Digitalizzazione dell’impresa: vantaggi e risultati

26 giugno 2017 admin

Digitalizzare l’impresa significa dare a questa una possibilità che può fare la differenza: la presenza online e la lettura del mercato.

La digitalizzazione è uno strumento importante specialmente per le piccole e medie imprese (PMI), che finora hanno sottovalutato le potenzialità di internet preferendo a questo i tradizionali sistemi di vendita, pubblicità e presenza sul mercato.

È anche per questo, oltre che per creare opportunità lavorative per i giovani, che lo scorso anno Google, insieme a Unioncamere Eccellenze in Digitale, ha lanciato un programma che coinvolgesse da un lato le PMI e dall’altro i giovani in un percorso di formazione in digitalizzazione dell’impresa.

I risultati sono stati notevoli: il 67% delle PMI che ha preso parte al programma (in tutto erano 16000) ha dichiarato di aver registrato una crescita dell’attività; il 96% vorrebbe prendere parte ad altri percorsi formativi; il 29% ha registrato un aumento dell’export. Dato ancora più interessante, un’azienda su dieci ha scelto di inglobare nel personale delle risorse competenti in campo tecnologico.

Quali sono i vantaggi della digitalizzazione?

Con digitalizzazione non si intende soltanto l’apertura di un e-commerce: quello è soltanto una delle opportunità che internet offre ad un’attività che vende beni e servizi.

Puoi, innanzitutto, creare una vetrina virtuale non soltanto per i tuoi prodotti, ma per l’azienda in generale, facendo conoscere al pubblico la tua mission, i tuoi valori, ciò che rende diverso il tuo lavoro dalle altre proposte.

Sul web puoi, inoltre, analizzare i mercati: on line si raccolgono una serie innumerabile di dati che possono essere interrogati e letti per comprendere meglio il trend dei consumatori e la posizione dell’azienda rispetto ad essi. Vi sono una serie di strumenti (alcuni anche gratuiti) che consentono di monitorare il progresso dei mercati, le abitudini dei clienti, la concorrenza: l’evoluzione del tradizionale ramo di “ricerca e sviluppo”.

Tramite internet, l’azienda stabilisce anche un canale di comunicazione privilegiato con il cliente: da un lato può fornire una presentazione a 360 gradi del prodotto, servendosi di strumenti che vanno dalla scheda tecnica al video tutorial; dall’altro può essere sempre presente in termini di guida all’acquisto e assistenza. È anche più semplice ricevere dei feedback, utili a correggere o potenziare alcuni aspetti del tuo servizio.

Jobs Act autonomi: più tutele per i lavoratori

20 giugno 2017 admin

A partire dal 14 giugno di quest’anno entra in vigore il Jobs Act autonomi, che riguarda tanto professionisti e freelance con partite Iva.

Il 2016 aveva visto diminuire di oltre quattrocentomila unità il numero dei titolari di partita Iva: si trattava per lo più di lavoratori autonomi e freelance. Il Governo ha deciso di prendere provvedimenti in tal senso designando il Jobs Act autonomi per venire incontro a questa categoria di lavoratori in proprio, della quale fanno parte circa due milioni e mezzo di italiani.

Cosa cambia con il Jobs Act autonomi?

I lavoratori autonomi con partita Iva sono più tutelati sotto diversi punti di vista, dalla detassazione delle spese di formazione alla questione maternità e malattia.

Cominciamo dalle agevolazioni fiscali. Per incoraggiare la formazione dei lavoratori autonomi è riconosciuta la deducibilità integrale delle spese sostenute per:
– l’iscrizione a master, corsi di formazione o di aggiornamento professionale, convegni e congressi, nel limite di diecimila euro all’anno;
– spese sostenute per servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all’auto-imprenditorialità erogati da organismi accreditati nel limite di cinquemila euro l’anno.

Con il Jobs Act autonomi lo smart work viene regolamentato per la prima volta. Si accede all’occupazione tramite accordo scritto delle parti e il lavoratore ha diritto allo stesso trattamento economico riservato agli altri dipendenti dell’azienda e alla stessa copertura assicurativa.

Pagamenti, novità anche in questo campo: è considerata abusiva qualsiasi clausola contrattuale che concede il pagamento dopo 60 giorni dall’emissione della fattura o dalla sua richiesta;
le clausole del contratto non possono essere modificate unilateralmente dal committente e il committente non può recedere dal contratto a prestazione continuativa senza preavviso.

Per quanto riguarda i rimborsi spese per l’esecuzione di un incarico per conto del committente, questi non andranno più a formare il reddito del professionista.

Malattie, infortunio e gravidanza, sono parificate. In casi di attività continuativa, il rapporto non può essere estinto ma sospeso fino a 150 giorni (due mesi prima e tre mesi dopo il parto nel caso della gravidanza), salvo il venir meno dell’interesse del datore.

