Jobs Act autonomi: più tutele per i lavoratori

autore articolo admin data articolo 20 giugno 2017 commenti articolo 0 commenti

A partire dal 14 giugno di quest’anno entra in vigore il Jobs Act autonomi, che riguarda tanto professionisti e freelance con partite Iva.

Il 2016 aveva visto diminuire di oltre quattrocentomila unità il numero dei titolari di partita Iva: si trattava per lo più di lavoratori autonomi e freelance. Il Governo ha deciso di prendere provvedimenti in tal senso designando il Jobs Act autonomi per venire incontro a questa categoria di lavoratori in proprio, della quale fanno parte circa due milioni e mezzo di italiani.

Cosa cambia con il Jobs Act autonomi?

I lavoratori autonomi con partita Iva sono più tutelati sotto diversi punti di vista, dalla detassazione delle spese di formazione alla questione maternità e malattia.

Cominciamo dalle agevolazioni fiscali. Per incoraggiare la formazione dei lavoratori autonomi è riconosciuta la deducibilità integrale delle spese sostenute per:
– l’iscrizione a master, corsi di formazione o di aggiornamento professionale, convegni e congressi, nel limite di diecimila euro all’anno;
– spese sostenute per servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all’auto-imprenditorialità erogati da organismi accreditati nel limite di cinquemila euro l’anno.

Con il Jobs Act autonomi lo smart work viene regolamentato per la prima volta. Si accede all’occupazione tramite accordo scritto delle parti e il lavoratore ha diritto allo stesso trattamento economico riservato agli altri dipendenti dell’azienda e alla stessa copertura assicurativa.

Pagamenti, novità anche in questo campo: è considerata abusiva qualsiasi clausola contrattuale che concede il pagamento dopo 60 giorni dall’emissione della fattura o dalla sua richiesta;
le clausole del contratto non possono essere modificate unilateralmente dal committente e il committente non può recedere dal contratto a prestazione continuativa senza preavviso.

Per quanto riguarda i rimborsi spese per l’esecuzione di un incarico per conto del committente, questi non andranno più a formare il reddito del professionista.

Malattie, infortunio e gravidanza, sono parificate. In casi di attività continuativa, il rapporto non può essere estinto ma sospeso fino a 150 giorni (due mesi prima e tre mesi dopo il parto nel caso della gravidanza), salvo il venir meno dell’interesse del datore.

Con il consenso del committente, la lavoratrice in maternità può essere sostituita da colleghi con pari competenze professionali.

In caso di malattia grave, sarà invece possibile sospendere il versamento dei contributi fino a due anni, ovvero: i contributi saranno pagati ma, al termine del periodo di sospensione, il debito potrà essere rateizzato.

Lo Jobs Act autonomi prevede, infine, la creazione di sportelli dedicati al lavoro autonomo presso i Centri per l’impiego e altri organismi, per favorire ai professionisti la partecipazione agli appalti pubblici e l’accesso alle informazioni sulle gare, equiparando questi lavoratori alle PMI ai fini dell’accesso ai fondi strutturali europei, e alla partecipazione ai bandi attraverso reti di imprese e consorzi.

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