura fallimentare, che comporta anche il fallimento dei soci accomandatari ma non di quelli accomandanti.

La SAS si scioglie quando si verifica una delle cause previste nei patti sociali o dalla legge, come la mancanza di soci accomandatari o accomandanti. I soci devono formalizzare lo scioglimento con apposita decisione e procedere alla nomina di un liquidatore da pubblicare sul registro imprese.

Anche nella fase di liquidazione i soci accomandanti conservano la limitazione della responsabilità per le obbligazioni sociali e, come tale, se i creditori non sono stati soddisfatti nella liquidazione della società possono far valere i propri diritti nei confronti degli accomandanti, limitatamente alla quota di liquidazione da loro percepita. Alla fine delle operazioni di liquidazione, il liquidatore stesso provvederà a cancellare la SAS dal registro.