Con il consenso del committente, la lavoratrice in maternità può essere sostituita da colleghi con pari competenze professionali.

In caso di malattia grave, sarà invece possibile sospendere il versamento dei contributi fino a due anni, ovvero: i contributi saranno pagati ma, al termine del periodo di sospensione, il debito potrà essere rateizzato.

Lo Jobs Act autonomi prevede, infine, la creazione di sportelli dedicati al lavoro autonomo presso i Centri per l’impiego e altri organismi, per favorire ai professionisti la partecipazione agli appalti pubblici e l’accesso alle informazioni sulle gare, equiparando questi lavoratori alle PMI ai fini dell’accesso ai fondi strutturali europei, e alla partecipazione ai bandi attraverso reti di imprese e consorzi.

SEO e e-commerce: tecniche SEO per vendere (parte 2).

20 giugno 2017 admin

Altre tecniche SEO.

 

Continua il nostro viaggio nella SEO applicata all’e-commerce, e sarà ancora molto, molto lungo. Altri step per ottimizzare il tuo negozio online seguiranno in quest’articolo:

 

 

 

6) Multicanalità.

Ottimizzare un e-commerce per i motori di ricerca non è sufficiente, infatti bisogna che esso raggiunga la clientela attraverso altre vie tipo:

  • la newsletter
  • social media (Facebook e Instagram, quest’ultimo in particolare da sfruttare come “vetrina” per i propri prodotti)
  • Youtube (creando dei piccoli video, mossa consigliata che garantisce un sacco di interazioni con gli utenti visto il successo dei contenuti visual)

7) Recensioni

Le recensioni, positive o negative che siano, sono pur sempre un modo per aggiungere contenuto al tuo sito. Le temute recensioni negative, peraltro, sono pur sempre un input che può farti capire dove migliorare il tuo prodotto o servizio. Un altro modo per aggiungere recensioni, se proprio non vi sono quelle di altri utenti, è quello di scriversele di proprio pugno (per quanto sia poco serio).

 

8) Il CMS giusto

Per creare il tuo sito è raccomandabile un CMS (Content Management System) di qualità, di quelli ben accetti all’algoritmo di Google. Ecco i più gettonati:

  • WordPress (che si può adattare a un sito e-commerce grazie a plugin come WooCommerce)
  • Magento (più difficile da personalizzare e che richiede hosting di un certo costo)
  • Joomla
  • Prestashop (CMS concepito ad hoc per i siti e-commerce e che non richiede hosting troppo costosi)

 

9) Ottimizzare le immagini

Buona cosa è ottimizzare le immagini col tag ALT, in modo che anche esse vengano indicizzate da Google. Esse permetteranno anche all’utente di trovare l’articolo che vendi nel tuo sito e-commerce da Google Immagini. Una cosa che non tutti sanno è che il tag ALT permette anche ai lettori vocali per gli internauti non vedenti di interpretare le immagini. Un altro accorgimento è quello di fare tante foto dei tuoi prodotti per evidenziarne i dettagli agli utenti.

 

10) La velocità di risposta del sito

Un altro elemento da non sottovalutare è che il sito risponda ai comandi degli utenti in non più di 3 secondi. Alcuni strumenti per misurae la velocità di un sito sono PageSpeed Insights e GT Metrix. Inoltre è possibile inviare ai tuoi utenti la cache del tuo sito (più veloce da caricare) grazie a plugin gratuiti come W3 Total Cache. Se il vostro e-commerce è fatto con WordPress esiste un plugin di nome Veloce. Occhio anche a servizi hosting come Siteground e VHosting, ottime garanzie di rapidità. Un ulteriore accorgimeto è quello di comprimere le immagini in quanto foto ad alta definizione possono rallentare il caricamento del sito

Consigli per creare il perfetto business plan

15 giugno 2017 admin

Il business plan è lo strumento che presiede ad ogni iniziativa d’impresa, ed è quel documento spesso in grado di fare la differenza nel percorso verso l’eccellenza di un’attività.

La pianificazione del business è da considerarsi come il biglietto da visita dell’azienda nascente: è il documento che va esibito se si vuole ottenere un finanziamento, trovare un socio o un’azienda con cui avviare una join venture; è anche uno strumento utile per l’imprenditore e l’amministrazione dell’impresa, poiché permette di prevedere l’andamento di questa, gli eventuali ostacoli e le soluzioni. Al suo interno, infatti, trovano luogo i contenuti e le caratteristiche del progetto imprenditoriale, tramite i quali comprendere la fattibilità del progetto, i rischi, le risorse e i tempi necessari.

Cosa deve contenere un business plan?

Si comincia con la presentazione dell’azienda a partire da:
-i suoi obiettivi, detti mission, e i mezzi per raggiungerli;
-il prodotto o servizio erogato, evidenziandone le potenzialità e i caratteri che lo distinguono da quanto già offre il mercato.

