Come si crea un DDT?

autore articolo admin data articolo 17 agosto 2017 commenti articolo 0 commenti

Il DDT, ovvero Documento Di Trasporto, sostituisce la vecchia “bolla di accompagnamento” per il trasporto dei beni viaggianti.

Il DDT certifica il trasferimento di merci da un cedente (venditore) ad un cessionario (acquirente), che indica la sede di consegna. Ha una sua valenza ai fini fiscali e permette a chi spedisce la merce di avvalersi della fatturazione differita.

La merce può essere sia spedita dal cedente che ritirata dal cessionario; il trasporto può anche avvenire tramite un trasportatore che si assuma l’incarico della consegna.

Il Documento Di Trasporto va emesso prima della consegna diretta o al trasportatore. Non è necessario che accompagni la merce durante il trasporto, ma può essere inviato o spedito separatamente entro le ore 24.00 del giorno della consegna (via posta corriere o fax).

Quando è obbligatorio il DDT?

Vi sono due casi in cui il Documento di trasporto è obbligatorio in allegato alle merci, così come prevede la normativa IVA:

  • per avvalersi della fatturazione differita;
  • per la movimentazione di beni a titolo non traslativo della proprietà.

    documento di trasporto

DDT: come si redige

Come nel caso della fattura, il documento di trasporto deve essere emesso in duplice copia, una per il cedente e una per il cessionario. Non esiste un modello standard per il DDT; deve però contenere obbligatoriamente alcuni elementi, come disposto dall’art. 1 del D.p.r. 472/1996.

Questi sono:

  • il numero progressivo e la data di consegna. Se data di compilazione del DDT e data di consegna dei beni non coincidono per varie ragioni, è necessario indicare comunque la data di consegna o trasporto;
  • le generalità dei soggetti coinvolti (ditta/denominazione/ragione sociale in caso di imprese, società o nome e cognome in caso di persone fisiche; residenza o domicilio; partita IVA di emittente e cessionario);
  • nel caso di trasporto affidato a soggetti terzi: indicare le generalità dell’impresa trasportatrice ma non quelle del soggetto che materialmente esegue il trasporto; se il trasporto viene effettuato da più vettori basta indicare le generalità del primo di essi;
  • la natura, la qualità e la quantità dei beni trasportati; per la quantità è sufficiente l’indicazione in cifre, non essendo necessaria quella in lettere.

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DDT: come si conserva

Come altri documenti rilevanti ai fini IVA, il documento di trasporto è soggetto all’obbligo di conservazione. Quest’obbligo vale sia per l’emittente che il destinatario e dura per dieci anni dalla data dell’emissione.
Si consiglia di conservarli insieme alla fattura nella quale sono state fatturale le merci consegnate.

 

 

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