Segue una sezione dedicata proprio al mercato, che prevede:
– l’analisi della potenziale clientela, tramite la quale viene individuato un target di individui a cui rivolgere il bene/servizio, utile a sua ad elaborare un’adeguata strategia di marketing;
la valutazione dello scenario in cui opera l’azienda, dei competitors e della propria posizione rispetto ad essi.

Chiude il rendiconto finanziario, con previsioni che non dovrebbero andare oltre i cinque anni, ed i curriculum dei propri collaboratori in posizione chiave.

Qualche consiglio per la stesura del business plan:

Non dilungarsi troppo: non superare le 50 cartelle, il rischio è di perdere di efficacia.
Usare un linguaggio adeguato al destinatario del documento: evitare termini troppo tecnici se, per esempio, chi legge non è interessato a questo aspetto dell’azienda. Deve essere anche essere un linguaggio semplice e diretto.
Vanno eliminati termini o espressioni che indichino “possibilità” in luogo di “certezze”: niente “forse”, “probabilmente” e così via. Le immagini aiutano a tenere viva l’attenzione del lettore, oltre che a rendere più espliciti di contenuti: usa immagini a colori e grafici di vario tipo per esporre i tuoi dati, senza sovraccaricarli di informazioni.
Evita, infine, slogan e frasi “pubblicitarie” e punta piuttosto a descrivere obiettivamente il valore del tuo prodotto.

Come scrivere una descrizione prodotto efficace

12 giugno 2017 admin

Se stai pensando di aprire un e-commerce devi prepararti una check-list da seguire per rendere il tuo sito il più competitivo sul mercato. Saltare una delle cose da fare potrà portare danni che difficilmente dopo avrai tempo e modo di sistemare. Tra le tante cose da tenere in considerazione quando apri un negozio online, soffermati sulla descrizione dei tuoi prodotti.

 

Perché devi scrivere una descrizione prodotto efficace?

Prima di vendere, il tuo obiettivo deve essere quello di farti trovare. Come? Attraverso campagne pubblicitarie online e\o offline, la condivisione sui social e il posizionamento organico sui motori di ricerca. Quest’ultima strategia si chiama SEO e sicuramente ne avrai sentito molto parlare.

Attraverso una buona tecnica di COPY SEO potrai far posizionare il tuo prodotto nelle prime pagine dei motori di ricerca.

Lo so, sembra un lavorone specialmente se hai tanti articoli all’interno del tuo e-commerce. Hai solo 2 alternative:

  • – Armarti di buona volontà, continuare a leggere questo articolo e preparare sulla tua scrivania buoni snack da sgranocchiare mentre scrivi.
  • – Assumere un bravo copywriter che se ne intende di SEO.

Cosa scegli? Se sei stuzzicato all’idea di scrivere con degli snack accanto, prendi anche del buon caffè e continua a leggere.

Prima di tutto assicurati di fare queste 3 cose per ottimizzare la pagina prodotto:

  1. Mettiti nei panni di chi cerca il tuo prodotto, se il livello di empatia non è molto elevato affidati a tools come AdWord e Trends.
  2. Scrivi un titolo semplice ma descrittivo.
  3. Inserisci belle immagini, non sgranate o malamente scontornate.

Ecco i punti fondamentali per scrivere una descrizione prodotto efficace che ti porterà primo tra i risultati di ricerca.

Immagina di dividere in tre parti la descrizione:

  1. nel primo paragrafo inserisci la parola chiave e riassumi brevemente per cosa è utile il tuo prodotto.
  2. nel secondo paragrafo scendi nei dettagli, scritti TUTTO ciò che c’è da sapere. Occhio a non essere noioso però ed inserisci altre 2 volte la keyword.
  3. nel terzo paragrafo, quello conclusivo, dai consigli di acquisto ( prodotti correlati?) e inserisci spese di spedizione e qualsiasi altra info necessaria. 
  4. Condisci tutto con delle belle infografiche che riassumono i vantaggi del prodotto, con statistiche e ricerche.

Riassumendo, la keyword non deve ripetersi per più dell’8% del testo. Perché? Forse stai pensando che più la inserisci, più lo spider di Google ti trova e fa vedere proprio il tuo prodotto.

INVECE NO!

Con l’aggiornamento a Pinguin chiunque prima ha adottato la tecnica che chiamerà dello SPAMKEY verrà penalizzato. Ciò significa che TU, ora che conosci questi “trucchi” posizionerai meglio la keywords rispetto a chi voleva fare il furbo e prendersi in giro del motore di ricerca.

ULTIMO CONSIGLIO: non inserire le keywords a casaccio. Devono risultare spontaneamente scritte durante la stesura del testo, senza forzature. Prima di pensare a Google, pensa a chi legge.

Ho trovato per te una piccola infografica per ottimizzare al meglio la descrizione prodotto su Prestashop, salvala sul tuo computer e sfruttala.